Il Bologna non ruba nulla al Sassuolo. A fine anno salta il “tappo” Donadoni


Il punto dopo la vittoria sofferta contro il Sassuolo tra le polemiche per l’esultanza di Pulgar, le parate di Mirante e la sensazione di addio a fine stagione con Donadoni

– di Alberto Bortolotti –

Due dati che confermano che per Bologna-Sassuolo non si tratta di una partita “rubata”, ma, meglio, di una partita “arrampicata”. I corner, 9 a 2 per il Sassuolo. I cross, 19 a 5 sempre per gli ospiti. Ecco perché io non sono scontento. So, mi è stato detto, che Casteldebole il mio “fondo” è guardato con una certa curiosità. Faccio un parallelo ardito: troverei anzi tutto del tutto logica una tregua, almeno momentanea, come fossero sul campo gli Hezbollah e Tsahal, l’esercito israeliano, tra gli autentici maigoduti, quelli che non valutano correttamente – secondo me – il rapporto tra investimenti sul mercato e qualità della rosa, e squadra più tecnico. Troverei, ma so che non sarà, perché qui, con una punta di pavidità, si contesta una situazione tecnica che non è certo ottimale ma ha la sua genesi nel lavoro del club (che nessuno si sogna di affrontare con lo stesso ditino puntato).

L’esultanza polemica di Erick Pulgar dopo il gol vittoria (ph. Zimbio)

Sul campo in modo maleducato (ma forse in parte comprensibile: oh, è poi un giocatore di calcio, non un Nobel) Pulgar e in zona mista in maniera più puntuta ma più educata Poli hanno chiaramente fatto intendere di essere stufi di un tiro al bersaglio continuato. “Il Bologna è nei parametri”, dice e ripete il trevigiano, uno che ha passato diverse piazze ed è qui dopo essere stato scaricato dal Milan. Un signore di mondo che ha anche una certa dimestichezza con i campioni e quello che costano, e sa che non possono essere 7 milioni, quelli spesi in estate, a cambiare i connotati tecnici di un club.

30 punti con una difesa colabrodo da 16 gare in avanti (Lazio), 29 reti subite, non sono pochi. Conquistati spesso balbettando e certo proponendo raramente sprazzi di bel gioco (non inesistenti, molto intermittenti), ma con una determinazione che l’arrivo di Poli e Palacio ha irrobustito (sì, i giocatori buoni pesano. E peserà anche Dzemaili, ora lontano dalla forma migliore, dopo mesi passati in un non-campionato). E non è un caso aver preso il venticinquesimo punto della stagione con le deboli nel giorno in cui ti mancano contemporaneamente Verdi e Palacio: non è un caso e non è scontato (poi, certo, Tagliavento ha fatto un fischio, il secondo giallo a Goldaniga, chiaramente a nostro vantaggio. Vivaddio, uno dei primi).

Roberto Donadoni è pronto a lasciare il Bologna a fine stagione? (ph. Zimbio)

Un dettaglio: ci fosse stato sempre, in questa stagione, il salvifico Mirante visto contro i neroverdi i punti sarebbero stati di più. Detto con il massimo rispetto per un eccellente professionista. La quarta rete decisiva negli ultimi 10 minuti di gara (Okwonkwo a Reggio Emilia, Destro con Cagliari e Verona, ancora con il Sassuolo Pulgar) denota, almeno, carattere solido: non è poco. Quante volte il Bologna ci è parso sull’orlo del baratro e si è poi risollevato? Questa è una forza, non una debolezza.

Sono personalmente certo, e lo traggo anche dalle risposte “sopra le righe” che talora dà, che Donadoni a fine stagione saluta. Occhio, perché salta un “tappo” che fa comodo a tanti (in primis al Chairman) e occhio anche perché le logiche di mercato vogliono un profondo rinnovamento del roster (ergo: non saranno possibili confronti). Mi pare molto improbabile che il Bologna riacquisti il passo dell’anno corviniano, figuriamoci qualcosa di più. Occorrerà accontentarsi di cose simili ai calci di punizione di Pulgar. Di cui è stata notata la reazione e non l’esecuzione. Uno dei tanti inspiegabili paradossi petroniani.

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2 thoughts on “Il Bologna non ruba nulla al Sassuolo. A fine anno salta il “tappo” Donadoni

  1. Lucio

    Sul ditino di Pulgar sarei più severo. È facile fare i permalosi dimenticando quanto si guadagna nonostante la fatica di giocare sotto la pioggia. quello che passa sotto traccia sono i tifosi paganti tormentati dalla pioggia ed infine irrisi da un “cinno” che della gloriosa storia del Bologna ancora non ha capito molto. Allo stadio ci sono persone che che hanno subito umiliazioni e sberleffi da parte di una società che in casi come questi dovrebbe intervenire con mano forte. Se si vuole tornare grandi si deve prima sapere diventare “Signori” verso il proprio vero patrimonio che sono i tifosi e tutelarli. Per me Pulgar dietro la lavagna, senza se e senza ma! L’ educazione vale di più dei tre punti.

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  2. Mirko

    Credo che il lato economico dei giocatori lo vedano solo il pubblico allo stadio in quanto chi gioca e trascinato dalla partita stessa comunque vada …anche perché sennò dal punto di vista dello spettatore,visto i soldi guadagnati ,potrebbero anche smettere di giocare l’anno dopo ,invece vanno in campo e prendono calci ..e nel caso delle squadre mediocri come il Bologna ..anche parecchi fischi e critiche che ,a seconda del carattere, li fanno reagire come …….diciamo la verità avrebbe reagito chiunque .
    Dalla poltrona o dal divano è tutto facile ed il livello dei ragazzi del Bologna è questo .
    Grande Pulgar che è tanto che ci prova
    Forza Bologna

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