Bologna senza gol: Cacia in crisi o sbaglia Lopez?


Prosegue la sterilità dell’attacco del Bologna, decimo in Serie B. Cacia si è fermato ma Lopez non fornisce schemi adeguati alla fase offensiva

– di Marco Vigarani –

Cacia è stato autore di un'altra partita incolore (ph Bologna)

Cacia, autore di soli tre gol nel girone di ritorno (ph Bologna)

Analizzando le tre principali voci statistiche del Bologna e paragonando il girone d’andata con la prima parte di quello di ritorno si scopre che in due la squadra di Lopez è migliorata. La media punti infatti è passata da 1,62 a 1,77 mentre invece quella delle reti subite da 1 a gara si è abbassata ad un eccellente 0,62. L’unica nota che rovina il quadro e che giustifica la difficoltà dei rossoblù riguarda l’attacco visto che la media dei gol realizzati è passata da un già non brillantissimo 1,29 ad un misero 1,08. È scontato che subire poco ma finalizzare altrettanto non permetta di vincere le partite e quindi allontani l’obiettivo della promozione in Serie A. Scorrendo però il rendimento realizzativo dei calciatori bolognesi si scopre che anche sotto questo aspetto c’è stato un sostanziale miglioramento. La media tra gol realizzati e minuti giocati di Laribi infatti è passata da una rete ogni 362′ ad una ogni 320′ mentre Sansone (in gol ogni 243′) ha fatto meglio di Acquafresca (397′). Addirittura Oikonomou, terzo miglior realizzatore rossoblù, ha dimezzato il suo minutaggio ma mantenuto la stessa incisività nell’area avversaria implementando quindi la propria media (da un gol ogni 664′ ad uno ogni 323′). Il problema sorge però andando ad analizzare la statistica relativa al capocannoniere Cacia che se nel girone d’andata trovava la via della porta ogni 251′, ora scrive il suo nome sul tabellino dei marcatori solo ogni 378′.

Solo due gol segnati finora da Sansone in due mesi e mezzo (ph. Bologna)

Sansone ha la miglior media gol con una rete ogni 243′ (ph. Bologna)

Sarebbe facile a questo punto dare la colpa della crisi realizzativa rossoblù all’attaccante calabrese che ha sensibilmente diminuito il suo apporto offensivo, ma questa tesi viene presto smentita sia dai numeri che dalla logica. Senza scomodare i capocannonieri assoluti di categoria, si scopre infatti che la media tra minuti e gol dei calciatori di altre squadre è decisamente più rilevante e quasi sempre inferiore ai 300′. Il carpigiano Di Gaudio ad esempio segna ogni 286′, il trapanese Abate ogni 260′ mentre invece i livornesi ed ex rossoblù Siligardi e Vantaggiato si attestano attorno ad una rete ogni 210 minuti al pari di Monachello del Lanciano o dell’esperto Coralli in forza al Cittadella. Ecco quindi svelato il vero problema: la media realizzativa del Bologna è sempre stata deficitaria sin da inizio stagione e, pur migliorando in qualche individualità, non appare sufficiente a consentire un’agevole promozione in Serie A. Considerando che Laribi ha già fatto più di quanto ci si potesse attendere, è possibile che cannonieri implacabili della categoria come Cacia, Sansone e Mancosu abbiano improvvisamente disimparato il loro mestiere dopo anni da protagonisti? Se il Bologna oggi è appena il decimo attacco della Serie B la responsabilità va condivisa tra tutti i membri della rosa che evidentemente non hanno trovato la chimica giusta ma soprattutto con il tecnico Diego Lopez che, numeri alla mano, ha davanti diversi colleghi in grado di lavorare meglio di lui sulla fase offensiva.

Diego Lopez a Carpi (ph. Bologna)

Diego Lopez dovrà inventare una nuova formazione per la trasferta di Brescia (ph. Bologna)

Scelto inizialmente il 4-3-3 come modulo base, l’allenatore uruguaiano ha capito di non poter applicare questo schema alla rosa messa a disposizione e ha avuto l’intuizione e la fortuna di far rendere al meglio Laribi come trequartista. Il 4-3-1-2 è però diventato in poco tempo una soluzione prevedibile che gli avversari neutralizzavano semplicemente schierandosi in massa dietro la linea della palla e costringendo il Bologna a sterili passaggi orizzontali. Le modifiche a questo modulo non sono mai arrivate se non per necessità ed in tal caso si sono però rivelate vincenti: il 4-2-3-1 di Varese ed il 3-5-2 della penultima gara contro il Livorno hanno permesso di allargare le maglie delle difese avversarie aumentando i tiri in porta e portato sei punti in classifica. L’ultima variante è stata provata mercoledì scorso a Carpi negli ultimi venti minuti di gara con un 4-2-4 disperato che ha prodotto però appena una conclusione nello specchio con l’incornata di Mancosu. A livello tattico Lopez sta mostrando tutta la sua inesperienza al confronto di vecchi lupi della categoria come Marino (vincente al Dall’Ara con il Vicenza) e Castori che nel finale di gara al Cabassi ha risposto con cinque difensori ed un centrale in mediana. A Brescia fra una settimana l’emergenza costringerà il tecnico del Bologna a sperimentare una nuova soluzione visto che tra infortuni e squalifiche mancheranno giocatori che hanno realizzato ben oltre la metà delle marcature totali rossoblù.

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