Bologna, il cuore non basta. L’ingresso di Douglas lancia i bianconeri verso lo scudetto


I felsinei giocano una buona partita, provando a gettare il cuore oltre l’ostacolo e passando in vantaggio col rigore di Verdi. Poi l’ingresso di Douglas, nella ripresa, cambia le sorti del match e condanna la squadra di Donadoni

– di Calogero Destro –

Simone Verdi, autore del gol del vantaggio che ha illuso il Bologna, qui lotta con Rugani (ph.zimbio)

La sfida dell’Allianz Stadium come banco di prova importante, per un Bologna ormai salvo ma in cerca di un sussulto d’orgoglio contro una big. Impresa quasi impossibile, anche alla luce dei tanti forfait in casa felsinea, intralciare i piani scudetto della Juventus, ma doveroso provarci per regalare ai tifosi rossoblù un finale di stagione all’altezza. Donadoni sceglie di schierare i suoi con il 3-5-2, optando per Keita e Krafth larghi sulle corsie, mentre c’è Romagnoli a guidare la difesa. In cabina di regia spazio a Crisetig (a causa del forfait di Pulgar), in avanti Verdi a supporto di Felipe Avenatti, preferito, un po’ a sorpresa, a Palacio.

La prima palla gol è sui piedi di Higuain, che al 7′ spara su Mirante da posizione defilata sull’ottimo invito di Marchisio. Il Bologna è ben organizzato: al 14′ Poli conquista un calcio di punizione ai venti metri (propiziando pure il giallo a Cuadrado), poi non concretizzato da Verdi. Al 17′ A. Sandro impensierisce i felsinei con un colpo di testa pericoloso, ma Mirante è ancora attento. Al 26′ si verifica l’episodio che sblocca la partita, con l’errore in appoggio di Buffon e Rugani costretto ad atterrare in area Crisetig. Irrati non ha dubbi ed indica subito il dischetto. Dopo un paio minuti di confusione, il fischietto di Pistoia conferma la propria decisione e Simone Verdi è glaciale dagli 11 metri, battendo centralmente Buffon. La reazione della Juve non è così rabbiosa come ci si potrebbe aspettare. I felsinei mantengono le due linee strettissime, e i bianconeri, poco lucidi, non riescono a trovare varchi né a trovare il pari dalla bandierina. Si va dunque negli spogliatoi con la squadra di Donadoni in vantaggio.

Al rientro dagli spogliatoi la Juve ha già in campo Douglas Costa al posto di Matuidi, per provare a dare maggiore spinta sulla corsia mancina. Ma è dalla destra che arriva il pareggio dei bianconeri, col cross di Cuadrado svirgolato malamente nella propria porta da De Maio al 52′. L’Allianz diventa una bolgia e ancora il centrale ex Fiorentina rischia di regalare il vantaggio ai padroni di casa, con un rinvio sbilenco che favorisce Higuain, che poi spreca quasi a tu per tu con Mirante. Ma il Bologna è vivo: al 59′ Krafth mette i brividi ai tifosi zebrati colpendo il palo su uno svarione di Barzagli. Un minuto dopo lo svedese è costretto a lasciare il campo per un guaio fisico, al suo posto entra Torosidis. La dura legge del calcio punisce dunque i felsinei. Gol sbagliato, gol subito. Al 64′ uno scatenato Douglas Costa mette infatti l’ennesimo pallone in area emiliana: Mirante va a vuoto, Keita si perde Khedira sul secondo palo e il tedesco fa esplodere lo Stadium col gol del 2-1. Al 66′ è il turno di Palacio, che sostituisce un evanescente Avenatti. Ma la squadra di Donadoni è vistosamente tramortita, e al 68′ subisce il 3-1 in ripartenza, con Douglas (migliore in campo per distacco) a svettare su Torosidis per poi servire un cioccolatino a Dybala, che infila ancora Mirante col sinistro all’angolino appena dentro l’area di rigore. Al 72′ c’è spazio per Mattia Destro, che rileva l’acciaccato Verdi. Ma il finale di gara viene gestito sapientemente dalla Juventus, che non rischia nulla al triplice fischio di Irrati si aggiudica tre punti decisivi per la lotta scudetto.

Un Bologna generoso non riesce a gettare il cuore oltre l’ostacolo: agli uomini di Donadoni rimane però l’ottima prestazione e l’orgoglio di aver messo in difficoltà una corazzata come la Juventus. Non arriva un risultato positivo contro una grande, ma almeno si vedono segnali positivi verso questo finale di stagione, che potrebbe regalare ai tifosi felsinei ancora qualche soddisfazione.

 

 

 

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