Il calcio piange Johan Cruijff, il profeta del calcio


A 68 anni si è spento il leggendario Johan Cruijff, talento formidabile che ha fatto le fortune di Ajax e Barcellona e regalato spettacolo agli appassionati di tutto il mondo

– di Marco Vigarani –

Cruijff ha vinto (ph. VIvelohoy)

Johan Cruijff si è spento oggi a 68 anni (ph. VIvelohoy)

Non importerebbe in realtà nemmeno spendere troppe parole per spiegare anche ad un totale profano del calcio chi sia stato Johan Cruijff ed il motivo per cui oggi il mondo del pallone piange lacrime amare per uno dei suoi eroi. La definizione che diede il cronista Sandro Ciotti di Profeta del gol è perfetta per riassumere in sè tutte le caratteristiche che resero quell’atleta sopraffino un simbolo degli Anni 60 e 70, capace di far amare lo sport a chiunque rendendolo di fatto più simile che mai ad un’opera d’arte. Un altro grande interprete del calcio in parola, Gianni Brera, coniò per lui invece l’immagine del Pelè bianco che delinea la straordinaria abilità di Cruijff, capace di vincere 10 campionati, 3 Coppe dei Campioni, altrettanti Palloni d’Oro e poi trasferire quella mentalità dominante anche nel suo lavoro da tecnico. Egli appartiene infatti alla ristrettissima cerchia di allenatori in grado di vincere la Coppa dei Campioni anche sulla panchina dopo aver trionfato in campo. Se ne è andato a 68 anni dopo aver provato a rasserenare gli animi dei suoi estimatori solo poche settimane fa con queste parole: “Sto battendo il cancro 2-0“. Raccontare i suoi gol e le sue magie senza tempo sarebbe superfluo ed è sicuramente meglio gustarsele in un video qui sotto, ma per ricordarlo nel giorno dell’addio si possono leggere alcuni messaggi significativi.

Cruijff ha collezionato 365 presenze con la maglia dell'Ajax (ph. FrickFoot)

Cruijff ha collezionato 365 presenze con la maglia dell’Ajax (ph. FrickFoot)

Un sorriso nel giorno del dolore per Jorge Valdano che ha ricordato il carattere spigoloso del campione: “Una volta in campo il gioco fu interrotto per un fallo senza importanza e Cruijff si mise a protestare. Gli suggerii allora di tenere per sé quel pallone e di darcene un altro, ma mi guardò con una certa aria misericordevole e chiese come mi chiamavo e quanti anni avessi. Risposi che ne avevo venti e lui disse: ‘Bene, a 20 anni a Cruijff si dà del lei’“. Gratitudine e stima nel pensiero di Pep Guardiola: “Un genio, una leggenda, l’uomo che cambiò la mentalità del Barcellona. Cruijff ha dipinto la cappella Sistina, Rjikaard, Van Gaal ed io abbiamo solo aggiunto qualche pennellata“. Commozione sincera per Franz Beckenbauer: “Per me non era solo un buon amico, era come un fratello per me”. Anche l’altrettanto leggendario Pelè non dimentica: “Abbiamo perso un grande uomo, un grande calciatore e allenatore. Lascia un’eredità molto importante per la nostra famiglia del calcio“. Un altro grande come Bobby Charlton: “E’ stato uno di quei grandi calciatori capaci di entusiasmare il pubblico. Amava il calcio, amava lo sport e amava la vita“. Barcellona, Ajax e Federcalcio olandese hanno scelto poche semplici righe ma il pensiero è univoco: “Ci lascia il più grande calciatore olandese di tutti i tempi e uno dei migliori al mondo in assoluto“.

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