Bologna, serve un altro Torneo dei Bar


Nella stagione 1995/96 il Bologna conquistò la promozione dopo aver vinto le ultime 6 partite, in quel ciclo che Ulivieri definì il “Torneo dei Bar”. Al Bologna odierno serve una replica di quanto accadde 19 anni fa

– di Massimo Righi –

Renzo Ulivieri portò in A il Bologna nel 1996 (ph toro.it)

Renzo Ulivieri portò in A il Bologna nel 1996 (ph toro.it)

Il Bologna che lotta per andare in serie A è una storia già vissuta di recente (nel 2008) ma anche 19 anni fa, quando i rossoblù a 6 giornate dalla fine erano settimi a 2 punti dalla zona promozione. La storia si ripete. Mancano 6 giornate, il Bologna è in piena corsa per la serie A ma come nel 1995/96,  deve affrontare un finale che si preannuncia rovente. Fra oggi e allora a 6 giornate dalla conclusione della stagione, ci sono analogie e differenze indicative. A entrambi i Bologna mancavano 3 gare in casa e tre fuori, venivano da due pareggi poco soddisfacenti e oggi come allora si lamentava una certa sterilità offensiva. Polemiche e dubbi sull’approdo in serie A sono all’ordine del giorno oggi come all’ora, ma vediamo come andò nel 1996 e compariamolo con lo scenario attuale.

1995/96 – Dopo la 32a giornata, il Bologna di Ulivieri era settimo a quota 47 punti, ad 8 punti dalla prima e la squadra di Renzaccio proveniva da 2 indolenti pareggi consecutivi con la Reggiana in casa e ad Ancona. Rispetto ad allora il campionato era più breve essendo costituito da 38 giornate e venire promossi era più semplice avendo a disposizione quattro posti. Quel Bologna era neopromosso dalla C1 e le 6 partite che restavano alla fine, furono definite dall’allora tecnico Renzo Ulivieri il “Torneo dei Bar”: vincerle tutte sarebbe significato andare in serie A. Non era affatto un Bologna brillante quello della stagione 1995/96, segnava poco (il miglior marcatore fu Nervo con appena 7 reti) ma subiva anche poco. Dalla 33a il Bologna andò così: 2-1 al Genoa, rocambolesco 3-2 sul campo del Cesena, 2-0 alla Lucchese, 2-1 al Palermo di Arcoleo contro ogni pronostico, 1-0 al Chievo in extremis e promozione matematica. In 5 giornate il Bologna aveva matematicamente raggiunto la promozione, raccogliendo 15 punti ad un ritmo che nessuno riuscì a tenere. Il 3-0 a Cosenza fu irrilevante se non per consolidare il primo posto in classifica. Nelle ultime 6 partite, il Bologna vinse contro tutti e rosicchiò 8 punti al Verona capolista nonostante non avesse raccolto granché dagli scontri con le dirette rivali: due pareggi con il Verona (2°), vittoria e sconfitta con il Perugia (3°), sconfitta e pareggio con la Reggiana (4°) ed ultima promossa. In quelle ultime partite fatidiche il Bologna segnò 13 reti incassandone appena 4 viaggiando a una media di 3 punti a partita con 2,16 reti a partita, uno score impressionante. Se osserviamo l’andamento delle ultime 6 partite delle 4 promosse, i rossoblù fecero 18 punti, il Verona 8, il Perugia 9 e la Reggiana 11: una differenza notevole, che scalzò dalla zona promozione le altre pretendenti, ricacciate indietro come la Salernitana che chiuse a quota 58 a tre punti dalla promozione, la Lucchese che finì a 54, mentre Genoa e Palermo conclusero a 52 punti.

Il Bologna 2014/15 (ph bolognafc.it)

Il Bologna 2014/15 (ph bolognafc.it)

2014/2015 – Il Bologna odierno è secondo a pari merito con il Vicenza a quota 59 punti, a ben 15 lunghezze dall’ormai imprendibile Carpi. Come 19 anni fa deve giocare 3 gare interne e 3 esterne provenendo da 2 pareggi consecutivi in casa del Brescia e al Dall’Ara con lo Spezia. Rispetto ad allora, il campionato è più lungo con ben 42 partite (4 in più) e venire promossi è più difficile perché le promozioni dirette non sono più 4 ma 2, più una terza tramite playoff. Diversamente da allora il Bologna, proviene da una retrocessione e da uno scampato fallimento, ma come allora i rossoblù possono lottare per la promozione in un a sorta di “Torneo dei Bar” aggiornato al 2014/15. I rossoblù fanno visita al Bari, che può essere paragonato al Cesena dell’epoca, buona squadra difficile da battere. Dopodiché il Catania arriva a Bologna come una squadra che non può più ambire alla promozione, come il Genoa di allora. Andare a Frosinone sarà un po’ come andare a Palermo nel 1996, compagine ostica, arcigna e ben organizzata in un impianto caldo. L’Avellino in casa si può rivedere nella Lucchese dell’epoca, collettivo insidioso con buoni giocatori senza nomi di richiamo (a parte Giovanni Galli) e qualche possibilità di giocarsi ancora la A. La Pro Vercelli potrebbe essere il Chievo dell’epoca: come i clivensi è in piena zona retrocessione. La sfida di Vercelli potrà assegnare un verdetto, che proprio come fu col Chievo, si auspica che sancisca la promozione felsinea. Infine la sfida col Lanciano, che giunge a Bologna all’ultima e che potrebbe essere il Cosenza dell’epoca ovvero, una compagine di metà classifica senza pretese di nessun genere.

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