Bologna, ti presento la Juventus


E’ una Juventus a due facce quella che affronta il Bologna: solo 5 punti dopo sei vittorie in campionato, mentre in Champions è tutta un’altra storia. Qual è la vera Juve?

– di Luigi Polce –

La puntata odierna della nostra consueta rubrica di presentazione dell’avversario del Bologna ha un volto noto a tutti: è la Juventus, e non avrebbe nemmeno bisogno di presentazioni. E’ la squadra che ha dominato gli ultimi quattro campionati di serie A, prima con Conte e poi con Allegri, e l’anno scorso ha sfiorato un epico Triplete dopo aver vinto anche la Coppa Italia. Per la Champions League però non c’è stata storia: a Berlino, il Barcellona di Leo Messi si è confermata squadra di un altro pianeta, o forse di un altro sport.

23 agosto 2015: la Juve perde all'esordio contro l'Udinese, preludio di un avvio di campionato da horror (ph. zimbio)

23 agosto 2015: la Juve perde all’esordio contro l’Udinese, preludio di un avvio di campionato da horror (ph. zimbio)

In questa stagione però, la musica è totalmente diversa: nelle prime sei giornate, i bianconeri hanno conquistato solo 5 punti, rendendosi protagonisti di un avvio tanto pessimo quanto inaspettato. Alla prima giornata una zampata di Thereau ha punito la Juve contro un’Udinese altrimenti mai pericolosa; una settimana dopo, invece, una Roma quasi perfetta ha battuto 2-1 la banda Allegri, irriconoscibile per quasi 80′. Il primo punto arriva col Chievo, dopo la sosta per le nazionali, e la settimana successiva arriva anche il primo successo, in trasferta contro il Genoa. Problemi risolti? Macchè: nel turno infrasettimanale che segue, la Juve perde tutte le sue certezze dominando il Frosinone, che però resta in partita fino alla fine e coglie un sorprendente pareggio praticamente all’ultimo calcio d’angolo buono, grazie all’inzuccata del tifoso bianconero doc Leonardo Blanchard. Segue, infine, la sconfitta di Napoli, quando Sarri ipnotizza la Vecchia Signora nella quale si salva il solo Lemina, autore del gol che riapre solo apparentemente il discorso già ben impostato da Insigne e Higuain.

Alvaro Morata, testiomone di una Juve che in Champions si trasforma (ph. zimbio)

Alvaro Morata, testiomone di una Juve che in Champions si trasforma (ph. zimbio)

In Champions League invece, è tutta un’altra storia: è una Juve completamente diversa rispetto a quella formato campionato, che per fame, cinismo e voglia di vincere somiglia per larghi tratti a quella delle passate stagioni. Per informazioni chiedere a Manchester City e Siviglia, che nulla hanno potuto contro un gruppo che, al solo sentire il motivetto della Champions, si trasforma da un tenero agnellino all’incredibile Hulk. Questa differenza di rendimento è francamente inspiegabile, ma va ad inserirsi all’interno del processo di crescita di una squadra che nell’ultimo mercato estivo ha chiuso un ciclo, perdendo pezzi importanti: Pirlo, Vidal e Tevez hanno salutato la c0mpagnia, lasciando un vuoto in campo ma anche all’interno dello spogliatoio. “La Juventus ha messo in atto una ricostruzione, non è facile sostituire tre pezzi importanti come Pirlo, Tevez e Vidal. Poi magari quelli che sono arrivati diventeranno più bravi di quelli che sono andati via, ma serve tempo” ha detto mister Rossi in settimana a proposito della Juventus, che in effetti in estate non ha solamente venduto. Sono arrivati infatti molti giocatori potenzialmente in grado di riaprire un nuovo ciclo, un mix di gioventù ed esperienza che se mescolato bene può diventare esplosivo: Dybala, Khedira, Mandzukic, Zaza, Cuadrado, Alex Sandro, Rugani, Hernanes (arrivato last minuto dopo il vano corteggiamento a Draxler) e Neto: gente che farebbe sicuramente comodo a molte squadre in serie A. Certo è che per trovare l’amalgama occorre appunto tempo, sicuramente il compito di Allegri in questa stagione è più arduo rispetto a quella della scorsa, quando l’ex Milan si è trovato una buona base di partenza costituita dal suo predecessero Antonio Conte.

Primo gol in A contro il Napoli per il centrocampista Mario Lemina: contro il Bologna dovrebbe toccare ancora a lui (ph. zimbio)

Primo gol in A contro il Napoli per il centrocampista Mario Lemina: contro il Bologna dovrebbe toccare ancora a lui (ph. zimbio)

Per la sfida al Bologna, Allegri deve affrontare la solita grana terzino destro. Caceres è fuori squadra dopo l’incidente di qualche giorno fa con il suo bolide, Lichtsteiner dovrà stare fuori un mese mentre Padoin in quel ruolo non ha convinto, anche se domenica potrebbe avere un’altra chance (mercoledì con il Siviglia si è adattato Barzagli in quel ruolo). Se difesa a 4 sarà, completereanno la linea difensiva Bonucci, Chiellini e Alex Sandro, sin qui non all’altezza delle aspettative. Lemina, Hernanes e Pogba agiranno in mediana, dietro al tridente Cuadrado-Morata-Dybala. Il modulo potrebbe variare anche nel solito 3-5-2, ma più o meno gli uomini dovrebbero essere quelli appena elencati. La partita si deciderà sulle fasce, ecco perchè Rossi sta pensando al 4-2-3-1 piuttosto che ad un tridente classico. Fermare la Juventus domani pomeriggio sarà comunque un’impresa, visto che non hanno ancora vinto allo Stadium in questo campionato e faranno di tutto per interrompere tale digiuno.

Juventus (4-3-3) Buffon; Padoin (Barzagli), Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Lemina, Hernanes, Pogba; Cuadrado, Morata, Dybala.

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