BolognA 2014/15, il film (2° tempo)


Continuiamo la rivisitazione dell’annata rossoblù conclusasi con la promozione in serie A: si riparte dopo il mercato e passando per l’arrivo di Delio Rossi e gli infortuni a Zuculini e Gastaldello, si arriva fino alla vittoria dei playoff

– di Massimo Righi –

Moretti buca la barriera del Bologna per il vantaggio del Vicenza (ph. Serie B)

Moretti buca la barriera del Bologna per il vantaggio del Vicenza (ph. Serie B)

Chiuso il calciomercato, torna di scena il campionato. Bisogna inseguire il Carpi e guardarsi dalla concorrenza per il secondo posto, utile per la promozione diretta. Arrivano quattro vittorie consecutive, ma il Bologna non brilla. Lo 0-0 interno con il Pescara evidenzia dei limiti poco rassicuranti nella squadra, che segna poco e latita nel gioco, ciononostante continua a mantenere una certa distanza dalle inseguitrici aggrappandosi all’ottimo andamento esterno. Viceversa in casa, il Bologna non riesce a vincere ed inanella una serie di pareggi a reti bianche che rischiano di veder ridurre il margine. Dopo la soffertissima vittoria di Cittadella, alcuni nodi vengono al pettine. Il Vicenza in forma smagliante arriva a Bologna e rifila ai rossoblù un 2-0 senza appelli, alimentato dal doppio giallo di Bessa, nervoso e fuori contesto. Le critiche iniziano a farsi consistenti, ma il tecnico Lopez si arrocca sulle proprie certezze facendo muro contro ogni critica. Nel frattempo al Dall’Ara dopo Pescara e Ternana, anche Latina e Modena escono indenni coi “canarini” scippati di un gol regolare. Il secondo posto resiste perché le concorrenti non approfittano della mancata fuga felsinea, mentre la truppa di Lopez esce miracolosamente indenne da Trapani dove viene presa a pallate.

Lopez e Di Vaio a confronto con i tifosi

Lopez e Di Vaio a confronto con i tifosi

Il 2-0 rifilato al Livorno non scaccia la crisi, la nasconde: Mazzoni esce male e regala un gol a Oikonomou, poi Sansone raddoppia. Il primo di aprile si va a Carpi. I rossoblù sfiorano ripetutamente il vantaggio ma è la capolista a passare e a dilagare nella ripresa, affondando i più nobili conterranei e chiudendo di fatto il campionato. Inoltre Zuculini si è rotto il crociato, lo stesso già operato. Nonostante la bruciante sconfitta Lopez viene confermato, anche se la squadra sembra non averne più, né fisicamente, né mentalmente: prestazioni e risultati parlano chiaro. Dopo il pareggio di Brescia e l’ennesimo 0-0 interno con lo Spezia, che all’ultimo secondo si vede negare il gol da Da Costa, la gente perde la pazienza e qualche tifoso contesta apertamente il tecnico uruguayano in quel di Casteldebole, gli animi saranno poi stemperati dall’intervento di Marco Di Vaio. Si va a Bari e succede di tutto, Masina segna poi Maietta e l’arbitro perdono la testa e la gara diventa un far west che vede spartirsi la posta. Il Bologna non è più “sempre secondo” e anche se il 2-0 al Catania è lenisce i dolori, dietro l’angolo c’è il Frosinone. Al Matusa i rossoblù vanno subito sotto, pareggiano con Ceccarelli per poi vanificare tutto con una topica di Coppola su colpo di testa di Blanchard. Un altro scontro diretto perduto, così come la pazienza di Joey Saputo che il 4 maggio esonera Diego Lopez e chiama Delio Rossi, in vista degli ormai imminenti playoff, visto che il secondo posto è ormai dei ciociari.

Delio Rossi è subentrato a Diego Lopez ed ha vinto i playoff

Delio Rossi è subentrato a Diego Lopez ed ha vinto i playoff

Il tecnico riminese predica calma e semplicità, ma il cambiamento è ben più profondo della sua pacatezza apparente. Gli allenamenti sono più lunghi ed intensi, ci sono colloqui individuali e le partite vengono fermate per le spiegazioni. Ma come dice Rossi, “non ho la bacchetta magica” e la squadra risponde come può. Al Dall’Ara finisce 1-1 con l’Avellino con Acquafresca a fallire un rigore, stesso punteggio a Vercelli con la Pro in dieci. Ma non è tutto. Prima di Vercelli, il ginocchio di Gastaldello fa crack: stagione finita come per Zuculini. La vittoria sul Lanciano con un gran gol di Mbaye, sancisce il quarto posto ed i playoff. C’è di nuovo l’Avellino da affrontare. Al Partenio il Bologna passa con un gol di Sansone ma torna a casa con Maietta acciaccato. Al Dall’Ara gli irpini approfittano dell’assenza di Mimmo e si portano in vantaggio per due volte, con i rossoblù a ricucire con Acquafresca e poi con Cacia su erroraccio di Frattali. A 5’ dalla fine gli ospiti tornano avanti con un gran destro di Kone, poi il finale thrilling: Castaldo da ottima posizione prende la traversa, su cui s’infrangono i sogni di gloria campani.

Il Bologna va in finale con il Pescara, che nel frattempo ha eliminato il Vicenza. I rossoblù hanno sempre il fattore campo dalla loro in virtù del miglior piazzamento in campionato, per cui basta vincere o pareggiare per avere la meglio. All’Adriatico finisce 0-0 con il Bologna incerottato e allo stremo delle forze che gioca in contropiede e trova nella traversa un alleato prezioso. Al ritorno, in un Dall’Ara che sfiora le 32 mila presenze, i rossoblù passano con Sansone poi vengono puniti dall’ex Pasquato. Sale la paura, Mbaye si fa espellere per doppio giallo e il Pescara si getta all’attacco. Il tempo scorre lento, Da Costa fa miracoli su Pucino e Lazzari, poi ancora la traversa arriva nuovamente in soccorso negando il gol della serie A a Melchiorri. Al triplice fischio il Bologna è in serie A dopo una stagione lunga e travagliata.

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