Bologna, ti (ri)presento l’Hellas Verona


Domani sera al Dall’Ara arriva il Verona, fanalino di coda e con sole due vittorie all’attivo. Guai, però, a sottovalutare l’avversario

– di Luigi Polce –

Luca Toni, solo 5 reti per lui sin qui (ph. zimbio)

Luca Toni, solo 5 reti per lui sin qui (ph. zimbio)

“Il Carpi era alla nostra portata, ma noi abbiamo sbagliato completamente partita. E’ giusto che prendiamo i fischi dei tifosi e che andiamo a chiedere scusa sotto la curva. Quando serviva loro ci applaudivano, ma oggi abbiamo meritato questa reazione perché siamo stati disastrosi. Se siamo ultimi un motivo c’è, e quindi è giusto retrocedere”: così parlo Luca Toni, capitano e simbolo dell’Hellas Verona, dopo la sconfitta dei suoi contro il Carpi risalente al turno pre-pasquale che ha difatti sancito la quasi certa retrocessione degli scaligeri in serie B. Le dichiarazioni dell’ex bomber, tra le altre, di Palermo, Fiorentina e Bayern Monaco, sono una fotografia fedele del momento attuale, ma più in generale dell’intera stagione del Verona, partita male e finita peggio. Bastano alcuni numeri per certificare quanto appena detto: l’anno scorso i gialloblù, sotto la guida di Mandorlini, chiusero il campionato in 13esima posizione, trascinati proprio da Toni che si laureò capocannoniere della serie A grazie alle 22 reti messe a segno, assieme a Mauro Icardi dell’Inter. Quest’anno invece solo 5 reti per il bomber di Pavullo nel Frignano, nonostante avesse accanto un killer dell’area di rigore come Giampaolo Pazzini, grande colpo della sessione estiva di mercato che però non è riuscito ad evitare il tracollo. L’avvento di Delneri, datato 1 dicembre, ha portato in dote al Verona 13 dei 19 punti complessivi conquistati: la scossa c’è stata insomma, ma è arrivata troppo tardi per poter pensare al miracolo. Il dato più eclatante e che, a conti fatti, condanna gli scaligeri, è stato quello relativo alle vittorie: solo due quelle messe in archivio, la prima arrivata addirittura il 3 febbraio scorso nella gara contro l’Atalanta, dopo più di un girone trascorso senza mai esultare. Il secondo assolo è arrivato invece 17 giorni dopo, ed ha un valore più simbolico che altro: la vittoria nel derby contro il Chievo per 3-1 resterà, con tutta probabilità, l’unica magra consolazione della stagione 2015-16 per i tifosi gialloblù.

Gigi Delneri, al Verona da inizio dicembre (ph. zimbio)

Gigi Delneri, al Verona da inizio dicembre (ph. zimbio)

Nelle otto giornate che restano, l’obiettivo è quello di rendere onore al campionato fino in fondo, cercando nel frattempo di capire quale può essere la base sulla quale costruire la rinascita nel prossimo campionato. Va detto che il Verona, nonostante la situazione difficile, ha sempre venduto cara la pelle: l’1-1 contro Milan e Roma (andata e ritorno), il 3-3 contro l’Inter e l’1-1 acciuffato in extremis a Firenze sono il simbolo di una squadra che non molla mai, proprio per questo motivo pensare di avere già vinto la partita sarebbe l’errore più grande che il Bologna possa commettere domani sera. Per la sfida del Dall’Ara, ieri Delneri in conferenza stampa ha spiegato quale potrebbe essere la formazione scelta e l’atteggiamento dei suoi ragazzi: “Dobbiamo onorare la maglia fino in fondo perché ormai le residue speranze se ne sono andate. Se consideriamo i punti raccolti, più o meno stiamo in linea con il Bologna ma purtroppo siamo distanziati. Lavoriamo pensando al domani per ricostruire con calma dalle basi. Sul mio futuro a Verona, tutto è ancora da definire. Lunedì Pazzini giocherà come punta centrale al posto di Toni e ci sarà lo spazio per qualche giovane. Ora abbiamo otto partite a disposizione per capire da chi ripartire l’anno prossimo”. Ipotizzando dunque l’11 anti-Bologna, nel 4-1-4-1 disegnato dall’ex tecnico della Juventus dovrebbero trovare posto Pisano, Moras, Helander e Albertazzi nella difesa davanti a Gollini. Viviani e Marrone il duo davanti alla retroguardia, con Wszolek, Ionita e Siligardi dietro appunto a Pazzini, unico terminale offensivo. All’andata vinse il Bologna 2-0 grazie ad un atteggiamento aggressivo sin dall’inizio, che sfociò nei gol di Giaccherini e Donsah nei primi 15′. Diciannove giornate dopo le cose sono cambiate, più dalla sponda rossoblù, ma l’obiettivo dei ragazzi di Donadoni deve essere quello di ripetere una prestazione simile, ritrovando una vittoria che manca ormai da oltre un mese e mezzo (14 febbraio, 1-0 a Udine).

Hellas Verona (4-2-3-1): Gollini; Pisano, Moras, Helander, Albertazzi; Viviani, Marrone; Wszolek, Ionita, Siligardi; Pazzini.

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