Bresciani: “Il carcere peggiora le persone, il sistema italiano fa paura”


Lunedì sera l’ex rossoblù Giorgio Bresciani ha voluto condividere con il pubblico alcune riflessioni sulla sua recente detenzione in carcere

– di Marco Vigarani –

Alberto Bortolotti e Giorgio Bresciani in studio

Alberto Bortolotti e Giorgio Bresciani in studio

Lunedì sera, ospite del Pallone Gonfiato Classic, l’ex rossoblù Giorgio Bresciani ha voluto raccontare la sua recente esperienza di detenzione prima nel carcere della Dozza poi agli arresti domiciliari con l’accusa di turbativa d’asta. “Mentalmente è come se fossi stato recluso per dieci anni – ha raccontato – sono esperienze davvero assurde. Ci ero purtroppo già passato sette anni fa prima di essere poi assolto solo dopo sette anni con formula piena dal Tribunale di Bologna perchè il fatto non sussisteva. Stavolta sono stato arrestato per una turbativa d’asta a cui non ho partecipato ed il Tribunale del riesame mi ha dato ragione“. Ancora scosso dall’esperienza ma con voce sicura, Bresciani ha poi spiegato il suo punto di vista: “Pensavo che il carcere fosse una cosa più seria ma invece questo è un Paese che mi fa paura perchè non si possono arrestare le persone se non c’è certezza assoluta della loro colpevolezza, ignorando che così facendo si distruggono delle vite. Se hai la sfortuna di entrare in un’intercettazione o in una segnalazione puoi finire agli arresti prima ancora che la tua posizione venga chiarita. Mi hanno prelevato in sei uomini da un albergo, quasi quanti andarono ad arrestare Provenzano e poi buttato dentro sperando che parlassi: non giudico e non accuso ma sono esperienze che segnano e che fanno venire voglia di andare a vivere in altri Paesi“.

Giorgio Bresciani è stato arrestato il 9 settembre

Giorgio Bresciani è stato arrestato il 9 settembre

Bresciani è poi sceso nel dettaglio della sua vita quotidiana all’interno del carcere raccontando: “Ho incontrato tifosi del Bologna che mi hanno riconosciuto, con i quali ho giocato a calcio e che mi hanno trattato benissimo. Oggi che sono di nuovo libero cerco di aiutare le loro mogli ed i loro figli perchè quelle persone erano davvero i miei migliori amici. Compravo i giornali e guardavo la tv, ma soprattutto ho sempre avuto vicini i miei avvocati e la mia splendida famiglia, compreso mio genero Luca Ceccarelli che ha rifiutato proposte dall’Italia per potermi stare accanto“. Tanta amarezza nelle sue parole ma anche una grande determinazione che lo ha portato a dire: “Il carcere mi ha tolto la libertà fisica ma non quella mentale e neanche il sorriso. Ci sono ancora momenti in cui sento quelle porte chiudersi ed il senso di privazione di una sola ora d’aria al giorno ma credo forse sia stato meglio che questa esperienza capitasse a me che ho un carattere forte piuttosto che ad altri. La detenzione peggiora le persone, le rende più arrabbiate. Devono esistere provvedimenti diversi per trattare chi è accusato di un reato fiscale“. Bresciani però ora guarda al futuro: “Sono quello che faceva gol, che ha cresciuto due figlie splendide e che fa lavorare trenta dipendenti. Oggi sono consapevole di avere dei muri da scalare ma onestamente non mi interessa e sono pronto a ricominciare la mia vita“.

Print Friendly, PDF & Email


Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *