Bologna e Parma, due realtà gestionali opposte


Quando il Bologna, nel lontano 1964, vinceva il suo settimo ed ultimo scudetto, il Parma non aveva ancora esordito nella massima serie e lottava per non finire in C. Tanti anni sono passati e moltissimo è cambiato per le due società emiliane che si affronteranno domenica al Dall’Ara. I bolognesi cercano la salvezza, i crociati sono in piena corsa per l’Europa League

Con Tommaso Ghirardi il Parma è in corsa per L'Europa League.

Con Tommaso Ghirardi il Parma è in corsa per L’Europa League.
foto Parmafanzine.it

Punti in palio pesantissimi tra Bologna e Parma che domenica si giocano una fetta di stagione. La salvezza per i padroni di casa, l’Europa per i ducali. Il Parma nuovo corso targato Ghirardi e ripartito dalle ceneri dopo il crack-Parmalat, ha saputo capitalizzare al meglio gli investimenti in chiave mercato privilegiando il bilancio prima di tutto. La lungimiranza dei dirigenti ha fatto poi la differenza. Ghirardi decide di comprare la società nel gennaio 2007, anno in cui evita miracolosamente la retrocessione grazie ad un finale di campionato eccellente sotto la guida di Claudio Ranieri. Non tutto fila liscio subito poiché il rendimento non all’altezza di alcuni giocatori importanti e una stagione sfortunata condannano il Parma a lasciare la Serie A dopo 16 anni di successi. Torna però subito in massima serie e dopo l’esonero di Colomba che era subentrato a Guidolin, arriva Roberto Donadoni. Altra entrata fondamentale nella società emiliana è quella dell’ex dg dell’Udinese Pietro Leonardi, il suo arrivo porterà all’acquisto di giocatori di rilievo come Panucci, Galloppa, Zaccardo, Dzemaili e anche il ritorno di Hernan Crespo. Dopo soli due anni Leonardi passa da Direttore Generale ad Amministratore Delegato, segnando un importante attivo in bilancio grazie soprattutto alle plusvalenze. Dopo i primi tempi di investimenti poco oculati il Parma ha trovato la stabilità economica necessaria per portare avanti un progetto. Donadoni sembra essere l’uomo giusto. Ha saputo valorizzare giocatori presi a costo zero, uno su tutti Paletta, arrivato in sordina e adesso destinato ad andare in Brasile con gli Azzurri. Ha saputo poi gestire al meglio un talento tanto grande, quanto difficile, come Antonio Cassano. Con il gioello di Bari Vecchia hanno fallito grandi allenatori come Capello, impresa riuscita fino ad oggi all’ex centrocampitsa rossonero, uomo dai modi pacati ma che evidentemente si fa capire bene quando serve. Grazie quindi ad un progetto mandato avanti con metodo negli ultimi anni, il Parma realizza una serie di 17 risultati utili consecutivi e si trova, a sei giornate dal termine, in piena lotta per l’Europa League.
Ecco l’alchimia giusta per avere un pubblico che sostiene squadra e società.

Albano Guaraldi, contestatissimo dai tifosi del Bologna

Albano Guaraldi, contestatissimo dai tifosi del Bologna, che rischia la Serie B

Alchimia, invece, che a Bologna è lontana anni luce e anzi non la si vede nemmeno dal buco della serratura. I rossoblù sono reduci da una stagione pessima, sotto tutti i punti di vista, a cominciare dalla gestione del presidente Guaraldi e soci. La cessione di Diamanti a febbraio è stato un colpo basso che è servito non solo ad allontanare definitivamente la tifoseria dalla società, ma a fare sprofondare una squadra che, perso il suo leader in campo, è rimasta per quasi mille minuti (!) senza segnare un gol su azione. Sono lontani i tempi in cui sotto le Due Torri si potevano ammirare le giocate di campioni come Baggio, Signori e Kolyvanov. Anni in cui il Bologna ha vinto la Coppa Intertoto e raggiunto le semifinali di Uefa. Ora a guidare l’attacco, dopo anni di campionissimi, troviamo Rolando Bianchi, Robert Acquafresca, il simpaticissimo Moscardelli, il “Churry” Cristaldo, soprannominato così perché si abbuffa di churrasco e Daniele Paponi, uno che non segna nemmeno in Canada. E’ evidente che manca qualcosa in questo reparto offensivo, fatto, come poi anche il resto della squadra, prevalentemente di scarti delle società italiane ed estere. Si può costruire qualcosa dagli scarti? La risposta è no, e i numeri lo dimostrano: solo 9 gol segnati dagli attaccanti in 32 partite!
Un conto è rilanciare gente come Roberto Baggio e Beppe Signori, un altro è sperare di “ritrovare” ad ogni partita giocatori da sempre modesti come Robert Acquafresca e Rolando Bianchi, le basi di partenza sono leggermente diverse. Per fortuna che a Bologna c’è un tifo stupendo e in migliaia hanno sempre sostenuto la squadra nei momenti più neri, riservando solo a Guaraldi e soci tutta la rabbia del caso. Lo dimostra la manifestazione – pacifica – sotto l’abitazione del Presidente da parte di quasi 2000 supporters. E’ vero che Bologna non è una piazza calda, ma a tutto c’è un limite.

Vediamo quindi come andrà a finire questa ennesima sfida della via Emilia, anche se il pronostico, sulla carta, è tutto a favore dei crociati di Donadoni.

Francesco Ferrari

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