Bologna, ti (ri)presento il Milan


Il Milan è reduce da 2 punti nelle tre partite contro Carpi, Verona e Frosinone, e arriva a Bologna per riprendersi il sesto posto in classifica

– di Luigi Polce –

Il gol di Alex contro la Juventus illude i rossoneri, poi sconfitti per 2-1. E' la gara che segna l'esonero di Mihajlovic (ph. sportmediaset)

Il gol di Alex contro la Juventus illude i rossoneri, poi sconfitti per 2-1. E’ la gara che segna l’esonero di Mihajlovic (ph. sportmediaset)

Presentare le grandi ha sempre un certo grado di “facilità” rispetto ai club medio-piccoli. Vuoi o non vuoi, i media sono più attenti a tutto ciò che ruota attorno alle solite 5-6 squadre, ed è più semplice carpirne segreti o tenersi aggiornati su quello che succede. In questo caso, nel caso del Milan dell’attuale stagione, siamo di fronte ad un’eccezione: i rossoneri sono una squadra piena zeppa di problemi, a partire dal caos a livello societario con la cordata cinese ad attendere il sì da parte del presidente Berlusconi per l’inizio di una trattativa di cessione, fino ad arrivare al marasma che i tifosi del Diavolo sono costretti a sorbirsi, settimana dopo settimana, vedendo una squadra che solo 9 anni fa era al primo posto nel Ranking UEFA, mentre adesso rischia addirittura di restare fuori dall’Europa League. La rosa è quella che è, e il Bologna già all’andata ha capito che battere questo Milan non è poi impossibile: il 6 gennaio, a San Siro, con accortezza e un pizzico di fortuna i ragazzi di Donadoni portarono a casa l’intera posta in palio grazie alla rete di Giaccherini. In panchina c’era ancora Sinisa Mihajlovic, che dopo quel ko inatteso era riuscito in qualche modo a rimettere i cocci al proprio posto, centrando un filotto di 9 partite senza sconfitte fatto di 5 vittorie (Fiorentina, Inter, Palermo, Genoa e Torino) e 4 pareggi (Roma, Empoli, Udinese e Napoli), e conquistando nel frattempo la finale di Coppa Italia complice, va detto, un calendario non esattamente impossibile (Sampdoria agli ottavi, Carpi ai quarti e Alessandria nella doppia semifinale). Il sesto posto era in cassaforte (+6 sul Sassuolo) e il quinto posto dell’Inter distante una sola lunghezza. Poi, come spesso accade al Milan, la partita di Reggio Emilia proprio contro il Sassuolo diventa fatale: Bonaventura e soci perdono 2-0 e inaugurano un mese di marzo nerissimo, proseguito poi con i pareggi contro Chievo e Lazio. Aprile non inizia meglio: doppia sconfitta contro Atalanta e Juventus, contro i bianconeri dell’ex Allegri però il Milan tira fuori una prestazione d’orgoglio e perde 2-1 in maniera anche immeritata, in un match in cui il pareggio probabilmente sarebbe stato il risultato più giusto. Non è dello stesso avviso la dirigenza del club di Via Aldo Rossi, che decide per il ribaltone: via Sinisa, promosso Cristian Brocchi dalla Primavera.

Menez dal dischetto 'salva' il Milan contro il Frosinone (ph. zimbio)

Menez dal dischetto ‘salva’ il Milan contro il Frosinone (ph. zimbio)

Il cambio della guardia sembra portare benefici, con il Milan che torna al modulo col trequartista e sbanca di misura Marassi. Tutto risolto? Macché! Il successo sulla Sampdoria si rivela il classico fuoco di paglia, il Milan riesce nella difficile impresa di collezionare due punti in tre partite pareggiando col Carpi, perdendo in casa dell’Hellas Verona già retrocesso e sfiorando la disfatta contro il Frosione con un piede in B, quando solo un rigore di Menez allo scadere fissa il punteggio sul 3-3 e risparmia ai rossoneri la figuraccia. Il punto coi ciociari inguaia i rossoneri, ora scavalcati dal Sassuolo al sesto posto e a forte rischio esclusione dalle competizioni europee, salvo vittoria sulla Juventus in finale di Coppa Italia. Compito assai arduo, meglio forse provare a riprendersi il sesto posto a partire dalla gara di Bologna, considerando però che il Milan non vanta un ruolino invidiabile lontano da San Siro: 21 punti in 18 trasferte, stesso identico bottino del Bologna. Numeri a parte, Brocchi proverà a cancellare la tripla delusione delle ultime settimane cercando di evitare un finale di campionato da incubo (all’ultima la Roma salirà a Milano). Nel 4-3-1-2 disegnato dal tecnico rossonero, De Sciglio prenderà il posto dell’infortunato Antonelli sull’out sinistro della difesa, che dovrebbe essere completata da Abate, Alex (in dubbio fino all’ultimo) e Romagnoli. In mediana si va verso la conferma di José Mauri con Kucka e Montolivo, mentre Honda agirà ancora sulla trequarti (Bonaventura non recupera) ad ispirare la coppia Bacca-Balotelli. In porta Donnarumma, unica nota positiva della disastrata stagione rossonera, in una sfida a distanza con Mirante per il ruolo di terzo portiere dell’Italia ai prossimi Europei.

Milan (4-3-1-2): Donnarumma; Abate, Alex, A. Romagnoli, De Sciglio; Kucka, Montolivo, Mauri; Honda; Bacca, Balotelli

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