Baraldi: “Zanetti metterà in sicurezza il Bologna, poi tutto il resto”


È intervenuto ieri sera al Pallone Gonfiato Classic, il collaboratore di Massimo Zanetti e potenziale dirigente rossoblù Luca Baraldi, in merito alle tematiche rossoblù, dal campo alla società. Mancini conferma la chiacchierata con Saputo

– di Massimo Righi –

Massimo Zanetti è pronto a dare sicurezza economica al Bologna

Massimo Zanetti è pronto a dare sicurezza economica al Bologna

Alla luce delle vicende dell’universo rossoblù, sia del campo, sia societarie, Luca Baraldi è intervenuto ieri sera al Pallone Gonfiato Classic, dove ha esordito con un giudizio sulla partita: “Io il Bologna l’avevo visto solamente in tv e nelle partite casalinghe. Vedendolo ieri sono rimasto stupito in positivo e colgo l’occasione per fare i complimenti al mister e alla squadra al di là del risultato, importantissimo in un momento come questo, per tutto l’ambiente e per i tifosi. Quel che mi è piaciuto di più sono stati la determinazione, la grande motivazione e lo spirito di sacrificio messi in campo per raggiungere il risultato e questo è indubbiamente un segnale positivo e molto importante. È stata solo una partita ma se questa sarà la prestazione che la squadra mostrerà di qui in poi, credo che difficilmente si perderà. In serie B con queste caratteristiche si fa molta strada”. Passando alle questioni societarie, a Baraldi è stato chiesto come si è sviluppato l’approccio fra le parti per salvare il Bologna e se si può parlare di un ‘accordo politico’, in attesa di entrare nei dettagli dell’operazione: “Lo chiamerei più un ‘accordo di sostanza’ quello di giovedì; noi non abbiamo avuto né il tempo, né la possibilità di spendere settimane di analisi. Il dott. Zanetti aveva dieci/quindici minuti per decidere, davanti ad una richiesta esplicita molto corretta e onesta di Guaraldi e Morandi che hanno chiesto la disponibilità a salvare il club in questo momento, visto che il loro timore era che non si potesse concretizzare l’altra trattativa, visto che nel caso il Bologna non avrebbe avuto un buon seguito. Quindi il dott. Zanetti, come sempre fa e sempre ha fatto nella sua vita davanti alle decisioni importanti, essendo un grande imprenditore e mostrando grande amore e grande passione verso il Bologna e la città, non ha esitato a dire “io ci sono come ho sempre detto e il Bologna non lo faccio fallire”. Io ero presente, l’ho sentito con le mie orecchie. L’accordo è quindi stato pratico, anche perché in queste situazioni, più che le parole, ci vogliono i soldi, non i fatti. Il dott. Zanetti, a titolo personale, ha deciso di fare questo altro atto di generosità e amore nei confronti della squadra e della società e ha concretizzato di fatto il salvataggio del Bologna, ecco come sono andate le cose, poi tutto quello che succederà sarà un percorso, in parte già condiviso, in parte lo condivideremo nelle prossime settimane, non solo per mettere in salvo definitivamente la società, ma anche per mettere in tranquillità la squadra, perché credo che l’aspetto più importante in una squadra di calcio sia la sua squadra, il suo staff e quindi il risultato sportivo, tutto è finalizzato a quello”. Di fatto Massimo Zanetti è già padrone, o è prematuro dirlo? “No, Massimo Zanetti ha deciso di sottoscrivere l’aumento di capitale fino all’importo necessario a mantenere salvo il Bologna, poi è ovvio che non credo che il dott. Zanetti, così come aveva fatto la prima volta, ma ancora di più questa, possa permettersi di fare le cose e non gestirle in prima persona. Credo che conoscendolo, ci sia l’idea di arrivare prima o poi, in un tempo più o meno breve, ad