I gol pesanti dell’Irpef mandano ko Bologna, Parma e Siena


Cinque  squadre per diversi motivi hanno tenuto, o tengono ancora, in ansia il calcio che conta di serie A e B. Il Cagliari, il Bologna, il Parma, il Bari e il Siena. Escludiamo le milanesi che nonostante cambiamenti di presidenza (Inter) e mal di pancia interni (Milan) hanno soldi e testa per ricostruire interesse ed entusiasmo nonostante le ultime stagioni incolore

di Piero Giannico

il pallone sgonfiato...

Il pallone…  sgonfiato

Il Cagliari presto diventerà a stelle e strisce, dopo che Cellino ha deciso di chiudere con l’Italia e ha oltrepassato la Manica per prendere i Leeds in un’operazione non certo semplice a cui vanno poi aggiunte le varie contestazioni dei tifosi inglesi. Alla fine gli isolani cambieranno padrone dopo 26 anni e alla nuova proprietà americana resterà da sciogliere il nodo Sant’Elia, unico reale neo di tutta la compravendita. Ma il passaggio si farà per buona pace di tutti.

Il Bari, dopo il fallimento pilotato, è finito nelle mani dell’ex arbitro Gianluca Paparesta che questa volta non è finito nel fuorigioco dell’asta fallimentare, andando in gol con pochi milioni di euro portando in squadra i colossi russi dei fratelli Rotenberg. E paradossalmente i galletti hanno conquistato l’accesso ai play off promozione (sono stati anche penalizzati di 4 punti per irregolarità nei pagamenti ndr) passando così dalla zona retrocessione al sogno serie A. Entusiasmo mai passato tra città e squadra, con l’hashtag #compriamolabari che ha ulteriormente avvicinato Bari al Bari. Ci si è messo poi San Nicola a dare una mano alla trattativa facendo innamorare Putin, uno degli uomini più potenti della terra.

Il Parma di Ghirardi che conquista l’Europa League sul campo, ma viene estromessa perchè l’Uefa non le rilascia la licenza. Motivo? Il club emiliano ha pagato in ritardo l’Irpef di 300 mila euro. A nulla sono serviti i ricorsi ai vari gradi della giustizia sportiva, tutti respinti. E ora patron Ghirardi ha annunciato le proprie dimissioni. Al posto dei crociati, in Europa, c’è il Torino.

Il Siena nell’ultima stagione invece ha regalato 8 punti al fisco nel corso della stagione complici i ritardi nei pagamenti degli stipendi ai giocatori e relativi versamenti Irpef e Inps.

E il Bologna? Retrocesso in B. Il 7 giugno del 1964 il Bologna conquistava il 7° scudetto, ieri 30 maggio 2014 la società rossoblù non ha pagato l’Irpef sugli stipendi versati di gennaio, febbraio e marzo. Tradotto in cifre vuol signifcare che nel 50° anniversario delle celebrazioni dall’ultimo tricolore il glorioso Bologna prenderà 1 punto di penalizzazione nel prossimo torneo di B. Anche qui, come  a Siena, una vergogna per l’intera storia di questa società, della città a tinte rossoblù, in questo caso. Il club doveva versare un saldo trimestrale dell’Irpef pari a qualcosa come 5 milioni di euro. Il mancato pagamento delle tasse sarebbe legato a problemi relativi all’anticipo del ‘paracadute’, il contributo per le squadre retrocesse in serie B. Per il momento solo Porcedda ha fatto  peggio dell’attuale proprietà con il mancato pagamento di ben 3 mensilità della stessa imposta sulle persone fisiche che costò all’epoca, ma in serie A, un handicap di 3 punti di partenza. Il rischio ora è l’iscrizione alla serie B, “conquistata” sul campo. Servono la fidejussione di 800 mila euro (entro il 25 giugno) e soldi, ma tanti milioni di euro per la prossima scadenza dell’Irpef per gli ultimi stipendi arretrati (16 giugno). Il prossimo CdA convocato per mercoledì prossimo potrebbe riservare un po’ di novità, ma se non dovessero esserci per il Bologna sono già pronti i titoli di coda.

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