Bortolotti intervista Corbelli: “Futuro a rischio per Donadoni e Boniciolli, non per Ramagli”


Dialogo tra Alberto Bortolotti e Luca Corbelli sulle tre grandi realtà sportive bolognese. Il punto sulla stagione, sugli allenatori e sulle scelte societarie

Roberto Donadoni ha iniziato bene la sua avventura a Bologna ma adesso ha perso punti (ph. Schicchi)

Vorrei partire da oggi con qualche dialogo “interno” al nostro gruppo redazionale per fissare alcuni punti in ordine alle tre squadre di vertice bolognese. Comincio con Luca Corbelli e parto dagli allenatori. Due sono nel mirino, Boniciolli e Donadoni, e uno meno, Ramagli. Secondo te è giusto che sia così e perché?
Credo che sia giustissimo, in quanto Donadoni ha fatto benissimo nei primi mesi in cui è arrivato nello scorso campionato, subentrando a Delio Rossi che aveva fatto 6 punti in 10 partite, ma alla stessa giornata in cui siamo adesso, nonostante l’inizio problematico, aveva ben 5 punti in più, che fa pensare che a parti invertite Donadoni sarebbe forse stato esonerato. Boniciolli dopo la scorsa annata in cui è arrivato in finale pur avendo uno straniero in meno quest’anno ha sicuramente sbagliato la scelta degli americani, direi tre su quattro, e poi oltre alle esternazioni non sempre consone al ruolo, credo abbia finito le scuse. Capisco che sia come credere al genio della lampada, ma troverei adeguato non leggere più nessun riferimento “alla squadra più forte del campionato” o cose simili . La società ha messo nelle mani di Boniciolli, con l’arrivo di Legion, tutto quello che era possibile, ora è tempo di zero proclami e molti fatti, a mio avviso le scuse stanno a zero. Ramagli fino ad adesso ha solo una colpa (se di colpa si può parlare), aver disconosciuto l’obbiettivo dichiarato in estate e nella prima parte di campionato, ovvero la crescita dei giovani, ma vista la situazione di classifica e il loro rendimento pare ovvio che vincere con gli junior non è più di moda“.

Legion è arrivato dopo Roberts e Nikolic ma il vero problema della Fortitudo resta Knox (ph. Fortitudo)

Quando si sbagliano le scelte all’inizio poi è dura rimediare. Si può dire che dei tre esterni stranieri della Fortitudo il primo, cioè Roberts, era forse il migliore? E si può dire che la cronica idiosincrasia al gol del Bologna non è stata affatto risolta dall’arrivo di Petkovic?
Per quanto riguarda gli stranieri, sono certo che Roberts fosse meglio di Legion in quanto miglior difensore e realizzatore alla pari di Legion ma è la scelta di Knox che non paga, in quanto ogni volta che deve fare la voce grossa diventa un soprano, inoltre aver tentato di far passare un “tristo” per giocatore di sistema (Nikolic) ha il sapore di presa in giro. Petkovic è un giocatore di serie B e quindi gli vuole del tempo per adeguarsi alla categoria; invece al Bologna attuale del tempo pare non essercene anche se a mia memoria non ricordo una serie A dove le retrocedenti siano chiare a tutti 6 mesi prima della fine del campionato, poi mi piacerebbe vederlo in coppia con Destro.

C’è un punto nel progetto tecnico Virtus che risulta affievolirsi fino a essere un lumicino. E cioè impiego e valorizzazione dei giovani. Cosa succede l ‘anno prossimo? E quante colpe ha Ramagli nel loro peggioramento?
“Il punto “nero” è la dichiarazione precampionato all’insegna della crescita dei giovani per poi essere abbandonato in favore del risultato. Ovvio anche che l’ingresso “con i piedi a martello” di Zanetti ha modificato gli obbiettivi stagionali, cambiando di fatto anche le strategie. Inoltre i giovani stanno dimostrando. contrariamente all’inizio di stagione, di fare veramente fatica a stare in campo. Cosa succede il prossimo anno lo impareremo solo vivendo. Il peggioramento dei giovani va di pari passo all’impiego in campo, meno stanno in campo e meno gli viene perdonato, se una volta con una cattiva scelta potevano rimediare, adesso si accomodano in panchina
“.

Matteo Boniciolli ad inizio stagione ha sfidato il campionato e se stesso (ph. Giorgio Neri)

Perché Boniciolli dice che la stagione ventura la F ha bisogno di veterani? E perché non ha pensato a gente come Rosselli o Ndoja, dato che il confronto viene sempre fatto con la Virtus?
E’ chiaro a tutti che Boniciolli ha una ossessione che si chiama Virtus, in quanto avere il massimo competitor proprio nella stessa città è si un grande stimolo, ma è anche un grande problema. Boniciolli ha lanciato una grande sfida al campionato e a sè stesso. Al campionato ovviamente perche dichiarando da luglio di essere la squadra da battere ha alzato l’attenzione sulla squadra. Poi l’ha lanciata a se stesso perche vincere con degli sconosciuti, (chi sono nel panorama italiano i ragazzi su cui ha puntato?) è motivo per cui tutti possano dire l’ha vinta il coach e con i vari Rosselli e Ndoja è chiaro, come è normale che sia, che i principali attori sono i giocatori“.

