Bologna, ti (ri)presento la Lazio


Dopo un avvio incoraggiante, la squadra di Pioli ha vissuto un periodo nero tra la fine di ottobre e la metà di dicembre. Le ultime due trasferte, però, hanno sorriso ai biancocelesti

– di Luigi Polce –

Mancosu in gol all'Olimpico nel 2-1 per la Lazio (ph. zimbio)

Mancosu in gol all’Olimpico nel 2-1 per la Lazio (ph. zimbio)

Comincia ufficialmente il girone di ritorno del campionato 2015/16. Alzi la mano chi, ad agosto, avrebbe scommesso anche un solo euro su una Lazio con “soli” 5 punti in più rispetto al Bologna, a maggior ragione dopo il disastroso avvio di stagione dei rossoblù. Alla prima giornata vinsero i biancocelesti di Pioli per 2-1, per il Bologna in gol Matteo Mancosu (unica rete in rossoblù) fresco di trasferimento al Carpi. Era una squadra ancora in costruzione quella emiliana, priva di diversi elementi importanti che dovevano ancora arrivare dal mercato. L’allora truppa di Delio Rossi giocò comunque una partita generosa e tutto sommato non da buttare via, sfiorando addirittura nel finale il gol del pareggio in un paio di circostanze. Alla fine la spuntarono i biancocelesti, ma il sospetto che la squadra di Pioli potesse essere solo un fuoco di paglia cominciano a venire fuori dopo solo una settimana, quando il Chievo cala il poker al cospetto di Biglia e compagni.

Keita porta in vantaggio la Lazio contro la Fiorentina (ph. zimbio)

Keita porta in vantaggio la Lazio contro la Fiorentina (ph. zimbio)

E’ stata, nel complesso, un’andata decisamente deficitaria per la Lazio, che dopo i 15 punti conquistati nelle prime 7 giornate di campionato ha cominciato a faticare parecchio, vivendo un momento di vero black-out tra la fine di ottobre e la metà di dicembre: dall’Atalanta alla Sampdoria, 7 gare disputate e due miseri punticini messi in tasca, con la panchina di Pioli che ha traballato fino quasi a saltare. Una difesa orfana di De Vrij, out per tutta la stagione per un problema al ginocchio, e un attacco troppo discontinuo sono state le chiavi del periodaccio biancoceleste, terminato però giusto in tempo per chiudere il 2015 col sorriso. Nell’ultima gara dell’anno infatti, la Lazio si è andata ad imporre a sorpresa a San Siro al cospetto dell’Inter capolista, permettendo di fatto a Stefano Pioli di mangiare il panettone. I fantasmi della crisi si sono ripresentati il giorno dell’Epifania, quando la Lazio impatta in casa col Carpi (0-0) creando pochissimi pericoli verso la porta della neopromossa. Meglio forse giocare in trasferta, magari contro una grande squadra. Detto, fatto: dopo aver tagliato la testa all’Inter, la Lazio fa un solo boccone anche della Fiorentina, lanciatissima verso il primo posto: Keita, Milinkovic-Savic e Felipe Anderson spegnono i sogni di gloria viola, mettendo un altro bullone sulla ben più salda panchina di Pioli.

Lucas Biglia, vero faro del centrocampo biancoceleste (ph. Zimbio)

Lucas Biglia, vero faro del centrocampo biancoceleste (ph. Zimbio)

Le ultime due vittorie di Milano e Firenze hanno rimesso a posto un bilancio lontano dall’Olimpico altrimenti mediocre: su 9 trasferte, la Lazio ne ha vinte tre (di cui appunto le ultime due) e ne ha perse 6, con una media esatta di un punto a partita e un bilancio che parla di 9 gol realizzati e addirittua 19 subiti, di cui 9 incassati tra Verona (contro il Chievo) e Napoli, le prime due trasferte dell’anno. Per proseguire sulla positiva scia intrapresa, l’ex di turno Stefano Pioli confermerà il 4-1-4-1 che tanto bene ha figurato in quel di Firenze. Davanti al portiere Berisha ci saranno, da destra a sinistra, Konko (rispolverato visto i persistenti problemi di pubalgia che affliggono Basta), Hoedt, Mauricio e Radu. Biglia, vero e proprio faro della squadra capitolina, ha il compito di dettare i tempi di gioco partendo poco avanti alla difesa. Tutti i palloni più importanti passano dai piedi dell’argentino, e smistati poi orizzontalmente verso Parolo o Milinkovic-Savic, oppure lateralmente a favorire i costanti inserimenti di Candreva e Keita, con Djordjevic pienamente recuperato al centro dell’attacco.

Lazio (4-1-4-1): Berisha; Konko, Hoedt, Mauricio, Radu; Biglia; Candreva, Parolo, Milinkovic-Savic, Keita; Djordjevic

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