Bologna congedato con disonore dal Dall’Ara: il Chievo vince in rimonta


Il Bologna passa in vantaggio con Verdi ma poi si fa rimontare da Giaccherini e Inglese. Il Chievo vince e il Dall’Ara contesta

– di Marco Vigarani – 

È arrivato il momento dei saluti per il Bologna che scende in campo al Dall’Ara per l’ultima casalinga della stagione in attesa che l’estate porti novità più o meno attese e gradite. Donadoni sceglie il tridente pesante Verdi-Destro-Palacio confermando De Maio in difesa e ritrovando Pulgar in cabina di regia mentre invece D’Anna riabbraccia Castro e schiera l’ex Giaccherini insieme a Birsa ed Inglese in attacco.

Il rigore trasformato da Verdi per il decimo gol della sua stagione (ph. Zimbio)

Il Chievo cerca un avvio sprint proprio con l’esterno offensivo di sinistra, colleziona qualche cross ma non sfonda e prima del quarto d’ora il Bologna si sveglia. Prima Verdi viene atterrato in area e l’arbitro ignora il fallo ma non può sorvolare subito dopo sul tocco di mano di Hetemaj: penalty sacrosanto e traformazione impeccabile dello stesso numero 9 rossoblù. 10 gol e 10 assist per la straordinaria stagione del talento accolto da applausi e striscioni all’ingresso in campo da un pubblico che evidentemente non si vuole rassegnare alla sua cessione. Dopo il vantaggio emiliano la gara si accende con Mirante para su un colpo di testa di Dainelli e Palacio protagonista di una nuova azione sospetta in area clivense ignorata da Pairetto. Tocca poi a Destro sprecare una grande occasione servita dal solito Verdi ma anche Masina regala una chance per il pareggio a Castro che però non lo punisce. Arriva poi un clamoroso autopalo di Dzemaili in questa fase caotica della gara a cui il Bologna risponde con un’azione in contropiede rallentata da Destro e non finalizzata da Palacio.

L’ex Giaccherini esulta dopo il fantastico gol del pareggio (ph. Zimbio)

In avvio di ripresa all’improvviso arriva il pareggio firmato proprio da Giaccherini con un gesto tecnico fantastico: un mancino al volo su cross di Castro che viene così scaraventato all’incrocio dei pali dietro un incolpevole Mirante. Donadoni opera così il primo cambio togliendo l’invisibile Destro per inserire Avenatti ed ottiene l’ennesima dura contestazione da parte della Curva, ormai schierata contro di lui a prescindere. Chievo ancora in attacco e che subisce un torto da Pairetto ma trova comunque il gol del vantaggio con Inglese che sfrutta l’ennesima ingenuità infantile di Helander, vero cataclisma della retroguardia rossoblù. De Maio cicca la seconda occasione della sua gara ed arriva anche il secondo cambio con Falletti per Dzemaili prima della nuova serie di orrori dell’arbitro che ignora una caduta di Masina in area e vede una carica inesistente su Sorrentino. I gialloblu si coprono inserendo Bastien per Giaccherini, Donadoni risponde con Donsah per Palacio ed avanza la posizione di Falletti ma non cambia praticamente nulla. Tocca quindi a Stepinski al posto di Inglese ma l’unica fiammata arriva dal piede del solito Verdi che chiama Sorrentino alla deviazione sul palo. L’ultima scelta del Chievo è Cesar per Depaoli mentre la partita si esaurisce e la Curva bolognese si esibisce in una nuova dura contestazione contro Donadoni sperando così di influenzare le scelte estive della società.

I fischi sono la colonna sonora più degna di una stagione che vede anche il Chievo passeggiare al Dall’Ara per il nono ko interno stagionale. E Donadoni non si nasconde portando la squadra sotto la Curva a subire l’ultima contestazione. Ci sono rabbia, delusione ma anche nervosismo negli occhi dei ragazzi in rossoblù consapevoli delle proprie gravi responsabilità che però non possono nascondere quelle di una società e di un presidente che, dopo aver promesso una squadra di cui essere fieri, ha sempre rivisto al ribasso la propria offerta. “Meritiamo di più” è il messaggio finale dei tifosi ma il destinatario deve essere solo uno: Joey Saputo che già a Natale aveva avallato la cessione di Verdi.

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