Bologna, ti (ri)presento il Genoa


Al Dall’Ara arriva il Genoa, reduce da sei vittorie nelle ultime nove giornate che hanno permesso ai ragazzi di Gasp di raggiungere l’aritmetica salvezza

– di Luigi Polce –

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L’ultima sconfitta del Genoa, datata 14 febbraio, è a San Siro contro il Milan: poi 6 successi in 9 gare (ph. zimbio)

Bologna-Genoa, un girone dopo. E’ cambiato quasi tutto: Gasperini ora è decimo e nuovamente acclamato dal pubblico ligure, forte del decimo posto in classifica e di una salvezza raggiunta aritmeticamente nel turno infrasettimanale; attorno a Donadoni invece, dopo la grande esaltazione, si annidano i primi dubbi e le prime critiche riguardo ad una gestione certamente non ottimale di questo finale di stagione. Da quel gol di Rossettini a Marassi a tempo scaduto, che regalò tre punti soffertissimi ai rossoblù emiliani dopo un match tutto dominato dai padroni di casa, sembra dunque davvero passata una vita. I rendimenti delle due compagini si sono, col passare delle settimane, invertiti. Due rette che viaggiano nella direzione opposto, ma che si sono incrociate in un punto ben preciso: è il 14 di febbraio, il Bologna vince a Udine grazie al gol di Destro, mentre il Genoa perde 2-1 in casa del Milan. Dal giorno di San Valentino in poi, la trasformazione: nelle ultime 9 il Bologna non vince più (4 pari e 5 ko), mentre il Genoa ne porta a casa 6, diciotto punti che hanno permesso a Pavoletti (11 gol per lui) e soci di balzare dalla sedicesima alla decima posizione, con la vittoria di misura sull’Inter di mercoledì scorso, firmata De Maio, che ha sancito la permanenza del club di Preziosi in A.

Suso, arrivato dal Milan a gennaio e autore di 4 reti (ph. zimbio)

Suso, arrivato dal Milan a gennaio e autore di 4 reti (ph. zimbio)

Importante anche il mercato invernale: il Genoa sembra indebolirsi con la cessione di Perotti alla Roma, trova invece dalla finestra di gennaio undici, preziosissimi, gol. I 4 di Suso e di Cerci, provenienti dal Milan in prestito, e i 3 di Rigoni preso dal Palermo dove ormai era stato messo fuori rosa.Nel 3-5-2 classico che affronterà il Bologna dovrebbero trovar spazio solo gli ultimi due, in un undici completato da Izzo, Munoz e De Maio a protezione di Lamanna (Perin è out fino a fine stagione e salterà anche gli Europei) in difesa. Ansaldi, Dzemaili, Tachtsidis, e Laxalt assieme a Rigoni in mediana e appunto Cerci accanto a Pavoletti in avanti. Dovrebbero essere queste le scelte di mister Gasperini, al quale vanno attribuiti i meriti di aver tenuto unito e compatto il gruppo nel periodo più difficile, per poi venirne fuori alla grandissima in queste ultime partite. La fortuna del Bologna, se così si può chiamare, risiede appunto nel fatto che domani arriverà al Dall’Ara un Genoa che non ha più nulla da chiedere al suo campionato e magari allenterà un attimo la tensione, considerando anche un ruolino da trasferta non eccezionale per il Grifone: 2 vittorie, 4 pareggi e addirittura 11 sconfitte lontano dal Ferraris, per una media punti di 0,59 a partita e il terzultimo posto nella speciale classifica. La stessa, identica, posizione occupata dal Bologna per quanto riguarda invece lo score casalingo: un altro punto d’incontro di due rette che si sono idealmente incontrate lo scorso 14 febbraio. E che i tifosi (almeno quelli del Bologna) sperano possano portare dritto verso la strada che conduce alla salvezza.

Genoa (3-5-2): Lamanna; Izzo, Munoz, De Maio; Ansaldi, Dzemaili, Tachtsidis, Rigoni, Laxalt; Cerci, Pavoletti.

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