Bruno Bartolozzi: “L’incontro Tacopina-Saputo non si chiude oggi”


Questa sera su Telecentro, andrà in onda l’intervista di Alberto Bortolotti al caporedattore del Corriere dello Sport Stadio Bruno Bartolozzi, prevalentemente incentrata sui temi societari

– di Massimo Righi –

Tacopina e Saputo il giorno della presentazione del nuovo corso

Tacopina e Saputo il giorno della presentazione del nuovo corso

Durante la trasmissione “Il Pallone Gonfiato Monday Night”, eccezionalmente in onda di martedì questa settimana, è intervenuto il caporedattore del Corriere dello Sport Stadio Bruno Bartolozzi, per parlare in primis dei temi societari rossoblù. Intervistato dal conduttore Alberto Bortolotti, ecco le sue dichiarazioni, partendo da un suo parere sull’incontro fra Joe Tacopina e Joey Saputo, in corso durante la puntata, che sarà in onda su Telecentro a partire dalle ore 21: “Non credo che questo incontro darà dei responsi definitivi,  potrebbe non essere decisivo. I due contendenti hanno ricominciato a parlare, ma questo non significa che abbiano ultimato il percorso che porterebbe Saputo a gestire l’area tecnica e Tacopina quella amministrativo-commerciale, come da accordi preliminari, proprio come vorrebbe il canadese. Il presidente rossoblù però, vorrebbe far pesare il fatto di aver attratto partner ed investitori nel Bologna e di essersi speso più di tutti. In questo contesto ci sono delle cose da sistemare, fra cui le situazioni di uomini destinati ad occupare posizioni in società come Corvino ed altri come Fusco che stanno già lavorando”. L’incontro fra i due soci nordamericani porterà un esito, anche se non definitivo, su quali saranno i futuri scenari del Bologna, ipotizzando un accordo fra la recente proprietà ma anche la possibilità che riemergano i vecchi soci: “Noi su Stadio abbiamo tracciato un profilo tecnico di quel che potrebbe accadere, perché le inadempienze contrattuali nel contratto di cessione del Bologna sono evidenti e nessuno le nega. Ma sul giornale c’è anche un titolo relativo agli scenari che potranno accadere che dice “Tacopina e Saputo, per amore o per forza”, dove si spiega non c’è un’alternativa alla possibilità che si mettano d’accordo. L’ipotesi che si vada ad una soluzione come fu per Bologna 2010, dove il ricco Zanetti sta sull’Aventino e gli altri che vengono chiamati in causa in base alla situazioni, non credo sia ripercorribile; anche se limitato, l’investimento c’è stato con i soldi già immessi, oltre quelli destinati a Bologna 2010, per questo sarebbe un suicidio rompere questo equilibrio, anche se questo tiene conto delle dinamiche che si sono create. Saputo attende che venga consegnata a lui ed ai suoi uomini la gestione dell’area tecnica: già ieri Di Vaio si è lasciato scappare un lapsus freudiano parlando di proprietario Saputo e Tacopina presidente, lui la vede così, ma Tacopina non ci vuole stare perché avendo condotto la trattativa, essendo tornato quando con Zanetti sembrava tutto finito, avendo insistito per andare avanti e trovare nuovi investitori, pretende di essere un punto di riferimento. In mezzo però ci sono degli adempimenti da compiere, siamo già 10 giorni oltre il limite della presentazione della fideiussione ed entro il 15 dicembre ci sono diversi impegni economici che vanno ottemperati, perché davanti a questi la capacità mediatica non può bastare, serve dell’altro”. C’è un interrogatorio giurato dell’8 novembre, dove Tacopina dice che non ha intenzione di stabilirsi a Bologna e che le sue attività rimangono attive negli Stati Uniti, andando in contraddizione rispetto a quanto dichiarato da lui stesso. C’è quindi la possibilità che Tacopina non rimanga qui a fare il presidente operativo: “Il fatto che si facciano certe affermazioni, poi nel corso di una dichiarazione giurata si dica il contrario, merita il giusto peso perché fa parte del gioco. Il tempo e gli avvenimenti diranno se Tacopina ha intenzione di stabilirsi a Bologna oppure rimanere negli Stati Uniti. Il punto che deve fare riflettere è un altro. Tacopina è arrivato su un’onda di un entusiasmo perché ha caricato il futuro del Bologna di elementi valoriali, dando l’idea di una chiusura netta rispetto al passato. Quella scelta da Tacopina è una gestione aperta a tutti i tifosi, ma quest’idea va a contrastare con le dichiarazioni decisamente più chiuse rilasciate dopo il cda, quando disse che non verrà detto di chi è la proprietà del Bologna. Questa informazione deve essere esplicita, come può per esempio il sindaco, che ha appoggiato la scalata di Tacopina e Saputo al Bologna, non sapere di chi è il Bologna? Lo stesso vale per i tifosi. Qui trovo una contraddizione rispetto agli intenti. Credo sia molto importante, una volta che gli equilibri saranno ristabiliti, sapere con chiarezza di chi è il Bologna”. Stando in tema di contraddizioni in fatto di trasparenza, il conduttore Alberto Bortolotti ha ricordato che la Bologna FC USA, venne fondata in Connecticut il 1 maggio per poi venire trasferita in Lussemburgo poco dopo.

Albano Guaraldi, ex presidente del Bologna

Albano Guaraldi, ex presidente del Bologna

Le tematiche si sono poi spostate su argomenti riguardanti il campo, sulla possibilità di un eventuale esonero di Lopez e del tempo di cui il tecnico dispone per salvare la panchina: “Credo che la gestione Lopez sia legata a quella di Fusco e per ora, a meno che non prevalga nettamente il volere di Saputo, questa non cambi nell’immediato. Ci sarebbe grande imbarazzo se per esempio domenica il Bologna perdesse contro il Bari, perché anche dal punto di vista tecnico, entro il 15 dicembre, sarebbe difficile fare un cambio d’allenatore. Più in generale, bisogna ricordare che questa è una squadra nata dal nulla. Problemi radicali come c’erano l’anno scorso non ci sono più: non c’era gioco, non c’erano risorse né prospettive e non si segnava, mentre adesso ci sono cali di concentrazione e di tensione. Se si risolvessero queste situazioni (societarie n.d.r.), ottemperando quanto necessario, la squadra rimarrebbe più concentrata, perché l’incertezza rende più problematico l’approccio alle partite da parte di un gruppo che fa riferimento ad un momento delicato della proprietà”. Infine, riguardo l’era Guaraldi, Bartolozzi esce dallo schema valutativo su di essa, compiendo un’analisi su meriti e demeriti della vecchia proprietà: “Senza dare un voto, dico che l’era Guaraldi è stata segnata da una serie di vicende che hanno condizionato pesantemente tutto il suo cammino. Bologna 2010 ha salvato il Bologna dal fallimento, altrimenti oggi non si parlerebbe del club se quel gruppo d’imprenditori guidati da una brillante idea di Consorte, non si fosse messo in moto. Poi la cosa non è funzionata come doveva, non c’è stato un controllo sociale del Bologna. Vero è che la vecchia proprietà ha concluso con la retrocessione, offuscando il periodo che portò al salvataggio del Bologna in precedenza, ma non bisogna scordare che quegli imprenditori erano tutti di Bologna ed hanno impegnato soldi, 19 milioni, ed ai quali va dato atto di aver cercato di mettere in condizioni la società di trovare un acquirente importante e per questo merita che gli vengano fornite le garanzie che richiedono alla nuova proprietà, la quale si deve rendere degna di assolvere il ruolo di ulteriore salvatrice del Bologna”.

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