Blatter duramente contestato: “Non mi ricandido”


Interrotto da una contestazione plateale, Joseph Blatter ha annunciato che il prossimo 26 febbraio non sarà tra i candidati alla presidenza della FIFA

– di Marco Vigarani –

Plateale contestazione contro Joseph Blatter (ph. Zimbio)

Plateale contestazione contro Joseph Blatter (ph. Zimbio)

Ieri è stata scritta una delle ultime pagine della lunghissima egemonia di Joseph Blatter sulla FIFA, massima istituzione del calcio mondiale nelle sue mani ormai dal 1998. Il presidente dimissionario ieri non solo ha infatti confermato la sua intenzione di dire addio alla carica per non ricandidarsi ma ha anche confermato la data delle nuove elezioni. “Il prossimo 26 febbraio – ha detto – la FIFA avrà un nuovo presidente ed io tornerò ai miei hobby e al mio lavoro di giornalista. Non sarò candidato perchè ho rimesso il mandato ed anzi sono curioso di sapere chi verrà eletto“. La candidatura più forte potrebbe essere quella, ancora non formalizzata, di Michel Platini ma giù da ieri è in corso il processo elettorale e solo i prossimi mesi forniranno un quadro più chiaro del destino del calcio mondiale. Ieri intanto Blatter ha subito anche una vistosa contestazione ad opera del comico Simon Brodkin, comico inglese che è entrato nella sala gettando banconote false al presidente dimissionario.

Non si sono infatti placate le polemiche sull’operato di Blatter e dei suoi uomini di fiducia: quattordici arrestati ed una vasta indagine della FBI erano stati sufficienti ad indurre il presidente alle dimissioni appena quattro giorni dopo la sua rielezione. Anche ieri però egli ha voluto mostrarsi sereno ed orgoglioso difendendo la propria buonafede: “Sembrava che lo tsunami del 27 maggio scorso mi dovesse spazzare via e invece sono ancora qui vivo e vegeto. Le pressioni nate su di me e soprattutto sulla FIFA però mi hanno indotto ad agire secondo coscienza facendo qualcosa di molto speciale per difendere non me stesso ma l’istituzione della quale ho avuto per tanti anni la presidenza.Per questo motivo ho deciso di calciare la palla fuori dallo stadio“. Intanto è arrivato un duro attacco da parte dell’ex candidato avversario, il principe Hussein, che ha detto: “Blatter deve andarsene subito e non pianificare la successione gestendo un processo elettorale: serve un commissario“.

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