Basket, Belinelli e l’italian style


Copertina dedicata a Marco Belinelli, primo italiano a vincere il titolo NBA ed a portare con orgoglio al dito l’anello brillantato

di Michele Teglia                                                                                                        

Marco Belinelli

Marco Belinelli, da San Giovanni a San Antonio

Marco Belinelli, golden boy di S.Giovanni in Persiceto, sognava di certo questo storico risultato quando un anno fa ha optato per la franchigia texana, proprio per legittimare in maniera tangibile la sua presenza oltreoceano e per lanciare un segnale per tutti i paisà. Quanta acqua è passata sotto il Golden Gate di S.Francisco da quel gennaio 2008 in cui Bebo Breveglieri ed io gli facemmo visita nella bellissima town californiana (di ritorno dallo Showcase della DLeague); e lui, tra il lucido ed il trasognato, condivise per un giorno assieme a noi quei momenti e quelle sensazioni da circo dorato (nel senso buono del termine), nonostante un N.E. in una gara giocata in casa (ad Oakland) e persa contro i Minnesota di Marko Jaric. La serata passata al ristorante Parma di Marina Beach parlando e discutendo delle opportunità, degli amici e di Don Nelson che non lo “vedeva”, ma che si sarebbe dovuto ricredere perché le sue motivazioni erano così forti da resistere a tutto ed a tutti. Ci sei riuscito Marco ed ora noi siamo orgogliosi di te e della tua italianità: l’italian style vince anche a dispetto di chi obietta che i minuti in questi playoffs per te siano stati pochi e la tua incidenza scarsa; in regular season, però, il tuo apporto è stato importante per la squadra e per i compagni, che nel tuo tiro hanno trovato spesso la panacea offensiva. Bravo!

Si è consumato anche il primo hit della finale scudetto di Serie A. Larga e tonante vittoria di Milano su una spenta Siena nell’acchito iniziale; l’asse Jerrells-Lawal ha distrutto i toscani fin dalle prime battute, polveri bagnate per i piccoli della Mens Sana: Haynes, Carter e Janning non hanno mai trovato i tempi di tiro appropriati, merito di una difesa organizzata da Banchi veramente concentrata e preparata. La scelta di coach Crespi di schierare molto a lungo Othello Hunter da centro e Spencer Nelson da 4 non ha sortito gli effetti sperati, anzi Lawal è andato a nozze nel pitturato, spadroneggiando in lungo ed in largo, coadiuvato nel settore esterni appunto da un infallibile Curtis Jerrells ma pure da Hackett e da un più “quadrato” Gentile. Vincesse anche Gara 2 (martedì 17 h.20.30 RaiSport), l’Armani metterebbe un bel macigno sulle spalle di Siena, nonostante la serie sia ancora lunga ed incerta.

Onore e gloria a Mantova che vince la sfida con Casalpusterlengo 3-2 e viene promossa in Lega Gold con ampio merito. Una Gara 5 giocata davanti a 3000 spettatori entusiasti e correttissimi, che ha visto alternarsi nel punteggio le due formazioni lombarde: la partita che non ti aspetti da Pignatti, prodotto delle giovanili Fortitudo, che magnificamente innescato da Losi, Lamma e Nardi, ha saputo finalizzare in modo concreto opzioni ed opportunità, senza però dimenticare l’apporto all’interno dell’area ed in sede di rimbalzo di Johndre Jefferson, che ha messo in ambasce Chiumenti, Ricci e Bonessio, l’artiglieria pesante di CasalP ed a cui non è bastata la buona prestazione di Sant-Roos, un 23enne italo-cubano assai interessante, supportato solo a tratti dal talento di un immarcescibile Alvin Young (39 primavere per il simpatico colored). Complimenti perciò a coach Morea (ed all’amico Grazzini suo assistente) per il notevole risultato conseguito.

In DNB Girone A festeggia (anche se solo parzialmente) Tortona che si afferma allo spareggio su di una coriacea Piacenza, eliminandola ed accingendosi a disputare gli spareggi (a Cervia da Sabato 21), con 3 promozioni su 4 squadre (Tortona-Legnano e Latina-Scafati i primi scontri, con le vincenti direttamente promosse in Silver e le perdenti che daranno vita ad un incontro fratricida). Gran bel torneo e totale incertezza su tutti i fronti.

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