Bologna in caduta libera: ora Donadoni va al passo di Rossi


Sei gare senza vittorie con una media inferiore a quella di Rossi, il Bologna di Donadoni è in caduta libera tra palle perse, attacco inesistente e fatica sprecata

– di Marco Vigarani –

Donadoni (ph. Zimbio)

Donadoni nelle ultime sei gare ha una media inferiore a quella di Delio Rossi (ph. Zimbio)

I fischi sono arrivati anche al Dall’Ara con timidezza alla fine del primo tempo e decisamente più convinti al triplice fischio conclusivo di Bologna-Verona. Anche il pubblico rossoblù notoriamente dotato di infiniti amore e pazienza inizia a non sopportare più il peso delle gare trascorse senza segnare, delle sconfitte e di un atteggiamento agli antipodi con quel piglio deciso e grintoso che aveva fatto gridare quasi al miracolo nei mesi scorsi. Va però precisato che la squadra fin troppo elogiata ieri non meritava l’Europa così come quella mentalmente disconnessa di oggi non merita la retrocessione. Esiste una via di mezzo che però è difficile da individuare al termine di un mini-ciclo di sei gare che ha mostrato via via il lato peggiore di questo Bologna firmato Roberto Donadoni. Il tecnico bergamasco infatti oggi non sta facendo meglio del suo predecessore Delio Rossi il quale nelle prime dieci giornate aveva una media di 0.6 punti a gara: ebbene dalla Juventus in poi i rossoblù hanno viaggiato ad un passo di 0.5 con soli tre punti frutto di altrettanti pareggi tutti senza gol. Eccolo nominato un altro problema che evidentemente affligge i rossoblù: quel pallone che non vuole più entrare nella porta avversaria. Nelle ultime sei gare è arrivato solo il centro inutile di Brienza ed in particolare preoccupa la sterilità dimostrata contro tre delle ultime formazioni del campionato come Palermo, Carpi e Verona che non aveva mai vinto in trasferta ma ha trovato tutto apparecchiato al Dall’Ara, luogo in cui il Bologna non trionfa dallo scorso 31 gennaio. Sono passate nove giornate e così diventa davvero difficile convincere nuovi tifosi a fare un sacrificio economico nella prossima campagna abbonamenti.

Destro (ph. Zimbio)

Un gol in sei partite ma non basta l’assenza di Destro come giustificazione (ph. Zimbio)

Nel frattempo inoltre è caduto un record: fino alla gara di San Siro la squadra di Donadoni non aveva mai subito gol da calcio piazzato ed invece dopo Perisic e D’Ambrosio si è accodato alla lista anche il carneade Samir. In compenso i rossoblù restano però l’unica formazione di Serie A in grado di non subire reti nel primo quarto d’ora di gioco. Magra consolazione. Alcuni dati statistici confermano la netta sensazione che questa squadra non abbia più le motivazioni per concludere degnamente l’anno a partire da una media di oltre 32 palle perse a partita dalla gara contro la Juventus in poi, vero spartiacque della stagione che apparentemente sembrò a tanti un mezzo trionfo diventando però l’inizio della fine. Il Bologna da allora ha collezionato appena 18 tiri in porta in sei gare con un picco di 7 tentativi contro il Carpi e tale sterilità non si può giustificare soltanto con l’assenza di Destro che ha perso solo le ultime tre gare e comunque non è sembrato finora un attaccante in grado di coinvolgere i compagni nelle azioni offensive. L’effetto magico di Donadoni sembra essersi dissolto con il tramonto dell’inverno ed i suoi ragazzi sono tornati a giocare spesso senza uno scopo. Il possesso palla resta spesso positivo e la condizione fisica non è poi così drammatica visto che la media recente parla di 111 km percorsi a gara: semplicemente regna l’incertezza sul futuro, alimentata dalla mancata presa di posizione del tecnico e dalla delegittimazione in corso ormai da tempo del ds Corvino. La presa è stata staccata a tutti i livelli ed ora si vaga a tentoni sperando che arrivi in fretta la luce dell’estate e con essa la fine del campionato per poi ricominciare una nuova avventura.

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