Bologna, le cifre di un mercato da Serie A


Il Bologna ha speso 2,2 milioni di euro sul mercato collocandosi tra le prime sei in Italia. Da tre anni una squadra non spendeva tanto in Serie B

– di Marco Vigarani –

Pantaleo Corvino, nuovo responsabile dell'area tecnica del Bologna

Pantaleo Corvino, protagonista del mercato rossoblù

Il vero valore della campagna trasferimenti invernale sarà espresso soltanto sul campo nel corso dei prossimi mesi, ma analizzando ora i dati si scopre che il Bologna è stato senza dubbi il vero protagonista del mercato in Serie B con cifre che lo collocano anche tra le prime sei squadre italiane. Il campionato cadetto infatti viene storicamente movimentato soprattutto da prestiti a costo zero ed anche quest’anno soltanto sette squadre hanno spostato denaro di cui appena cinque hanno sostenuto una spesa anche minima. Pescara e Trapani infatti si sono limitate ad incassare mentre invece Bologna, Catania, Avellino, Spezia e Modena hanno avuto un movimento di cassa in uscita. Il club di Saputo chiude il mese di contrattazioni con un saldo negativo di 2.2 milioni di euro staccando nettamente Avellino (-0.7) e Spezia (-0.2) e ponendosi in totale antitesi al Catania che invece si segnala per un attivo di 4.3 milioni grazie alle numerose cessioni a titolo definitivo o in prestito oneroso. Il club etneo è riuscito, a differenza dei rossoblù, a piazzare praticamente tutti i giocatori indesiderati sfruttandone al meglio l’appeal anche a livello internazionale collocando ad esempio cinque atleti in Argentina. Analizzando poi i costi delle singole operazioni, si scopre che anche in questo nessuno ha speso tanto quanto il Bologna visto che al vertice della classifica troviamo Mancosu (900mila euro) e Gastaldello (800mila euro) seguiti da Trotta (pagato 700mila euro dall’Avellino) e Maniero (costato 600mila euro al Catania).

L’analisi dei costi sostenuti nel mese di gennaio porta inevitabilmente anche ad un paragone con il recente passato della Serie B ed è necessario tornare indietro di almeno tre anni per trovare club in grado di sostenere spese analoghe. Nel 2011/12 la Sampdoria spese infatti 5.5 milioni di euro seguita a ruota da Sassuolo (-4.5) e Torino (-2.17): a fine stagione due formazioni su tre conquistarono la promozione mentre gli emiliani dovettero attendere altri dodici mesi per festeggiare avendo però gettato le basi del trionfo in anticipo. Anche nel 2010/11 troviamo l’Atalanta, poi promossa, protagonista sul mercato invernale con spese per 5.4 milioni di euro mentre invece il Torino non riuscì a centrare l’obiettivo nonostante investimenti per 3.1 milioni avendo successo, come visto, nella stagione successiva. Nella sessione di mercato appena conclusa il Bologna ha convinto ben cinque atleti di Serie A (compreso il capitano della Sampdoria Daniele Gastaldello) a scendere di categoria facendo meglio di tutte le altre concorrenti visto che il Catania si è fermato a quota quattro (Belmonte, Coppola, Mazzotta, Gillet) e nei cinque dello Spezia vanno inseriti anche due stranieri provenienti da Bosnia e Croazia. L’analisi si può quindi completare collocando il club emiliano all’interno del panorama nazionale scoprendo così che soltanto cinque società in Serie A hanno speso di più: Roma, Napoli, Milan, Juventus e Cagliari.

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