Bologna a crescita zero: problemi di mercato o di gestione?


Oggi il Bologna non sta trovando sostegno dai ragazzi che dovrebbero essere cresciuti dall’anno scorso: Rizzo, Donsah, Pulgar ma anche Masina e Oikonomou

– di Marco Vigarani –

Luca Rizzo in conferenza stampa

Luca Rizzo non sta sfruttando le occasioni concesse da Donadoni

Domenica prossima il Bologna andrà a Roma in totale emergenza a causa di infortuni e squalifiche, ma il calo di rendimento delle ultime settimane non può essere spiegato soltanto facendo ricorso alla sfortuna o alla recriminazione contro la classe arbitrale. C’è un ragionamento più profondo che merita spazio e che inevitabilmente deve far riflettere tifosi ma anche addetti ai lavori: oggi il Bologna non sta crescendo. Prima di cercare soluzioni esterne dal mercato, è sempre necessario provare ad individuarne all’interno della rosa già a disposizione ed è proprio in questa fase che Donadoni non sta ottenendo le risposte desiderate. Alcuni giocatori per il momento stanno sprecando la loro seconda annata in rossoblù mentre altri evidenziano giorno dopo giorno pericolosi passi indietro invece di farne di importanti in avanti.

Al primo gruppo appartengono sicuramente due acquisti dell’estate 2015 come Luca Rizzo e Godfred Donsah, costati complessivamente ben oltre i 10 milioni di euro e finora comparse o al massimo comprimari ma sicuramente mai protagonisti. Lo scorso anno l’ex doriano ha giocato 25 gare tra un infortunio e l’altro mentre nella stagione in corso per ora si è limitato ad appena 5 spezzoni ben poco convincenti per impatto e mentalità. Il ghanese acquistato dal Cagliari invece un anno fa scese in campo 20 volte segnando anche due gol ma nella nuova annata per ora sono solamente 111 i minuti ottenuti da Donadoni in un centrocampo ricco di alternative. Indubbiamente il Bologna poteva e doveva attendersi qualcosa in più da entrambi così come sarebbe stato lecito pensare ad una crescita di Ibrahima Mbaye che però fatica tremendamente a trovare un posto da titolare ed in estate è stato scalzato dal ruolo senza troppa fatica dal ritrovato Emil Krafth, forse unico vero giocatore in crescita dopo un anno passato in infermeria. I problemi fisici estivi giustificano invece in parte Alex Ferrari che però l’anno scorso ha collezionato 22 presenze complessive e finora non è mai sceso in campo nemmeno per uno spezzone di gara

Godfred Donsah (ph. Zimbio)

Godfred Donsah è quasi diventato un oggetto misterioso (ph. Zimbio)

Ci sono però anche altri casi urgenti da affrontare come quelli di certezze o vigorose speranze che si stanno invece tramutando in fonti costanti di dubbio. In primis è impossibile non citare il capitano Daniele Gastaldello, autore di due enormi sciocchezze che sono costate altrettante sconfitte al suo Bologna e che sembra improvvisamente piombato in una spirale negativa. Il vero problema però in questo caso è costituito da altri due suoi compagni di reparto ben più giovani ma per ora incapaci di compiere quei passi avanti che tutti si aspettano da loro. Da una parte Marios Oikonomou (21 presenze nel 2015/16) purtroppo autore di prestazioni insufficienti e gravi disattenzioni soprattutto nelle sfide contro Torino e Lazio che gli stanno costando la fiducia dell’allenatore e dei tifosi. Dall’altra parte invece Adam Masina, messo a sua volta in discussione da Donadoni ma spesso in campo, che sta evidenziando troppo spesso indecisioni e mancanza di concentrazione finendo per ripetere lo stesso errore più volte contro i diretti avversari di fascia tanto da aver smarrito per strada anche la convocazione in Under 21.

Se le forze già presenti in rosa non rendono secondo le aspettative, apparirebbe scontato addossare le colpe a Donadoni ritenendolo incapace di far crescere i talenti a disposizione. Detto che può esserci effettivamente qualche problema di gestione soprattutto di chi parte riserva e forse non sente appieno la fiducia del mister, resta da capire se lo stesso allenatore avesse puntato davvero su questi ragazzi in estate o se avesse invece chiesto alla sua dirigenza di provvedere a rinforzi mirati non ritenendoli all’altezza del compito. In tal caso ecco che anche le scelte di mercato estive (alcune per ora inspiegabili come l’acquisto di Viviani) finirebbero sul banco degli imputati come cause di un Bologna che, dopo un avvio lanciato, sembra aver innestato la retromarcia.

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