Bis di vittorie non scontato. Doppia stilettata di Fenucci su pubblico e budget


Seconda vittoria consecutiva per il Bologna: i meriti della squadra e di Donadoni. Fenucci conferma a parole tecnico e ds ma lancia un paio di accuse inedite

– di Alberto Bortolotti –

Due gare vinte senza Verdi e Palacio: non è ordinaria amministrazione, è solo il simbolo di una crescita finalmente arrivata (parlo di risultati, il gioco è come l’araba fenice). 28 punti su 33 presi alle altre partecipanti all’A2, di cui siamo i dominatori – anche questo non è scontato -.

Lo so, lo so, scrivere prima della partita forse è inutile, di sicuro pericoloso. Infatti non l’ho fatto, preferendo attendere la fine. Anche farlo durante può essere fuorviante: il primo tempo con il Genoa era stato desolante, come produttività offensiva, ma ordinato. Persino efficace sul piano del controgioco.

Ci sono anche meriti di Donadoni nella crescita evidente di Erick Pulgar (ph. imagephotoagency.it)

Poi nel secondo a Mirante tornato a livelli di eccellenza e Pulgar sempre più padrone del centrocampo si è aggiunto Mattia Destro. Il quale ha disputato uno spezzone di gara simile, come intensità, a quello famoso (soprattutto perché poco ripetuto) della prima stagione contro la Roma. I cambi hanno fatto il resto, bene Falletti e Donsah nell’impatto e nell’atteggiamento.

A proposito di Pulgar segnalo una cosa: per essere diventato uno dei centrocampisti con il migliore “timbro” sul campionato (plusvalenza in vista ?) occorre forte autostima e forte umiltà. Sapere di essere potenzialmente bravo e combinare la consapevolezza di migliorarsi. Non è estranea la guida tecnica, che ti difende e protegge anche quando tutti ti linciano. Siccome si parla spesso di crescita appena fisiologica dei giocatori rossoblu, beh il progresso del cileno, almeno lui, non dice così. La critica è doverosa, attenti al rischio di indossare sempre i paraocchi.

Poi una specifica tattica. Non mi lancio in considerazioni da corso allenatori di Coverciano sul tipo di quelle che poco a proposito si sentono dispensare quotidianamente senza alcuna autorità in materia. Ha ragione il mister: non è vero che Di Francesco ha fatto solo il terzino. Ha anzi costretto Laxalt sulla difensiva più di quanto non sia abituato: è stata una delle chiavi del successo. Bravo il ragazzo, magari anche ben istruito in materia.

Ultimo dato sulla partita, alcune cifre danno effettivamente ragione al Genoa. I tiri scoccati, i corner e i cross sono tutte voci statistiche a vantaggio del Grifone. Non abbiamo battuto i primi pellegrini verso Santiago de Compostela, vincere è sempre difficile (grazie a Destro prima rapinoso, poi altruista; viceversa, addio che t’amavo).

Conferme scontate e stilettate inedite nelle parole di Claudio Fenucci (ph bolognafc.it)

A fine partita i toni erano bassi. Ha parlato il mister più due sudamericani. A differenza dei giorni precedenti, nessun veterano al microfono. Pensandoci bene, credo si tratti di strategia comunicativa. Riassumendo le settimane precedenti, tre dei cinque giocatori “pilastro” (gli altri due sono Mirante e Maietta, che però ha preso recentemente la direzione di Empoli) hanno espresso apprezzamento per il tecnico e e per il percorso che sta seguendo il Bologna. Poli è stato anche più esplicito, si potrebbe dire “fenucciano”: “Siamo nei parametri”.

Fenucci ha detto cose ovvie e alcune meno scontate. Tra le ovvietà ci sono la riconferma di Bigon, un diesse funzionale a una società perbene, ma fredda, grigia e con poche ambizioni sportive (per lui a Napoli, comunque, non fu così), e quella di Donadoni: mettere in discussione un tecnico in possesso di contratto a 13 giornate dalla fine avrebbe, di minima, causato un finale di stagione simile allo scorso anno (poi, a fine maggio, si vedrà).

E’ nuova, piuttosto, e poca consona allo stile sempre felpato dell’ad rossoblu, una doppia stilettata: al pubblico troppo vicino come modalità ai ribollenti e ondivaghi social, e al poco budget destinato dalla proprietà alla campagna acquisti (poco in confronto alle altre “medie”). Quest’ultima sembra una cauta presa di distanza dallo stesso Saputo, anche se riesce difficile pensare a un dissidio: più plausibile pensare a qualcosa di concordato. Che cosa, lo scopriremo solo più avanti.

Print Friendly, PDF & Email



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *