Buona la prima per l’Italia di Mancini: piegata l’Arabia Saudita per 2-1


All’esordio sulla panchina della Nazionale, Mancini piega l’Arabia Saudita: tra sprazzi di bel gioco, errori individuali e il ritorno al gol di Mario Balotelli. Venerdì altra amichevole con la Francia

– di Calogero Destro –

Roberto Mancini, qui a colloqui con Gianni Infantino prima del fischio d’inizio di Italia- Arabia Saudita (ph.zimbio)

Donnarumma; Zappacosta, Bonucci, Romagnoli, Criscito, Florenzi, Jorginho, Pellegrini, Politano,  Balotelli, Insigne: è questa la prima Italia di Roberto Mancini, che esordisce in Nazionale con una vittoria, piegando per 2-1 l’Arabia Saudita dell’argentino Pizzi. Un 4-3-3 dinamico, con tre punte veloci in avanti, quello scelto dal commissario tecnico azzurro, che ha visto alternarsi segnali positivi e cali di concentrazione da correggere al più presto. Il bel gioco a sprazzi, misto a qualche distrazione di troppo, sono la momentanea fotografia di questa squadra, che vede la fascia di capitano sul braccio di Leonardo Bonucci, successore di Gigi Buffon. Nel finale di partita, dopo aver subito il gol del 2-1, la squadra ha sofferto la pressione degli arabi (che hanno staccato il pass per Russia 2018), ritirandosi a ridosso della propria area di rigore e provando a partire in contropiede. La condizione fisica, arrivati a questo punto della stagione, ha indubitabilmente un suo peso: ma non giustifica la mancanza di personalità della squadra nell’ultimo quarto d’ora. Per Mancini, di certo, il lavoro non mancherà in vista dell’amichevole di venerdì prossimo contro la Francia.

Il ritorno di Mario Balotelli, che ha subito risposto presente con lo splendido sigillo dell’1-0 al 21′ (rientro sul destro e botta secca sul primo palo dai venti metri), è stata forse la nota più positiva della serata di San Gallo. Il centravanti ex Inter e Milan, epurato dal giro azzurro dopo la debacle del Mondiale brasiliano nel 2014, è il giocatore chiave nei piani di Mancini, il perno offensivo su cui ricostruire il reparto avanzato. Anche Mimmo Criscito, fido scudiero del tecnico jesino allo Zenit di San Pietroburgo, è apparso tirato a lucido: pronto per dare il suo contributo e magari per fare da chioccia ai più giovani (Spinazzola, al momento indisponibile, in primis). In mezzo, ottima partita per il romanista (nel mirino della Juventus) Pellegrini: il centrocampista classe 1996 è probabilmente il più pronto fra i giovani che dovranno dare una boccata d’ossigeno all’ambiente. Il 2-0 è stato siglato dal “gallo” Belotti, subentrato al 13 ‘ della ripresa a Balotelli ed andato a segno 11 minuti dopo sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Al 27’, invece, è arrivato il clamoroso errore di Zappacosta (prova in chiaroscuro per l’ex granata), che su un’incertezza a centrocampo da ultimo uomo ha favorito la volata di Al Shehri, bravo a dribblare Donnarumma e a fissare il definitivamente il punteggio sul 2-1.

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