Le società. E’ davvero importante l’acquisizione di Casteldebole e la partenza per i bianconeri di Arcocampus? O si possono fare squadre di qualità anche senza Academy? E come si risolve il nodo di avere due Fortitudo nelle giovanili? Perché questo?
Se il Bologna vuole crescere deve avere una propria casa, e un grandissimo come l’avvocato Porelli ce lo ha dimostrato costruendo nel lontano ‘75 la palestra di via dell’Arcoveggio. Quindi ritengo importante la scelta del Bologna, e ritengo oltremodo lungimirante la scelta della Virtus di questi giorni. Avere una propria casa e una propria foresteria diventa motivo di vanto, di rassicurazione per le famiglie che mandano i propri figli a giocare lontano da casa, e motivo di risparmio e controllo. Risparmio perche smetteranno di pagare degli affitti, di controllo perchè avere tutti lì diventa più semplice gestire i comportamenti e risultati sportivi e scolastici. Il progetto Academy Fortitudo naviga ancora in alto mare, in quanto la rinascita dopo il disatro dell’era Sacrati/Romagnoli ha di fatto azzerato un patrimonio che portava circa 250 mila euro di Nas all’anno. La Fortitudo non può essere legata alla SG. Le motivazioni sono molteplici. Prima fra tutte gli interessi assolutamente diversi, e poi un aspetto assolutamente da cui svincolarsi è la gestione del marchio ora oggetto del desiderio ma anche di “pressione“.

L’ingresso di Massimo Zanetti ha cambiato i piani della Virtus per la stagione in corso

I modelli azionari dei tre club sono diversissimi tra loro. Al Bologna un uomo solo al comando, ma lontano e poco disposto a investire sulla squadra. In Virtus un azionista di riferimento ma qualche defezione, tipo Basciano. In Fortitudo una public company volonterosa ma con pochi mezzi autonomi. C’è un meglio e un peggio ?
La mia Società ideale è costituita da un Proprietario, che mette i soldi, che dovrebbe anche essere il Presidente, per fugare i dubbi sulle cariche e su chi decide ed essendo “super partes” può mettere la parola fine a qualsiasi situazione. Poi deve avere un organigramma snello in cui esiste un general manager che controlla l’economia del club ma non deve parlare di sport, un ds al quale sono demandate tutte le questioni che riguardano la squadra ed ognuno deve avere le proprie competenze e nessun margine, voglio dire il gm non parla di sport e il ds non parla dei soldi, mentre il presidente/proprietario parla di quello che gli pare senza mettere nel ridicolo le altre figure. Ovviamente l’allenatore fa l’allenatore e basta. Il Bologna ha un proprietario che ha già fatto troppo per salvare la società e la storia ed è evidente che se avesse trovato una situazione economica diversa molti di questi soldi sarebbero andati per acquistare giocatori e la stagione sarebbe stata diversa. Basciano che si allontana dalla Virtus è la cosa più normale che poteva succedere, mi sono sempre domandato il contrario, perche era in Virtus? La Fortitudo è chiaro a tutti che dopo l’avvento di Zanetti è all’ultimo posto in termi economici, ma ha un vantaggio su tutte “il proprio popolo” che ne fa un patrimonio inestimabile, tanto da essere il main sponsor, e assicura anche una discreta cifra. Inoltre potrebbe essere l’unica a provare di mettere in pista un azionariato popolare stile Barcellona“.

Io trovo che spesso le accuse agli arbitri siano un alibi che distrae dalle analisi tecniche.
Sentir dire che senza gli errori arbitrali il Bologna sarebbe…mi sembra come quel famoso modo di dire “se mia nonna avesse le ruote”. Gli errori arbitrali fanno purtroppo parte delle regole del gioco e quello che conta sono i risultati e le classifiche. Parlare di errori arbitrali per giustificare una stagione disarmante è ridicolo e poco rispettoso nei confronti dei propri tifosi, esattamente come fare il silenzio stampa dopo un periodo di assoluta inadeguatezza di risultati, e farlo proprio nel momento i cui i sostenitori decidono di manifestare il proprio disappunto è un clamoroso autogoal. La Virtus con l’ingresso dopo l’infortunio di Ndoja gli alibi li ha finiti esattamente come Boniciolli: la società ha assecondato tutto, quindi troppo e gli ha dato carta bianca, e, se la promozione non dovesse arrivare, trovo dignitosa una separazione“.

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One thought on “Bortolotti intervista Corbelli: “Futuro a rischio per Donadoni e Boniciolli, non per Ramagli”

  1. Lucio Dal Rio

    Mi trovo d’accordo sui commenti relativi a a Boniciolli. Troppi proclami di alto profilo, soprattutto ad inizio stagione, la modestia dovrebbe insegnare ad essere cauti, le parole dette non si possono più cancellare, si può tentare di dare spiegazioni ma si rischia di cadere nel ridicolo. Sono un super tifoso della F e mi dispiace dirlo ma se la promozione non arrivasse Boniciolli farebbe bella figura a farsi da parte. Rinunciare a Daniel e Folwers per gli USA scelti si commenta da solo. Tagliare senza appello Amoroso e Carraretto equivale a puro autolesionismo. È bello puntare sui giovani ma prima si deve puntare a salire e poi se ne parla.. e con i nostri giovani, tolti Candi e Montano salire e’ difficile. L’occasione l’abbiamo avuta lo scorso anno quest’anno siamo una squadra da medio alta classifica ma non da promozione. Spero di essere smentito dai fatti, ovviamente. LDR

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