Bologna, ti presento il Milan


Tante difficoltà anche in questa stagione per i rossoneri, attualmente sesti e reduci dalla sofferta vittoria di Frosinone. Mai come quest’anno sarà una sfida aperta a qualsiasi tipo di soluzione

– di Luigi Polce –

Otto gol per Bacca in campionato (ph. zimbio)

Otto gol per Bacca in campionato, acquisto più costoso dell’estate rossonera: il Milan pagò 30 milioni al Siviglia per averlo (ph. zimbio)

E pensare che le prospettive di partenza erano ben diverse dalla realtà concreta e attuale. Il Milan pensava, o almeno sperava, di tornare grande in questa stagione, e per farlo aveva fatto un mercato estivo senza badare a spese: a Milanello sono arrivati i vari Bacca, Romagnoli, Bertolacci, Kucka e Luiz Adriano, per un totale di poco oltre i 90 milioni di euro. Tanti sì, ma probabilmente spesi male. Perchè nel calcio nulla è lasciato al caso, e se investi senza un minimo di senso logico difficilmente porti a casa dei trofei. Il nuovo Milan di Mihajlovic infatti manca tremendamente di uno che detti i tempi di gioco in mezzo al campo, che prenda per mano un centrocampo dal livello assolutamente mediocre considerando il blasone e la storia del club rossonero. Anche la difesa non va meglio, dove il giovane Romagnoli (classe ’95), è stato investito subito dei panni di leader, buttato nella mischia senza quasi avere il tempo di crescere e magari sbagliare per imparare e diventare ancora più forte. Accanto a lui non c’è Thiago Silva, sapiente guida accanto alla quale crescere, ma elementi di non sempre sicuro affidamento quali Ely, Mexes o Alex, il quale si è ormai definitivamente preso il posto nella coppia con l’ex Roma alle soglie dei 34 anni.

Dopo il pareggio col Carpi, il Milan non va oltre l'1-1 contro l'Hellas ultimo in classifica (ph. zimbio)

Dopo il pareggio col Carpi, il Milan non va oltre l’1-1 contro l’Hellas ultimo in classifica (ph. zimbio)

Le difficoltà per la squadra di Mihajlovic si sono viste sin dall’inizio: alla prima giornata, la sconfitta netta di Firenze ha fatto subito vacillare la bontà della rosa costruita in estate. Il ko nel derby contro l’Inter di metà settembre ha alimentato ulteriori dubbi, mentre le batoste contro Genoa e Napoli hanno trasformato i dubbi in una certezza: il Milan non è una big, o meglio non è attrezzato per competere con le migliori squadre del nostro campionato. Le tre vittorie consecutive, a cavallo tra fine ottobre e inizio novembre, contro Sassuolo, Chievo e Lazio sono solo un’illusione, i rossoneri sono una squadra fragile soprattutto dal punto di vista psicologico e perdono anche con la Juventus, reduce da un periodo di forma tutt’altro che brillante. Ci sarebbe l’occasione di chiudere l’anno rosicchiando qualche punto alle avversarie, complice un calendario agevole, ma non c’è verso di cambiare la piega all’ennesima maledetta stagione: contro Carpi, Verona e Frosinone arrivano solamente 5 punti, frutto di due pareggi e una vittoria in Ciociaria in rimonta, dopo un primo tempo nel quale il Frosinone fa il Milan e viceversa. L’attuale sesto posto in classifica rispecchia la dimensione attuale del Diavolo, che però ha una ghiotta occasione di andare avanti in Coppa Italia dove affronterà il Carpi ai quarti di finale ed eventualmente una tra Spezia ed Alessandria in semifinale.

Dopo il ritorno ufficiale al Milan, Boateng potrebbe anche partire dal 1' (ph. calcionews24)

Dopo il ritorno ufficiale al Milan, Boateng potrebbe anche partire dal 1′ (ph. calcionews24)

Sinisa Mihajlovic le ha provate tutte pur di trovare un assetto convincente per il suo Milan: partito con il 4-3-1-2, ha virato prima sul tridente salvo poi cambiare nuovamente rotta verso un più classico 4-4-2 visto nell’ultimo mese circa. L’esplosione del baby portiere Donnarumma, classe ’99 che ha tolto il posto tra i pali a Diego Lopez da Milan-Sassuolo dello scorso 25 ottobre, è una delle poche note liete della squadra. Davanti a lui, contro il Bologna dell’ex Donadoni, dovrebbero schierarsi Abate, Alex, Mexes (in sostituzione dello squalificato Romagnoli) e uno tra Antonelli e De Sciglio, con il primo favorito. In mezzo al campo Montolivo e Bertolacci, con Bonaventura ormai uomo chiave e dirottato sull’out di sinistra. Qualche dubbio in più sull’altra fascia: Cerci ha capito che per lui non c’è più posto e si sta per trasferire al Genoa, a Frosinone ha giocato Honda che dovrebbe essere riproposto anche domani, non escludendo però un possibile impiego dal 1′ di Boateng, da ieri ufficialmente un nuovo giocatore rossonero dopo la rescissione con lo Schalke 04 (già da mesi si allenava a Milanello con il permesso del sodalizio tedesco). In avanti la coppia Niang-Bacca, quest’ultimo autore di 8 gol in campionato ed eletto miglior calciatore colombiano del 2015. Sicuramente dall’ex Siviglia proverranno le insidie maggiori per il Bologna.

Al netto di quanto appena detto, non è utopistico prevedere un Milan-Bologna tra i più equilibrati degli ultimi anni. Il Bologna poi, ha dalla sua il fattore Donadoni, una vita con la maglia rossonera addosso e mai preso seriamente in considerazione per la panchina di San Siro. Il tecnico rossoblù avrà sicuramente tanta voglia di far bene e dimostrare il proprio valore, cosa che era già successa contro il Napoli. Se non ricordate come andò a finire, citofonare Maurizio Sarri.

MILAN (4-4-2): Donnarumma; Abate, Alex, Mexes, Antonelli; Honda, Montolivo, Bertolacci, Bonaventura; Niang, Bacca

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