Cantù cambia le regole, mezza Serie A in rivolta


Cantù tessera un settimo extracomunitario con Johnson, chiede il cambio delle regole in corsa e scatena la reazione di almeno mezza Serie A, compresa la Virtus

– di Marco Vigarani –

Il presidente federale Petrucci (ph. FIP)

Il presidente federale Petrucci (ph. FIP)

Frontiere spalancate, mercato sempre aperto, italiani a scaldare la panchina per fare numero: ecco come in pochi anni il basket italiano ha distrutto la sua credibilità. I tifosi fanno sempre più fatica ad identificarsi con una squadra che potenzialmente può cambiare giocatori di continuo legandosi a contratti di breve durata spesso con stranieri giramondo che vivono ogni tappa del loro percorso con la valigia pronta. I club a loro volta generalmente si impegnano soltanto a cercare gli extracomunitari con il miglior rapporto qualità-prezzo senza investire sul proprio settore giovanile ed inserendo italiani in rosa spesso solo per rispettare le regole di composizione del roster ed accedere a bonus economici. Proprio tali norme in questi anni sono diventate un dedalo di formule ed in queste ore hanno scatenato un caso decisamente spinoso sul quale oggi pomeriggio sarà chiamata ad esprimersi la Corte Federale in seguito alla rivolta delle squadre di mezza Serie A (Virtus compresa) contro il comportamento di Cantù.

Il club lombardo ha infatti deciso di tesserare lo statunitense JaJuan Johnson sfruttando un’interpretazione particolare delle regole su idea del gm Della Fiori con l’assenso del presidente di Lega Marino che però non può bastare a regolarizzare la posizione della società. Avendo scelto ad inizio stagione la formula del 5+5 come bilanciamento in rosa tra italiani ed extracomunitari, Cantù aveva a disposizione al massimo sei visti extra e quindi per tesserare il lungo ex Volgograd ha deciso di passare in corsa al regime del 3+4+5 che consente di avere a disposizione altre due possibilità di tesseramento. Cambiare opzione a campionato in corsa è consentito soltanto a patto di versare una cauzione di 40mila euro ma il vero problema per i brianzoli è la totale assenza nel roster dei quattro atleti comunitari che sarebbero invece richiesti nella nuova formula. In pratica Cantù ha scelto di applicare la lettura più estensiva di un regolamento decisamente incerto che potrebbe consentire di ignorare la differenza tra extracomunitari e comunitari andando a trasformare in pratica il 3+4+5 in un astuto 7+5.

Cantù tessera JaJuan Johnson e pretende di cambiare formula (ph. Ciamillo & Castoria)

Cantù tessera JaJuan Johnson e pretende di cambiare formula (ph. Ciamillo & Castoria)

Ovviamente questa scorciatoia non è passata inosservata agli altri club di Serie A che pretendono un’applicazione pulita dei regolamenti ed invece si sono trovati praticamente di fronte al fatto compiuto con una grave mancanza di chiarezza da parte del presidente federale Marino. Otto società (Bologna, Milano, Reggio Emilia, Cremona, Torino, Trento, Pistoia e Pesaro) al momento sono sul piede di guerra ma anche altri potrebbero unirsi alla protesta per un’applicazione insolita del regolamento che, offerta in corso d’opera, produce una grave disuguaglianza ed un vantaggio per Cantù rispetto alle altre contendenti. Pesaro poi ha chiesto addirittura la convocazione di un’assemblea straordinaria durante la quale Marino potrebbe essere sfiduciato insieme al suo vicepresidente Cremasoli che è anche il numero uno proprio del club lombardo.

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