acquisire il controllo del club. Ripeto, è un’operazione fatta a titolo personale, è ovvio che per arrivare all’obiettivo, l’attuale compagine societaria dovrà fare una serie di cose utili ad arrivare ad un determinato punto, poi ci sarà tecnicamente la possibilità di arrivare al controllo del club. Me lo auguro”. Si può dire che dopo 4 anni siamo di nuovo al punto di partenza, ma con la differenza che siamo in serie B. L’altra volta il dott. Zanetti accettò di partire come presidente, non avendo il 51%, questa volta invece? “Credo che il dott. Zanetti, la prima volta, avesse accettato questa situazione che non è mai stata nella sua genetica, di solito le aziende che apre sono sue e l’unico azionista è lui, perché aveva accettato un percorso condiviso con altri soci, assolutamente meritevoli di essere ricordati, ma lui era stato il leader anche come impegno economico, visto che aveva messo 4 milioni che erano poi quelli che avevano trainato tutti gli altri, in un progetto che doveva portarlo a raggiungere, anche in quel caso, il controllo del club; ma in quel momento forse era giusto che il Bologna fosse salvato dai bolognesi. È ovvio che quando succedono certe cose…errare è umano, perseverare è diabolico, speriamo che non si ripetano più. Se tutte le caselle andranno al loro posto, anche riguardo quel che dovrà fare l’attuale compagine in carica, il dott. Zanetti avrà il controllo del club, in un tempo che sarà da determinare, ma non molto lontano”. Inevitabile chiedere se, nel caso in cui tutto andasse come deve, si opererà sul mercato per il ritorno immediato in A:Certamente il Bologna ha l’esigenza, anche societaria, di fare un campionato che possa puntare al massimo obiettivo possibile, che per scaramanzia non dico, ma che è facilmente immaginabile. Se a gennaio, dopo aver parlato anche con il tecnico ci saranno le possibilità, laddove lui lo riterrà opportuno di rinforzare alcuni settori della rosa lo faremo. L’organico è ampio e composto di calciatori di grandissimo livello e devo fare i complimenti anche a chi ha costruito questa squadra perché sono arrivati dei giocatori importanti, però se ci sarà da migliorare e saremo in corsa per raggiungere l’obiettivo, faremo il possibile per conseguirlo”. Poi specifica, “non sono ancora dirigente, ma un collaboratore del dottor Zanetti, rappresento una parte della società, ma è vero che siamo comunque azionisti”. Ma in pratica, cosa ci sarebbe da sistemare subito in questo Bologna? “Se lei me lo avesse chiesto dopo le prime due partite, le avrei risposto ‘tutto’, dopo aver visto l’ultima, le dico che secondo me è una squadra che ha la possibilità di essere già oggi molto competitiva, poi avremo davanti 12-13 partite di qui ad andare a dicembre e vedremo laddove, non tanto per mancanza di qualità tecnica del singolo, ma in base anche al tipo di gioco che l’allenatore svilupperà meglio, dove intervenire. Abbiamo dei giocatori importantissimi a centrocampo, alcuni anche fuori lista come Pazienza che è comunque un giocatore importante, Matuzalem che conosco da una vita perché era con me anche a Parma, e che con la B non c’entra niente in termini di qualità e personalità, Cacia che l’abbiamo visto ieri, io l’ho avuto a Padova e sembrava un altro giocatore, sabato l’ho visto lottare, trascinare la squadra, ha una qualità incredibile e poi Acquafresca, di cui sentivo critiche in passato che, sabato si è sacrificato per la squadra, ha fatto anche la fase difensiva. Vedremo, in serie B bisogna avere qualità e noi ce l’abbiamo, ma anche molta dinamicità, vedremo anche cosa ci dirà l’allenatore. Ripeto, già oggi la squadra mi sembra sia molto competitiva”.

