Azzurri all’estero: il ritorno nei club sulla scia del disastro


Alla ripresa dei campionati europei, dopo la mancata qualificazione dell’Italia ai prossimi mondiali di Russia 2018, il rendimento degli italiani all’estero è deludente come la sorte della nazionale

-di Giuseppe Cambria-

Marco Verratti, dopo la parentesi deludente in nazionale, ritrova la vittoria e una buona prestazione con il suo PSG (ph. Zimbio.com)

Il disastro italiano porta una scia di desolazione e cattive prestazioni anche all’estero. Abbandonata la dimensione nazionale, la realtà dei club non aiuta certamente molti dei giocatori italiani che giocano nei massimi campionati europei. Panchina fissa per Simone Zaza che, dopo la sperata convocazione ricevuta, non ha potuto contribuire alla sfumata qualificazione al mondiale. Nonostante la sua assenza in campo, osserva impassibile la vittoria del suo Valencia in trasferta contro l’Espanyol per 2 a 0. Il centravanti ex Juventus paga il comportamento inadeguato (con il mancato saluto all’uscita del campo nel precedente turno di campionato) nei confronti del suo mister, Marcelino. Stessa sorte, ma per motivi tecnici, per Manolo Gabbiadini, che respira l’erba dell’Anfield solo per quindici minuti nella sconfitta pesante subita dal Southampton. Non va meglio a Vincenzo Grifo che di minuti invece ne gioca solo cinque nella sfida in trasferta che il Monchengladbach ha vinto contro l’Herta Berlino. Tribuna per Matteo Darmian e Mario Balotelli, quest’ultimo per la squalifica dovuta all’espulsione folle nell’ultimo incontro di campionato. Possiamo dire che sorridono solo Marco Verratti e Davide Zappacosta. Il primo partecipa alla straripante fiera del gol del Paris Saint Germain ai danni del Nantes con l’assist a Javier Pastore per il terzo gol della partita: finirà 4-1. Il secondo gioca l’intera partita sulla fascia nella vittoria in trasferta del Chelsea contro il West Bromwich, conclusasi 0-4. Sorrisi a denti stretti per una situazione che non è delle migliori. Il resoconto è desolante come la condizione di questa nazionale che avrà bisogno di mesi per potersi rialzare e ricostruirsi come si deve. Ma fino a quel momento bisognerà smussare gli animi; e alzare e mantenere il rendimento in campo. Sarà compito degli italiani che giocano nei campionati esteri dare un segnale forte al futuro commissario tecnico dell’Italia che verrà, per dire: ci siamo anche noi.

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