Bortolotti: “Due anni dopo ecco la verità su Macao”


Due estati dopo, Alberto Bortolotti racconta i dettagli della trattativa del gruppo soprannominato di Macao che voleva acquistare il Bologna dall’allora presidente Guaraldi. Scaduti i vincoli di riservatezza emerge la verità di quel periodo

– di Luca Nigro –

Alberto Bortolotti premia Mirko Pavinato

Alberto Bortolotti premia Mirko Pavinato

Sembrano passati anni, quasi un secolo. Ed invece è storia recente, di appena due estati fa. Il Bologna era reduce dalla seconda annata Pioli. Si salvò con qualche patema dopo l’ottimo campionato precedente. Le fondamenta sulle quali si reggeva l’allora società capitanata da Albano Guaraldi, iniziavano a scricchiolare. Ragion per cui il Presidente diede mandato all’Avvocato, nonché esperto di diritto sportivo Mattia Grassani, di recepire, filtrare e vagliare eventuali richieste di acquisizioni da parte di gruppi imprenditoriali interessati alla società. E degli acquirenti in realtà ve ne furono. Si trattava di un gruppo soprannominato “Macao”, il quale diede a sua volta mandato all’Avvocato bolognese Bacillieri di intraprendere dei colloqui per l’avvio di una trattativa. I primi tentativi verso Guaraldi andarono a vuoto. Era stato proposto anche un incontro in Sardegna, isola nella quale Guaraldi trascorreva le vacanze, tra il Presidente e il potenziale investitore. Nulla di fatto. Il 24 agosto 2013 però, Grassani risponde con una missiva ad una richiesta ufficiale inviata via fax il 20 di agosto da Bacillieri, nella quale informava il collega della disponibilità del Presidente a partecipare a un incontro con il possibile acquirente al fine di acquisto da parte di quest’ultimo delle quote del Bologna. Chi all’epoca venne a conoscenza della trattativa e la divulgò, fu Alberto Bortolotti, noto giornalista, conduttore televisivo e direttore responsabile della testata medesima. La notizia però non ebbe un effetto, diciamo “positivo” sulla piazza, anzi. Vi furono numerosi attacchi, anche e soprattutto mediatici, nei confronti di Bortolotti. A distanza di tempo scaduti i vari patti di riservatezza, da interessato osservatore delle vicende rossoblu ma soprattutto dopo aver letto con attenzione un pezzo a sua firma pubblicato recentemente su playbologna.it ove egli tratta il tema, chiedo ad Alberto un’intervista nella quale faccia un po’ di chiarezza su quanto accaduto in quell’agosto di due anni orsono.

L'avvocato Massimiliano Bacillieri di Bologna (ph. FederFauna)

L’avvocato Massimiliano Bacillieri di Bologna (ph. FederFauna)

Alberto, è doveroso fare un passo indietro e partire dall’inizio. Tu quando vieni a conoscenza dell’esistenza di questa trattativa?
La trattativa tra il Bologna e il gruppo di “Macao” fu una notizia che io incrociai, abbastanza casualmente, grazie al trasferimento, avvenuto nella primavera 2013, di Radio Nettuno – per cui lavoravo – da Via Stalingrado a Via Altabella. Un pomeriggio incontrai l’Avv. Bacillieri, che ha lo studio lì ed era il procuratore del gruppo asiatico: mi raccontò un po’ di cose e io iniziai a seguire la vicenda. Il Bologna stava terminando il secondo campionato intero dell’era Guaraldi, arrivato alla presidenza alla fine della gestione tecnica di Malesani, primavera 2011. Dai 51 punti del primo anno di Pioli si era passati a 44 grazie, soprattutto, all’indebolimento della squadra.  Iniziava a serpeggiare un po’ di malumore in città, ma di base i punti forti del tessuto produttivo e mediatico felsineo erano ancora con il costruttore zolese“.

