I campionati irregolari: Monte Paschi e Parma si apprestano a vendere i migliori. Dov’è la logica?


Ci sono le scommesse, vero. L’ennesima macchia di un mondo di ingordi che non si contentano di soldi, gnocche e Ferrari come se piovesse ma vogliono di più, idolatrati da quella che appare come una manica di stolti in attesa della prossima, inevitabile inchiappettata. Ma c’è anche un doping tecnico/amministrativo (poi spieghiamo perché le due cose vanno di pari passo) che altera profondamente i tornei.

Non c’è altra soluzione, ritengo, se non una profonda – e perciò inattuabile – riforma delle Leghe. L’elite deve essere quella fissa, inscalfibile da una retrocessione (format da abolire, immediatamente, che produce disequilibri esiziali), un meccanismo di tutela degli investimenti e di garanzia di equità. Se retrocedi, ti avvicini al crack, non paghi giocatori e allenatori i quali sono incentivati a vendere partite, creando ulteriori distorsioni. Quando sai che guadagni solo se sei in cima, e dalla B in giù (per inciso: la B di calcio ha capito da tempo che il baratro è a un passo e almeno ha provato a porre argine) prendi solo rimborsi, almeno ti torna fame. Quella fame che devi avere: se lo meriti, sali e fai i soldi. Sotto no, la “pilla” non c’è, le dirette tv servono solo per due spiccioli di visibilità al panettiere che ti sponsorizza per pagare le trasferte ed è già molto se ti regalano scarpe e tuta. Così, solo così, puoi salvarti e depotenziare il fenomeno del totonero.

Antonio Cassano e Parolo.

Antonio Cassano e Parolo.

Ci sono due casi recenti di doping al tempo stesso contabile e sportivo evidentissimi.

Uno è Siena, nel basket. Ma che senso ha giocare con Hackett, forse il miglior cestista italiano, emigrati a parte, per un po’ di mesi e poi venderlo a Milano a campionato in corso? Passi, come ha dottamente scritto Bianchini, per la massa informe di stranieri di ogni risma e livello – quasi sempre scarsoni pazzeschi – che infestano A1 e Legadue. Ma anche gli italiani, i nazionali? E da una big che gioca in Eurolega all’altra? Si è mai visto? Come se Brunamonti fosse finito a Treviso o Coldebella a Pesaro, ai tempi.

Dice: Siena è in difficoltà. Bene, non si iscrive. Quale è il problema? Che i contradaioli sfasciano tutto? Sarà il caso che lo stato cominci a pensare che l’ordine pubblico va tutelato anche dagli assalti dei facinorosi dello sport (non uso il termine ultrà perché viene posto con accezione negativa, mentre c’è anche tanto di buono). Occorre un meccanismo di sbarramento a monte, non si può pensare che l’equilibrio competitivo venga alterato così platealmente. Se proprio si vuole consentire, si impedisca una cessione in Italia. I toscani si indeboliscono, ma almeno nessuna concorrente domestica si rafforza.

L’altro è Parma, nel calcio. Offerti al miglior prezzo Antonio Cassano e Marco Parolo, i migliori. E tutto questo perché Ghirardi dopo il 1°gennaio non se la sente di garantire personalmente i disavanzi profondi del club emiliano, autore di memorabili “sboronaggini” all’epoca di Tanzi, quindi recidivo. Certo, mi si può obiettare dal Ducato, guardati in casa Bologna. Lo so che sono povero, ma lo sono da inizio stagione. E comunque se a Casteldebole cederanno Kone, una volta terminata la lotteria sul nuovo tecnico, dirò la stessa cosa. Ma Fantantonio torna alla Samp, e quindi una concorrente alla retrocessione sale di livello. Parolo va al Milan, e in quei gorghi piomba il Parma.

Ditemi dov’è la logica, a campionato in corso.

Parma out dalla A? E dopo cosa succede, lo sciopero dell’anolino e della spalla cotta?

Ci sono problemi più grossi, credetemi.

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