Bologna, ti (ri)presento la Fiorentina


La Fiorentina, terza in classifica e reduce dalla sofferta vittoria sul Carpi, attraversa un periodo poco brillante e si presenta al Dall’Ara come una squadra diversa rispetto a quella che mandò al tappeto il Bologna all’andata

– di Luigi Polce –

Una magia di Zarate risolve la pratica Carpi (ph. LaPresse)

Una magia di Zarate risolve la pratica Carpi (ph. LaPresse)

E pensare che Paulo Sousa si era lamentato del mercato invernale della sua Fiorentina. “La società ha fatto il massimo, ma non sempre ci si riesce” il pensiero del portoghese in sintesi. Cercato Mammana del River Plate per puntellare la difesa, in extremis è arrivato Benalouane dal Leicester di Ranieri, dopo che anche De Maio era sfumato. Chissà però se il giudizio del tecnico viola è mutato dopo il minuto 93 di Fiorentina-Carpi, quando una magia del nuovo arrivato Mauro Zarate (subentrato nel finale a Ilicic) ha risolto la complicatissima pratica Carpi. Sessanta minuti anche per l’altro acquisto di gennaio Tello, arrivato dal Barça via Porto, mentre non c’è stato spazio per Tino Costa (squalificato) e Panagiotis Kone, arrivato nelle ultime ore del calciomercato con il suo vecchio pubblico del Dall’Ara subito da affrontare. Al di là di tutto, il match contro i carpigiani ha messo in luce tutte quelle che sono le difficoltà della Fiorentina odierna, che da diverse settimane a questa parte non riesce più a mettere in mostra quella vivacità e quella brillantezza che nella prima parte di stagione avevano catapultato Borja Valero e soci in vetta alla classifica: ad inizio gennaio il periodo più complicato, segnato dalle sconfitte contro Lazio e Milan, poi la vittoria contro il Torino e lo scialbo 0-0 in casa del Genoa, prima appunto del successo di misura sul Carpi.

Il 2-0 di Kalinic contro il Bologna, il primo per l'ariete viola in serie A. E' a secco dal 20 dicembre (ph. violanews)

Il 2-0 di Kalinic contro il Bologna, il primo per l’ariete viola in serie A. E’ a secco dal 20 dicembre (ph. violanews)

Insomma, non è una bestemmia dire che la Fiorentina opposta sabato pomeriggio al Bologna è una squadra per molti aspetti diversa rispetto a quella di un girone fa, di quella che, tanto per intenderci, fece un sol boccone della squadra allora allenata da Delio Rossi grazie ai gol di Blaszczykowski e Kalinic, sbloccatosi quella sera dando poi il là ad un girone d’andata fantastico dal punto di vista realizzativo (10 gol). Quella contro i rossoblù fu la terza di una striscia di cinque vittorie consecutive che permisero alla Viola di conquistare il primo posto, salvo poi incappare in due pesanti ko contro Napoli e Roma. La pecca maggiore di questa squadra sono stati proprio gli scontri diretti, in cui la Fiorentina ha sempre sofferto (e quasi mai portato punti a casa). L’unico successo contro una squadra tra le prime 5 in classifica è arrivato in trasferta, a San Siro contro l’Inter (4-1) il 27 settembre. Fiorentina che, lontano dal Franchi, ha un bilancio non proprio esaltante: 5 successi, 2 pareggi e ben 4 sconfitte (delle 6 totali collezionate), con una media punti di 1,55. Non il massimo per una squadra che punta a mantenere l’attuale terzo posto in classifica, che vorrebbe dire play-off di Champions League.

Per la gara del Dall’Ara, Paulo Sousa dovrebbe avere tutti abili e arruolabili, eccezion fatta per Badelj ancora ai box. Il consueto 3-4-2-1 viola dunque dovrebbe essere composto da un trio difensivo formato da Roncaglia, Gonzalo Rodriguez e Astori davanti ovviamente a Tatarusanu. A centrocampo, con Marcos Alonso ancora in dubbio per il problema alla caviglia rimediato a Genova, dovrebbero esserci Bernardeschi e Pasqual sulle fasce mentre in mezzo al campo agiranno Vecino e Tino Costa. Ilicic e Borja Valero, infine, saranno chiamati ad ispirare l’unica punta Kalinic, ancora a secco in questo 2016.

Fiorentina (3-4-2-1): Tatarusanu; Roncaglia, G. Rodriguez, Astori; Bernardeschi, Vecino, Tino Costa, Pasqual; Ilicic, B. Valero; Kalinic.

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