Gli altri organi di informazione, ne erano venuti a conoscenza? E se si, come decisero di trattare la notizia? La presero per buona o sorvolarono?
Almeno un paio di quotidiani, Carlino e Stadio, e con loro la trasmissione radiofonica di Emanuele Righi, ovvero tre mezzi che all’epoca appoggiavano visibilmente il presidente in carica, o non dettero la notizia o la comunicarono sotto forma di ironia, se non talora, di dileggio. Diverso, per esempio, fu l’atteggiamento della Gazzetta dello Sport, che raccontò i fatti che si conoscevano. A distanza di due anni, e con qualche documento in più in mio possesso e/o di mia conoscenza, posso riconfermare che la trattativa fu verissima, per quanto maltrattata. Forse non benissimo condotta dagli attori, ma io in quello c’entravo poco. Mi ero limitato a procurare un appuntamento a pranzo con il socio Zucchini, non esattamente allineato con Guaraldi, ma il dialogo che ne scaturì non fu particolarmente proficuo.  Ad ogni modo Guaraldi avrebbe poi venduto solo a chi riconosceva una somma a Bologna 2010 (come, unici, hanno fatto gli americani; sennò era già fatta con Zanetti): fondamentalmente a lui. Si sostenne per mesi che “bastava appoggiare”, ma era, quella sì, una bufala. In ogni caso il termine “Macao” è rimasto come bolla di infamia e corrispondente a una “bufala” mediatica. Attivissimi, in quest’ambito, gli onniscienti tifosi del web. vuoi per passione, vuoi per naturale propensione al dubbio, vuoi per oggettiva acquiescenza nei confronti del vero protagonista del dibattito petroniano, ovvero Emanuele Righi, la cui trasmissione radiofonica del mattino ha senza dubbio costituito un faro di orientamento in città“.

Guaraldi annuncia il ritorno di Zanetti nel Bologna

L’ex presidente del Bologna Albano Guaraldi

Tu citi Emanuele Righi, noto giornalista da sempre vicino alle vicende inerenti al Bologna. Che ruolo ha avuto, se lo ha avuto, in questo dibattito?
Il punto che si trascura e che allora sembrava ai più incredibile, essendo lui stato un oppositore feroce è che Righi aveva perfettamente intuito, come è poi emerso dal suo libro record di vendite sul territorio, che Guaraldi aveva bisogno di un cane pastore per uscire dalle secche e, in qualche modo, riabilitarsi (almeno un cicinino: e la promozione è un po’ anche figlia di Albano ed Emanuele, obiettivamente). Così ha preso la guida dei suoi alabardieri. Come e più della struttura interna, con parte della quale i rapporti già scricchiolavano. In tal senso sarebbe bello rievocare il mese delle dirette radiofoniche da Casteldebole imposte da Guaraldi, ma andremmo fuori tema. Righi compiva il suo legittimo percorso professionale, perseguendo i suoi obiettivi anche questi legittimi. Cosa c’era in mezzo non importava poi tanto. In mezzo capitarono i “poveri” Bacillieri e Bortolotti che furono impietosamente asfaltati tra ali di folla plaudente. E che tante domande non se le poneva. Era forse più comodo pensare o dire “lo fanno perchè sono amici di Zanetti” che in realtà a Bacillieri non mi risulta nemmeno simpaticissimo ed in questo si rivela un tifoso tipico, se mi è consentito“.

Quindi il tuo unico “errore”, se così vogliamo chiamarlo, fu quello di fare solo il tuo lavoro. Ovvero di dare delle notizie, dopo averne verificato la veridicità. E’ corretto?
Pare sia diventato un peccato raccontare di una trattativa. Per questo voglio ricorrere a un esempio. Vittorio Longo e Ugo Mencherini, due giovani colleghi, nonchè tifosi, nonchè miei compagni di lavoro nel passato hanno più volte dato voce nelle loro trasmissioni a Vittorio Casale, immobiliarista, che possedeva terreni in zona Parco Nord e si ipotizzava fosse interessato al Bologna assieme a Claudio Sabatini (epoca Porcedda, pre-Consorte, per intenderci). Bene, un po’ di mesi dopo Casale è stato arrestato. Abbiamo mai rinfacciato ai due colleghi di non averci avvisato che il signore in oggetto poteva essere un galeotto, “a chi mettiamo in mano il Bologna”, ecc. ecc.? Giustamente no, cosa ne potevano sapere? Quindi, perchè talora sì e talaltra no?

Un’altra trattativa sulla quale eri informato e di cui hai dato notizia, è quella risalente all’estate scorsa e i cui interpreti furono gli intermediari della G Diamonds, soprannominati gli “austro-romani”. Fosti accusato di “tifare” per loro: cosa ti senti di dire in merito?
A tal proposito colgo l’occasione per fare un piccolo riassunto dei fatti: alla prima conferenza stampa, a casa di Montaquila, non vengo invitato: era riservata ai quotidiani; alla seconda consiglio al massimo allo stesso una diretta radio e vanno live su E’Tv (io non c’ero, arrivo alla fine).  Sì, li ospito, do voce, spero siano una alternativa a Guaraldi, ma al di là della mia amicizia fraterna con un loro consulente, Fabio Bonetti, in che cosa esattamente ci sono entrato? A mio parere proprio in nulla“.

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