Joey Saputo. Il magnate italo-canadese ha ancora interesse ad entrare nel Bologna

Joey Saputo. Il magnate italo-canadese ha ancora interesse ad entrare nel Bologna

Riguardo alla tematiche relativa agli americani, c’è una prospettiva che prevede un’eventuale collaborazione con Joey Saputo in futuro? Questi ha parlato anche di ristrutturazione del Dall’Ara. E’ una cosa che può essere anche nei vostri piani? “Prima preferiamo ristrutturare il contenuto, poi il contenitore. Prima pensiamo a mettere in sicurezza la società e fare in modo che la squadra sia competitiva per tornare nel campionato che gli compete che è la serie A. Zanetti è uno dei più grandi produttori di caffè al mondo ma non si occupa di edilizia, certamente lo stadio è una delle componenti importanti nella struttura economica delle società di calcio del futuro in Italia, ma in questo momento gli sforzi massimi vanno concentrati sulla società e sulla squadra. Il nostro progetto è quindi mettere in sicurezza il Bologna e riportarlo in serie A, non so in quanto tempo, ma è l’obiettivo. Per il resto, il dott. Zanetti vuole bene al Bologna, quindi tutto quello che arriva per il bene del Bologna stesso è giusto che venga considerato, però non è che adesso Zanetti diventa l’interlocutore come ieri ho letto, ma ad oggi sono i soci del Bologna e il presidente Guaraldi. Chi vuol trattare per acquisire il Bologna deve parlare con loro; io questi signori (Tacopina e Saputo n.d.r.) non li conosco ma mi pare siano da mesi a Bologna, il dott. Zanetti è vero che è di Treviso e non è in America, non è bolognese ma ci ha messo cinque minuti a decidere di salvarlo. Se uno vuole fare le cose nel concreto e si manifesta con i suoi obiettivi e da quelle garanzie che permettono sicurezza al Bologna, credo che si abbia il dovere come amministratori di avere un dialogo con lui. A quanto mi risulta, mi dicono che con Guaraldi questo non si avvenuto, però questo è quello che mi viene detto e non entro nel merito. Se la domanda è, ‘potreste voi insieme a…’, conoscendo il dott. Zanetti, disattenderei a quello che le ho detto prima, se dovessimo essere noi a gestire il Bologna, dipende da qual è la posizione degli altri interlocutori che aspettano di entrare con una quota di minoranza, altrimenti è giusto che gestiscano quelli che vogliono ambire a investire nel Bologna per metterlo in sicurezza”. Infine, lo stesso Baraldi chiude citando l’avvocato Porelli: “Sento tante critiche al dott. Zanetti. Da lontano arriva chi è ricco e famoso, ma forse a volte si ha in casa la ricetta dal punto di vista economico oltre che dell’amore. Un certo avvocato Porelli, bolognese, una volta disse che “a Bologna, appena uno stappa la bottiglia di champagne, c’è subito un altro che dice che sa di tappo”, consentitemi questa battuta per riprendere quelle che sono state l’amore, la passione e i soldi che il dott. Zanetti ha messo nel Bologna”.

In seguito all’intervento di Baraldi, è stato mandato in onda un breve filmato fatto in esclusiva dal collega Gherado Resta, presente al Manuzzi per Cesena-Milan dove ha incontrato Roberto Mancini. L’ex calciatore, molto affezionato al Bologna, è stato interpellato riguardo all’incontro con Joy Saputo, chiedendogli se poteva confermare i fatti. L’ex attaccante rossoblù, contornato di fans, ha chiaramente risposto “si”. Ad altra domanda, se il discorso accennato con Saputo si può ancora considerare aperto, l’ex tecnico di Inter e Manchester City ha risposto “non lo so”, senza aggiungere altro, ma facendo trapelare un’incertezza quasi positiva, come dire “speriamo, chissà”. Di certo, l’idea di riportare Mancini a Bologna è affascinante, non solo perché coinciderebbe con un futuro roseo per i colori rossoblù, ma perché il Mancio è un indiscusso idolo della piazza.

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