In C spagnola, parte la squadra, non le maglie: gliele prestano. Vincono dopo un mese


La curiosa storia dell’UD Melilla, squadra di serie C spagnola che ha giocato e vinto grazie alle divise prestate dal Cadice

– di Leonardo Vicari –

La festa del Melilla con l’insolita divisa rimediata all’ultimo minuto (ph. Twitter)

Melilla è una città autonoma spagnola che si trova sulla costa orientale del Marocco. La squadra di calcio che la rappresenta se la cava, pure con qualche velleità, nel girone D in Segunda B (la nostra Serie C) e proprio dall’ Africa parte la sceneggiatura pallonara più romanzesca dello scorso weekend..

L’Union Deportiva Melilla si mette in viaggio sabato alla volta dell’Andalucia: il giorno successivo a San Fernando ci sarebbe da spezzare l’incantesimo che dopo un esaltante avvio ha immobilizzato la classifica della squadra da più di un mese.

Le avvisaglie, i sentori della vigilia? Non buoni, affatto: “troppo peso a bordo, la stiva è colma, tirateli giù quei borsoni..” sentenziava la compagnia aerea prima di accingersi a sorvolare il Mediterraneo con già a bordo i ragazzi di Mister Pastelero.

Ecco, “quei borsoni” contenevano tutto ció che distingue formalmente una ventina di giovanotti in gita per un addio al celibato da una squadra di calcio; mute, casacche, attrezzature mediche. Ricapitoliamo: il Melilla atterra ed è già tanto se ogni atleta ha nel proprio trolley le scarpe da gioco, lo spazzolino, forse l’imprescindibile cera per capelli.

Il tempo vola e serve una soluzione, benchè un surrogato. Sì, perchè la maglia nel calcio è icona, appartenenza, culto: sicuramente per i tifosi e talvolta, pare, pure per chi la suda…

“Ci si puó provare…” rispose giusto giusto qualche anno prima il Duca di Medina Sidonia al Re Filippo II , che affidava così il comando dell’Invincible Armada ad uno che non era mai nemmeno salito su una barca… E deve aver pensato qualcosa di simile la dirigenza del Melilla scrollando agitatamente il pollice alla ricerca di un contatto con un suo omologo del Cadice, la città più vicina a quella del loro incontro.

“Polleggio, regaz” pare abbiano risposto dall’altra parte dello smartphone: in un attimo il Melilla veniva fornito di maglia e calzoncini Adidas della terza divisa del Cadice, con braghe della seconda per non emularsi cromaticamente in tutto e per tutto. Un completo rosa, giallo e bianco rischia di fare un po’ a pugni con sè stesso ma a Cadice il Carnevale è una roba piuttosto seria..

Pettorine e valigia di primo soccorso, insieme alle maglie dell’anno precedente per rifinitura e riscaldamento, andavano a completare il rapido omaggio.

Beh, facciamola breve: il Melilla ha sbancato lo stadio Bahia Sur. Lo ha fatto anche grazie al gol di Josè Luis Garcia Perez, proprio lui fresco ex di turno a San Fernando. Proprio lui, nato 21 anni fa a Jerez de la Frontera, che si trova a segnare con lo scudo degli atavici rivali sul cuore.

Ma questa è un’ altra storia.

Forse.

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