Il calvario di Luca Rizzo: indisponibile un giorno ogni quattro


Settimo infortunio in rossoblù per Luca Rizzo che raggiungerà i 150 giorni di assenza: uno ogni quattro a Bologna. Sono già 15 le gare perse in due anni

– di Marco Vigarani –

Un giorno di assenza ogni quattro per Luca Rizzo dal suo arrivo a Bologna (Ph. Getty Images)

Quando lunedì mattina il Bologna ha comunicato con una nota ufficiale sul proprio sito il nuovo infortunio occorso a Luca Rizzo in tanti hanno imprecato ancora una volta contro un destino davvero beffardo e crudele. Non si può infatti restare indifferenti di fronte alla sfortuna di un ragazzo di appena 24 anni che nelle ultime due stagioni ha fatto regolarmente tappa in infermeria non riuscendo praticamente mai a trovare continuità negli allenamenti e quindi anche nell’impiego in prima squadra. Si tratta del settimo ko in maglia rossoblù per il giovane esterno genovese acquistato dalla Sampdoria nell’estate del 2015 e, se è vero che la maggior parte degli acciacchi ha avuto una causa muscolare, lo è altrettanto il fatto che non si possa trovare una localizzazione specifica. Coscia o polpaccio, a destra o a sinistra, purtroppo non c’è gamba che non abbia causato uno stop di durata medio-lunga. Il primo ko dell’avventura rossoblù di Rizzo fu a Castelrotto dopo una sola settimana di ritiro e gli impedì di concludere la prima fase di lavoro con i compagni. Rientrato in tempo per la sfida di Coppa Italia contro il Pavia, in quell’occasione fu costretto a chiedere il cambio dopo un colpo alla caviglia destra che lo fermò per tre settimane. A dicembre 2015 poi nella sua Genova il ko più grave per una lesione del bicipite femorale della gamba destra che lo costrinse a ben 40 giorni lontano dagli allenamenti con i compagni complicandone maledettamente la stagione. La sfortuna però non aveva ancora finito con lui e così a fine aprile ecco altre tre settimane di infermeria per recuperare da un affaticamento ai flessori della coscia destra. In totale l’anno scorso sono stati ben 94 i giorni di assenza che hanno portato a perdere ben 10 partite nel corso della stagione.

Luca Rizzo a Kitzbuhel raccontava di un programma persnalizzato utile a prevenire ulteriori infortuni

L’estate 2016 è stata invece fortunatamente tranquilla per Rizzo che ha lavorato regolarmente con i compagni per tutta la durata del ritiro spiegando anche in conferenza stampa di seguire un programma specifico pre e post allenamento finalizzato al superamento definitivo dei problemi dell’annata precedente. La sfortuna però era dietro l’angolo e così l’esterno si è dovuto fermare quasi subito per una settimana a settembre a causa di un risentimento al polpaccio sinistro. Ancora un avvio a handicap per Rizzo che è rientrato in gruppo senza guadagnarsi praticamente mai una possibilità in campo fino al nuovo ko: a novembre è arrivata una lesione di primo grado al semitendinoso della coscia sinistra e con essa un nuovo mese tra infermeria, terapie e lavoro differenziato. Sono passati poi appena una sessantina di giorni ed il suo fisico ha ceduto nuovamente la scorsa settimana: la diagnosi parla di un risentimento al semimembranoso destro con una prognosi di 2-3 settimane che porteranno a quota 60 i giorni di assenza nel corso della stagione attuale per un totale probabile di 7 gare perse. Un rapido conto ci permette davvero di comprendere il calvario fisico di Luca Rizzo che in appena un anno e mezzo al Bologna ha già collezionato 150 giorni di assenza ovvero in pratica è stato indisponibile un giorno ogni quattro. Purtroppo la sua carriera precedente aveva già mostrato qualche avvisaglia di un fisico difficile da gestire che lo aveva portato a perdere già 18 gare nelle tre annate vissute tra Pisa, Modena e Sampdoria ma la sequenza di stop vissuti nel corso della sua esperienza rossoblù ha davvero superato anche la più pessimistica delle previsioni. Non si può che augurare al ragazzo di recuperare la piena efficienza e soprattutto di riuscire ad evitare in futuro ulteriori problemi per potersi davvero giocare le sue carte in un Bologna che forse deve ancora davvero scoprirne le doti.

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