Bundesliga, è la tua ora! Tutti a caccia del Bayern di Carletto Ancelotti


Ancora poche ore e anche la Bundesliga avrà inizio: stasera Bayern Monaco-Werder Brema; domani Dortmund-Mainz. Ancora il vuoto tra i bavaresi e le altre?

– di Tiziano De Santis –

Manuel Neuer solleva il Meisterschale che vale, ai bavaresi, il titolo di Campioni di Germania 2015/2016 (ph. It.eurosport.com)

Manuel Neuer solleva il Meisterschale che vale, ai bavaresi, il titolo di Campioni di Germania 2015/2016
(ph. It.eurosport.com)

Tutto pronto, in terra tedesca, per l’inizio della Bundesliga 2016/2017. Chi riuscirà a soffiare lo scettro del Meisterschale al Bayern Monaco campione di Germania per 4 volte consecutive? Un quesito probabilmente troppo difficile da risolvere, se si rispolverano gli ultimi campionati giocati alla grandissima dai bavaresi, autori dell’omicidio della competizione stessa, considerando il gap con la prima rivale, il Borussia Dortmund, e, a seguire, con tutte le altre. Se si aggiunge, a tutto ciò, il fattore Ancelotti, nuovo tecnico pronto a riscaldare la panchina più ambita di Germania, stratega da sempre per bel gioco e vittorie ottenute in ogni club allenato, verrebbe da dire che oggi, a Bundes non ancora iniziata, per l’ennesima volta, non c’è storia (come ormai da anni), e che il titolo è solo una formalità per i marziani di Monaco di Baviera. Proprio questi ultimi saranno impegnati, stasera, nell’anticipo casalingo contro il Werder Brema del veterano Viktor Skrypnyk: un match che potrà dire molto al nostro Carletto sia circa la condizione fisica dei suoi sia riguardo lo stato di apprendimento degli schemi che il “Maestro di Reggiolo” ha cercato di mettere in pratica, sul campo, nel nuovo club.

Carlo Ancelotti con in mano la Coppa della Champions (ph. Gazzetta.it)

Carlo Ancelotti con in mano la Coppa della Champions
(ph. Gazzetta.it)

L’unico elemento in grado di distogliere il Bayern, in ogni sua cellula, dal titolo tedesco potrebbe venire ad essere il tentativo di conquistare la Champions tanto bramata dai piani alti della società; voci di corridoio filtrate dall’Allianz Arena descrivono, infatti, il passaggio di consegne tra Pep Guardiola e Carlo Ancelotti come un fallimento del primo nella corsa per la vittoria della coppa dalle grandi orecchie e un ingaggio non casuale del secondo, data la sua attitudine trionfante in Europa. L’ex-Milan, ricordiamolo, vanta di un palmares straordinario, oltre a risultare, in quel di Madrid, l’uomo della Decima, successo inseguito a lungo da Florentino Perez e finalmente giunto nella sala dei trofei dei Blancos nella finale del 2014, giocata e aggiudicatasi dalle Merengues 4-1 a discapito dell’Atletico di Simeone.

Marco Reus (di spalle) e Pierre-Emerick Aubameyang esultano dopo il gol segnato (ph. 90score.com)

Marco Reus (di spalle) e Pierre-Emerick Aubameyang esultano dopo il gol segnato (ph. 90score.com)

La storia contemporanea narra, invece di un Ancelotti che, imparato il tedesco, non vede l’ora di scendere in campo, per impreziosire, col proprio diktat, il calcio tedesco di un tiki taka volto all’attacco, non prigioniero di se stesso, bensì schiavo del pragmatismo dell’essere belli e, nello stesso tempo, vincenti. Ecco spiegati gli acquisti di Renato Sanches, 19enne portoghese ex-Benfica di prospettiva e di Mats Hummels, pilastro difensivo tedesco sino alla stagione scorsa al centro della retroguardia del Dortmund, l’unica rosa in grado di dare del filo da torcere ai mostri di Baviera, nonostante i punti di differenza che, nelle ultime annate, sono intercorsi tra i due team. La squadra di Thomas Tuchel può vantare dell’approdo, tra le vespe, di Andrè Shurrle e Ousmane Dembéle, oltre che del ritorno a casa di Mario Götze, talento puro rimasto inespresso negli anni trascorsi al Bayern e pronto a rimettersi in gioco, dimostrando le proprie qualità agli ex compagni e tifosi e cercando, perchè no, di fare uno scherzetto agli stessi. La tecnica di Marco Reus sulla trequarti e la conferma di Aubameyang in attacco possono costituire la marcia in più, per i giallo-neri, nel fine ultimo di guardare tutti dall’alto al basso a campionato terminato: se così fosse, la faida tra il Dortmund e i rivali di sempre del Bayern avrebbe clamorosamente un diverso protagonista e il Muro Giallo risulterebbe la nuova barriera da espugnare.

Le bandiere delle squadre di Bundesliga (ph. Youtube.com)

Le bandiere delle squadre di Bundesliga
(ph. Youtube.com)

Dietro a Borussia e Bayern, i primi posti della classifica saranno contesi tra: il Leverkusen di Roger Schmidt, ancora alla ricerca del primo Meisterschale della propria storia e che se la vedrà con il ‘Gladbach di André Schubert, con un Kevin Volland in più (lo scorso anno la seconda punta, all’Hoffeneheim, ha collezionato 10 assist e 8 reti) non ancora affiancabile al Chicharito Javier Hernandez (causa infortunio di quest’ultimo); lo Schalke 04 (in trasferta a Francoforte) che schiererà in più, rispetto alla stagione 2015/2016, Breel Embolo, 19nne acquistato dal Basilea e dalla fama di nuova promessa del calcio svizzero; il Wolsfburg di Dieter Hecking, impegnato in casa dell’Ausgburg e sicuramente più forte, almeno sulla carta, rispetto a fine maggio, grazie alla miscela tecnico-tattica dei nuovi arrivati Mario Gomez, Kuba BłaszczykowskiBorja MayoralJosip Brekalo (gli ultimi due sono giovani di prospettiva, il primo in prestito dal Real e il secondo ex-Dinamo Zagabria).
A seguire, tutti i restanti team, a cominciare da Mainz, Colonia ed Hertha Berlino, fino alle neopromosse Friburgo ed RB Lipsia, verosimilmente costrette a districarsi nei bassi fondi della graduatoria finale.
Il copione verrà rispettato o ne vedremo delle belle?

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