Buon compleanno a Julio Cruz


Julio Cruz, attaccante del Bologna dal 2000 al 2003, compie oggi 40 anni. El Jardinero, si ambientò gradualmente al calcio italiano e Bologna fu il suo trampolino di lancio

– di Massimo Righi –

Julio Cruz vestì la maglia rossoblù dal 2000 al 2003

Julio Cruz vestì la maglia rossoblù dal 2000 al 2003

Il giocatore – La rivoluzione dell’attacco rossoblù nell’estate del 2000, fa si che il presidente Gazzoni trovi dal mercato olandese un nuovo centravanti per sostituire Kennet Andersson, passato al Fenerbahce. La scelta cade sull’argentino del Feyenoord Julio Ricardo Cruz, salito alla ribalta per una doppietta alla Juventus in Champions League e di cui vengono ripetutamente mostrate le immagini. El Jardinero, così chiamato dai tempi del Banfield, sua prima squadra professionistica, arrivò così in rossoblù e Guidolin lo mise a dieta: troppo grasso, in Olanda poteva andare bene, qui no. Cruz dimagrisce, ma sul campo risponde meno del previsto con la tegola di un rigore mandato alle stelle a Torino contro la Juventus. Ciononostante, chiude l’anno con 7 reti. L’anno dopo Cruz è un altro giocatore e il Bologna vola anche grazie a lui, che va a segno 10 volte ma non solo: serve assist, manovra alla grande con Zauli e rafforza l’intesa con Beppe Signori di cui diventa amico. Nel 2002/03 si ripete in termini di reti e prestazioni, ma a fine stagione viene ceduto all’Inter a mercato quasi finito; Gazzoni ha bisogno di monetizzare ed i nerazzurri devono sostituire Crespo, passato al Chelsea del nuovo proprietario Abramovič. Ragazzo timido, non amava mettersi in piazza, ma per lui parlavano le prestazioni. Quando arrivò doveva essere fin da subito la punta di riferimento, ma non fece alcuna polemica quando gli vennero preferiti attaccanti più in forma.

La carriera – Julio Ricardo Cruz è nato a Santiago del Estero, nella parte nord dell’Argentina, il 10 ottobre del 1974. Iniziò a giocare a calcio con la maglia del Club Atletico Banfield, dove si mise in luce gradualmente e mostrando di avere le qualità per imporsi. Nel luglio 1996 passa così al River Plate dove vince due campionati consecutivi (Apertura ‘96 e Clausura ’97), segnando ben 17 reti e attirando su di sé le attenzioni di alcuni club europei. La spuntò il Feyenoord, che credette in lui e lo portò in Olanda, dove rimase per tre stagioni ripagando a suon di gol, ben 44 contando solo la Eredivisie. Al grande pubblico europeo si presentò con una doppietta in Champions alla Juventus che iniziò a far circolare il suo nome anche in Italia. Lasciò Rotterdam per sbarcare al Bologna in Serie A nel 2000, dopo aver vinto un campionato olandese ed una supercoppa. Dopo il triennio in rossoblù, iniziò l’avventura all’Inter ricca di successi: quattro scudetti e due Coppe Italia conquistate. Spesso comprimario, utilizzato a singhiozzi, Cruz rispose sempre presente, anche quando gli venivano dati pochi minuti, segnando gol decisivi o lasciando comunque il segno in qualche modo. La sua pacatezza e la sua professionalità, lo fecero presto diventare un idolo anche per i tifosi nerazzurri. Dopo 129 presenze e 49 reti in serie A con l’Inter, terminò la carriera alla Lazio nel 2009/10.

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