Bologna, Higuain è lo spauracchio. Con questi numeri…


Il centravanti del Napoli non è mai partito così bene da quando è arrivato in Italia: 12 gol segnati, ma soprattutto una voglia matta di conquistare qualcosa di importante con la maglia azzurra addosso

– di Luigi Polce –

Nome: Gonzalo. Cognome: Higuain. Soprannome: El Pipita. Professione: fare gol. Ecco l’identikit di quello che sarà il vero e proprio incubo per il Bologna nel match di domenica delle 12:30 contro il Napoli capolista del torneo.

Partenza super per Higuain: 12 gol in 14 partite (ph. zimbio)

Partenza super per Higuain: 12 gol in 14 partite (ph. zimbio)

Al Dall’Ara arriverà una squadra in salute e piena di fiducia dopo il primato strappato all’Inter con la vittoria nello scontro diretto firmata, guarda un po’, proprio da una doppietta d’autore dell’attaccante argentino, che dopo oltre 25 anni ha riportato Napoli e i napoletani sul gradino più alto della classifica di serie A, andando così a scomodare paragoni importanti con l’era di un altro argentino che a Napoli un paio di gol li ha messi a segno: Diego Armando Maradona, avete presente? Chiaro che Higuain è tutto un altro tipo di giocatore, molto più “numero” 9, ma la sua efficacia e il suo tasso di incisività nelle prestazioni e nei risultati della squadra di Sarri sono state sin qui a dir poco devastanti: sono infatti 12 i centri di Higuain in queste prime 14 giornate – di cui 10 decisivi per la classifica del Napoli – con una media spaventosa di una rete ogni 98 minuti. Se allarghiamo il discorso all’Europa League, in totale i gol diventano 14.

La delusione di Higuain, che sbaglia il rigore decisivo per l'accesso ai play-off di Champions contro la Lazio (ph. campania24news)

La delusione di Higuain, che sbaglia il rigore decisivo per l’accesso ai play-off di Champions contro la Lazio (ph. campania24news)

Un cecchino infallibile insomma, o meglio un leone che dopo essere rimasto in disparte per troppo tempo adesso ha fame, fame di qualcosa di importante da conquistare con la maglia azzurra cucita addosso. Una maglia a volte contraddittoria, che ha fatto piangere e disperare il centravanti argentino, con più di qualcuno che ipotizzava un suo addio in estate. Il rigore sbagliato contro la Lazio all’ultima giornata della passata stagione, costato l’accesso ai play-off di Champions League, sembrava delusione troppo grande da digerire, rimarcata poi da un altro dispiacere, un mese dopo, con la casacca della sua nazionale: finale di Copa America tra il Cile e la sua Argentina, ancora una volta il tiro dal dischetto è fatale al Pipita. A Napoli torna un calciatore svuotato mentalmente prima che fisicamente, e a mister Sarri è affidato il duro compito di recuperare quello che ormai era diventato il fantasma di Higuain. La cura dell’ex Empoli però funziona, e restituisce alla piazza partenopea un attaccante rigenerato. I numeri, quelli mai bugiardi, in fondo parlano chiaro: nelle due precedenti stagioni trascorse all’ombra del Vesuvio, il n.9 azzurro aveva messo a segno 7 reti dopo le prime 14 giornate di campionato, adesso è già quasi aldoppio. Il Pipita non era mai partito così bene in Italia, mentre lo stesso avvio lo aveva avuto nel Real Madrid: stagione 2011/12, 12 gol in 14 gare di Liga. In quel caso, alla fine arrivò il titolo. A Napoli possono inizare a fare gli scongiuri.

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