Bilancio post mercato, l’Italia incrementa i costi


Ancora una volta è la Premier a dominare il mercato trasferimenti, seguita dalla Bundesliga. In Italia, emergono costi alti ed affari stagnanti dopo la sessione invernale

– di Massimo Righi –

André Schurrle, colpo di mercato del Wolfsburg (ph dailymail.co.uk)

André Schurrle, colpo di mercato del Wolfsburg (ph dailymail.co.uk)

Chiusasi da dieci giorni la sessione invernale di mercato, è ora tempo di bilanci. E come al solito, dai numeri della Fifa, emergono dati abbastanza scontati. La Premier League inglese domina il mercato come sempre, forte altresì del nuovo quanto remunerativo contratto dei diritti televisivi. Non a caso, il Chelsea si è potuto permettere di spendere più di 30 milioni di euro per assicurarsi Cuadrado dalla Fiorentina. La Fifa ha poi indicato la Germania come secondo paese più attivo sul mercato, come si evince dal trasferimento milionario che ha portato l’attaccante Schurrle dal Chelsea al Wolfsburg, operazione che ha letteralmente proiettato il campionato tedesco dietro a quello inglese in fatto di colpi di mercato.

Complessivamente sono state 452 le operazioni concluse nel mercato invernale, in leggero calo rispetto ad un anno fa. Ciononostante, il giro d’affari si è incrementato del 36%, arrivando a 412 milioni di euro, con la Premier dominante grazie ai 153 milioni spesi, seguita dalla Bundesliga con 102 milioni. Elevato anche il dato relativo ai trasferimenti in prestito nelle cinque maggiori leghe europee (Inghilterra, Germania, Italia, Spagna e Francia): va però sottolineato che, il 23% cento di questi affari, prevede il riscatto obbligatorio. Sempre dai dati forniti, emerge che sono stati trasferiti più calciatori inglesi (54), seguiti dagli spagnoli e dai francesi.

Italia male – Nel nostro Paese il trasferimento interno più oneroso, è stato quello di Manolo Gabbiadini dalla Sampdoria al Napoli per circa 13 milioni, cifra molto bassa rispetto ai campionati prima menzionati. Diversamente dall’estero, nella nostra Serie A, i costi sono saliti a 56,5 milioni di euro, ossia poco più del doppio dello scorso anno, considerando inoltre che il numero dei tesseramenti in entrata è rimasto sostanzialmente identico. Peggio del Belpaese, ha fatto solo la Ligue 1 francese, dove le transazioni sono scese drasticamente del 50 per cento. Infine, per chiudere con i conti in tasca al mercato italiano, emerge che i club hanno riconosciuto agli intermediari dei calciatori, onorari per 7 milioni di euro con una percentuale di poco più del 12% sul denaro liquido.

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