Bernardeschi: “L’Europeo coronamento di un sogno, mi ispiro a…”


Dal ritiro di Coverciano, l’attaccante della Fiorentina Bernardeschi ha raccontato le sue sensazioni per la convocazione a Euro 2016

– di Luigi Polce –

Bernardeschi in campo contro la Germania (ph. zimbio)

Bernardeschi in campo contro la Germania (ph. zimbio)

Al Dall’Ara, con la sua Fiorentina, si presentò con un gol, confermando le grandi potenzialità che gli hanno permesso di entrare nel giro della Nazionale azzurra. E, ora che la convocazione a Euro 2016 è realtà, Federico Bernardeschi si gode il momento: “Questo Europeo è un punto di partenza, ho fatto una bella annata e sto coronando un sogno – ha spiegato dal ritiro di Coverciano -. Ogni giocatore sogna di raggiungere la Nazionale, far parte di questa spedizione è un orgoglio”. La speranza di essere inserito nella lista dei 23 c’è sempre stata, così come la paura di restare fuori: “Paura di non essere convocato? Sì, essendo giovane ci stava di poter rimanere fuori. Ha avuto paura De Rossi, figuriamoci se non dovevo averla io. Ho sempre cercato di dare il 100%, alla fine è arrivata questa chiamata importantissima. Ma non mi accontento di essere qui, dobbiamo sognare tutti. La squadra deve lavorare per raggiungere gli obiettivi. E’ chiaro che mi piacerebbe vincere, sono sicuro che daremo il massimo per vincere il trofeo”. Il 3-5-2 disegnato da Conte sembra fatto apposta per lui, che ha le idee chiare su quella che può essere la sua evoluzione futura: “So giocare a destra in attacco, ma un giorno spero di giocare da trequartista. Tecnicamente amo tenere il pallone ma credo anche di avere corsa. Mi ispiro a Shevchenko, ma prendo spunto da tutti i campioni che vedo giocare e coi quali ho la fortuna di allenarmi. Con Buffon ad esempio ho un bellissimo rapporto, lo ringrazierò sempre per i consigli e per i suoi aiuti. E’ un modello da seguire e da osservare”. Una battuta, infine, sul gruppo azzurro: “Credo che ci sia tanta qualità nei singoli e nel complesso. Sono presenti tanti giovani come me, dobbiamo amalgamarci bene. Il ct mi chiede di puntare l’uomo e di creare superiorità numerica ma vuole anche che restiamo tutti uniti quando non abbiamo palla. La 10 a Thiago Motta? Condivido il fatto che la indossi lui, la merita per tutto quello che ha fatto nella sua carriera”.

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