Caos Parma, la nuova proprietà non convince


Clamorosa gaffe del nuovo presidente del Parma Fabio Giordano, che non svela i nomi che si celano dietro la holding e confonde il nome della controllante

– di Massimo Righi –

Il neo presidente del Parma Fabio Giordano (ph. LaPresse)

Il neo presidente del Parma Fabio Giordano (ph. LaPresse)

Se i segnali positivi erano carenti, il ritardo di quasi due ore con cui è iniziata conferenza stampa di presentazione del nuovo Parma, non ha aiutato a fugare i dubbi. Di certo c’è che Pietro Doca, il gioielliere lodigiano indicato in un primo momento come nuovo numero uno del club, non era presente ieri. Il suo nome non si legherà a quello del club ducale, come dirà il neo presidente del Parma, l’avvocato Fabio Giordano: “Si è dimesso perché si è sentito pressato dall’attenzione mediatica, rispettiamo la sua scelta”. Era presente invece Pietro Leonardi, amministratore delegato e uomo di riferimento del club, senza dubbio la figura più affidabile presente in organigramma . Si può quindi affermare che Ghirardi ha venduto, ma il mistero rimane. Infatti, l’avvocato Giordano è stato abbastanza criptico in sede di conferenza stampa, annunciando dapprima che la società acquirente è la “Dastrosa Holding Limited”, correggendosi successivamente con la “Dastraso Holding Limited”. La società con sede a Cipro, non è però reperibile nell’elenco delle holding dell’isola e pertanto, intorno all’affare, rimane un alone di mistero.

Leonardi resterà direttore generale con pieni poteri, ma per il resto non si è parlato di alcuna cifra, dichiarando per lo più cose abbastanza scontate, lungi da alcuna certezza soprattutto sui nomi degli investitori: “Sono state firmate tutte le carte – ha affermato Giordano – la società che ha acquisito il pacchetto di maggioranza del club è russo-cipriota e opera nel settore dell’estrazione petrolifera. Poiché sono legato a un patto di riservatezza non posso fornire l’identikit dei soci. Posso dire che intendiamo lottare per rimanere in Serie A” – e ancora – “Siamo tutte persone conosciute e la società in questione non è in alcuna black-list. Capita anche in altre operazioni che il nome dell’azionista principale non sia reso noto. Non c’è l’arabo di turno che prende una società e poi la fa fallire. Non c’è nessuna spy story – ma dietro all’operazione continua ad aleggiare il nome di Rezart Taçi, di cui da giorni si parla come investitore di riferimento, su cui invece Giordano glissa – Non me la sento di dire che fa parte dell’azionariato, ma i legami tra l’ingegner Taçi e il mio studio legale ci sono”. L’unica certezza, è che la nuova società dovrà coprire i debiti, trovando accordi con i creditori per dilazionare i pagamenti pregressi. Inoltre bisognerà immettere capitali, per creare le fondamenta del club e di conseguenza affrontare il mercato di gennaio: il Parma, ad oggi, non è competitivo e la salvezza pare un’utopia.

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