Brighi, Brienza e Floccari: Donadoni riscopre l’usato sicuro


Il cambio di modulo e la vittoria sul Genoa hanno riportato in auge giocatori esperti come Brighi, Brienza e Floccari. Il Bologna può puntare anche sull’esperienza

– di Marco Vigarani –

Matteo Brighi ha recuperato un terzo dei palloni del Bologna (ph. Schicchi)

Contro il Genoa Brighi è stato la chioccia di Taider come Olive fu per lui nel 2001/02 (ph. Schicchi)

Il Bologna che domenica pomeriggio è sceso in campo contro il Genoa annoverava almeno un paio di anomalie significative nella composizione dell’undici iniziale. Innanzitutto dieci giocatori erano italiani di nazionalità (Masina è nato in Marocco ma è italiano) distinguendosi nettamente dalla sempre più dilagante esterofilia che ormai da decenni dilaga nel nostro calcio: nello specifico l’ultima giornata ha premiato i felsinei come squadra più virtuosa distaccando Carpi e Sassuolo ferme nove undicesimi di componenti tricolore. L’altro dato sicuramente interessante è che il Bologna visto in campo dal primo minuto contro il Genoa vedeva schierati ben otto atleti che hanno già superato i trenta anni: uniche eccezioni Rizzo, Taider e Masina. Proprio questi atleti sono inoltre stati decisivi non solo nel raggiungimento del risultato positivo ma soprattutto nell’applicazione del nuovo modulo tattico scelto da mister Donadoni per sopperire all’assenza di Diawara per squalifica. Il giovane centrocampista guineano infatti può avere dinamismo e visione di gioco ma non è attualmente in grado di coesistere con un compagno al suo fianco condividendo responsabilità e rischi di un tandem di mediana.

Brienza Genoa (ph. Zimbio)

Franco Brienza ha entusiasmato contro il Genoa giocando da trequartista puro (ph. Zimbio)

Si dovrà lavorare necessariamente su questo aspetto per renderlo un giocatore completo ma intanto domenica contro il Genoa sono stati Taider e Brighi ad interpretare alla perfezione il ruolo abbinando quantità e qualità in modo continuo tanto da risultare alla fine tra i migliori rossoblù a livello di performance atletica con oltre 22km percorsi complessivamente. Spicca sicuramente il dato relativo a Matteo Brighi, 35enne che ha reinterpretato una scena già vista al Dall’Ara nella stagione 2001/02 quando lui era la metà giovane della coppia di mediana completata dall’esperto Renato Olive, oggi suo allenatore ogni giorno a Casteldebole. Curiosi ed interessanti corsi e ricorsi della storia. Giocare con il 4-2-3-1 ha poi giovato sicuramente a Franco Brienza che a 37 anni non può e non deve perdere fiato e lucidità in corse inutili sulla fascia o in rincorse di copertura da mezzala. La qualità del suo mancino serve nel cuore del gioco, pericolosamente vicina alla porta avversaria e soprattutto a servizio dell’attacco. Ed ecco che infatti si arriva al terzo punto con Sergio Floccari di nuovo in gol (anche se aiutato dalla fortuna) esattamente tre mesi dopo la rete al Sassuolo.

Floccari Genoa (ph. Zimbio)

Floccari di nuovo in gol contro Genoa dopo tre mesi esatti (ph. Zimbio)

Brighi, Brienza e Floccari sono tre acquisti arrivati in momenti diversi della stagione ma ugualmente guardati con sospetto da buona parte della tifoseria che riteneva poco lungimirante ingaggiare atleti ormai a fine carriera. Oggi invece con la prestazione di domenica hanno messo in crisi Donadoni che si trova a dover scegliere tra la continuità di risultato e quella di progetto. Scegliere la prima opzione significa proseguire nella strada individuata confermando modulo e di conseguenza anche interpreti anche nel prossimo turno ad Empoli, squadra già sazia ma che potrebbe mettere in difficoltà il Bologna utilizzando il trequartista tra le linee in un replay di quanto visto al Dall’Ara lo scorso inverno. Tornare invece al vecchio modulo ridando una maglia a Diawara vuol dire esporsi al rischio di spegnere subito la brace accesa contro il Genoa visto che, come detto, il baby centrocampista non ha nelle sue corde al momento la possibilità di giocare nel 4-2-3-1 e pertanto si andrebbero a spostare nuovamente molti intepreti: su tutti Brienza che dovrebbe essere impiegato a centrocampo o sull’esterno d’attacco. La vecchia guardia da risorsa diventa quindi un problema per Donadoni, ma l’abbondanza di scelte non può che far piacere.

Print Friendly, PDF & Email



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *