Bologna mai così in alto a Natale nella A a 20 squadre. E adesso?


I 24 punti attuali sono il bottino migliore dal 2004/05. Ora bisogna capire cosa fare nella seconda metà della stagione: attendere o sognare?

– di Marco Vigarani –

La festa dei rossoblù dopo la vittoria sul Chievo (ph. Zimbio)

La vittoria di Verona, la seconda in terra veneta nell’arco di poche settimane, ha regalato uno splendido Natale a tutti i tifosi rossoblù. Tre gol con doppietta del ritrovato principe Destro, evitare una rimonta nonostante l’inferiorità numerica, reagire dopo le due sconfitte consecutive ed il nulla esibito contro la Juventus: sono tutti segnali importanti che testimoniano la crescita evidente quanto a fasi alterne di un gruppo ancora tutto da scoprire. Il vero Bologna è quello capace di mettere alle corde l’Inter e travolgere la Sampdoria o quello in grado di regalare un’immeritata gioia al Milan di Gattuso? Forse una via di mezzo ma nessuno ha davvero una risposta. L’unica certezza attuale è che mai dall’introduzione della Serie A a 20 squadre la squadra felsinea si era presentata all’appuntamento con il Natale da un piano così elevato della scala gerarchica. I 24 punti attualmente conquistati sono il record assoluto dal 2004/05 e quindi dalla data ormai convenzionalmente presa per indicare l’inizio della fase contemporanea del nostro calcio.

STAGIONE PUNTI BOLOGNA
2017/18 24
2016/17 20
2015/16 22
2013/14 15
2012/13 18
2011/12 18
2010/11 19 (21 sul campo)
2009/10 17
2008/09 16
2004/05 17

Il record precedente risaliva al 2015/16 ovvero al primo anno dall’ultimo ritorno in Serie A quando la formazione rossoblù, al netto di un avvio da incubo sotto la guida di Delio Rossi, si era lanciata in una cavalcata entusiasmante dal momento dell’arrivo di Roberto Donadoni. Il tecnico bergamasco ebbe a disposizione soltanto sette gare prima del Natale ma in quel breve lasso di tempo mise il turbo alla sua squadre tenendo un passo straordinario di 1,85 punti a partita mai più ripetuto. Oggi il Bologna, sempre agli ordini di mister Donadoni, non galoppa più veloce come il vento ma sta tenendo una serena velocità di crociera di 1,33 punti a gara e si interroga su quale possa essere il suo futuro: parlare di Europa sembra irrealistico e la salvezza non può essere più parte del vocabolario utilizzato a Casteldebole. In mezzo esiste un’enorme terra di nessuno senza obiettivi concreti in cui solo determinazione e professionalità possono fare la differenza tra un girone di ritorno divertente ed uno anonimo. Sono forse questi i veri regali da trovare oggi sotto l’albero.

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