Buon compleanno a Kennet Andersson


L’ex attaccante rossoblù Kennet Andersson compie oggi 47 anni. Al Bologna dal 1996 al 2000, entrò nel cuore dei tifosi per la professionalità, la generosità ed i gol segnati

– di Massimo Righi –

Kennet Andersson, giocò al Bologna dal 1996 al 2000

Kennet Andersson, giocò al Bologna dal 1996 al 2000

Oggi compie 47 anni l’ex attaccante del Bologna (1996-2000), Kennet Andersson. Svedese di Eskilstuna, salì alla ribalta della cronaca sportiva per l’ottimo mondiale giocato negli Stati Uniti con la sua nazionale nel 1994, dove si distinse per aver segnato 5 reti trascinando la Svezia fino al terzo posto della rassegna.

Il giocatore – Kennet Andersson è la classica prima punta, alto 193 cm, dotato di una figura imponente, ma nonostante questo capace di muoversi con leggerezza e con un tocco di palla gentile, delicato. Mister Ulivieri ne sfruttava le doti fisiche, impostando il gioco del Bologna su di lui con numerosi lanci lunghi che Andersson smistava ai compagni di reparto con sponde precise e illuminanti per trovare la via del gol. Non segnava molto, tanto che il suo score non è traboccante in termini di reti, ma faceva segnare parecchio gli altri e soprattutto giocava moltissimo per la squadra permettendole di manovrare con una certa libertà, grazie ai suoi numerosi appoggi. Uomo cordiale, sorridente, come ogni svedese taciturno e tranquillo, caratteristiche estremamente apprezzate dai tifosi di cui divenne ben presto idolo osannato. Professionista esemplare, per indole ed educazione, non sollevò mai una polemica. Viveva in città con la moglie e diceva di apprezzare la salita a San Luca per godersi il panorama della città cui si affezionò immediatamente.

La carriera – Dopo il Mondiale USA, Andersson fu acquistato dal Bari dove con Igor Protti formò una coppia d’attacco di grande caratura, che a fine stagione siglerà 36 reti totali, purtroppo non sufficienti a salvare dalla retrocessione i “galletti”. In estate, la torre svedese venne acquistata dal neopromosso Bologna di Gazzoni, che dopo una trattativa serrata, lo firmò piazzando un colpo notevole come rinforzo per la stagione a venire. Nel primo anno bolognese, Andersson faticò a trovare la via del gol, nonostante in Coppa Italia con il Torino andò subito a segno. Infatti, la prima rete in campionato arrivò solo in novembre, sul campo della Reggiana e sotto un diluvio da ricordare. A fine stagione per lui furono 8 i centri messi a segno, ma per contro erano tanti gli assist dispensati e le giocate per i compagni. L’anno dopo, assieme a Baggio e Kolyvanov (già suo compagno l’anno prima) compose un attacco di primordine e nel suo score personale siglò 12 reti, suo record italiano; inoltre con il Divin Codino, dialogò alla perfezione, tanto da formare un tandem d’attacco molto ben assortito. L’anno successivo giunse Signori al posto di Baggio e Andersson segnò meno in serie A (solo 6 gol), ma gli impegni europei portarono via gol e fatiche ai rossoblù, compreso Andersson. Nel 1999 giocò due mesi alla Lazio, per poi tornare in rossoblù a novembre e giocare l’ultima stagione in Emilia, prima di finire al Fenerbahçe dove terminerà la sua carriera.

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