Bologna vivo anche oltre la metà campo. Pulgar corre più del jet lag


Nonostante il volo dal Cile, ancora una volta Pulgar ha fornito grande sostanza ad un Bologna che si è fatto valere anche nella metà campo offensiva

– di Marco Vigarani –

Donadoni e Palacio: l’argentino è stato protagonista di tre occasioni da gol (ph. Zimbio)

Il ritorno del derby Bologna-Spal per ampi tratti non ha certamente regalato spettacolo. Nella prima mezz’ora in particolare gli estensi hanno acquisito consapevolezza minuto dopo minuto approfittando degli errori dei rossoblù che però hanno avuto il grande merito di saper attendere il momento propizio per colpire. Il dato del possesso palla complessivamente al 55% per il Bologna diventa ancor più significativo per i quasi 14′ trascorsi dai ragazzi di Donadoni nella metà campo avversaria: una bella novità per una squadra spesso molto guardinga. Non ci si attenda però una squadra sfrontata visto che ancora una volta la compattezza tra i reparti è stata una regola ferrea (25 metri di lunghezza media) ed il baricentro medio si è attestato saldamente dietro la metà campo (ai 47.5 metri). Piuttosto netta invece la prevalenza nel dato kilometrico (111.6 contro 105.2) e soprattutto degna di nota la varietà di soluzioni espressa dal Bologna nell’organizzare la propria azione: Poli e compagni infatti hanno superato gli avversari sia nel numero delle azioni manovrate (24) sia in quello dei lanci lunghi (25). Se nei tiri alla fine c’è un pareggio a quota 8 e la Spal ne ha scoccato uno in più nello specchio, si notano però anche la netta prevalenza dei biancazzurri nelle palle perse (42 contro 30) e quella dei rossoblù nelle azioni di contropiede (4 a 1).

Le statistiche di Bologna-Spal offerte dalla Lega Serie A

Pulgar è tornato giovedì sera dal Cile: per lui 8 recuperi ed oltre 12 km percorsi (ph. Zimbio)

Anche stavolta l’analisi delle prestazioni dei singoli deve partire obbligatoriamente da Rodrigo Palacio che è risultato al termine della sfida il calciatore più attivo in attacco collezionando ben 3 occasioni da rete e confezionando 2 assist per i compagni oltre a commettere ben 7 falli che lo hanno reso al triplice fischio dell’arbitro il giocatore più cattivo della sfida. Un evidente segnale di una condizione psicofisica eccellente e di un’integrazione ormai consolidata nel tessuto della sua nuova squadra. Il fantasista Simone Verdi ha invece cercato spesso il tiro concludendo però per 4 volte fuori dallo specchio e perdendo anche 6 palloni esattamente come Godfred Donsah che però, da un recupero, ha dato il via alla grande azione che ha portato all’autogol di Salamon. Nonostante i dubbi della vigilia legati al volo transoceanico, un ragazzo ancora una volta autore di una prova solida e matura è stato sicuramente Erick Pulgar: non solo migliore in campo per palle recuperate (8), ha chiuso la gara nettamente con la migliore performance in assoluto (12.24 km) davanti all’ex compagno Federico Viviani (11.56) e all’altro spallino Manuel Lazzari (11.51).

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