Capodanno a fiato corto. Inter, torni seria? Milan, countdown in apnea


Momento verità per l’Inter, che non vince da cinque gare ed affronta la Lazio per la Champions. Attesa (e resistenza) fiduciosa per il Milan, che sfida la Fiorentina con una voglia matta di 2018

– di Enzo Cartaregia –

Di buone intenzioni, saranno lastricante anche le vie del 2018. Ma ad Inter e Milan tocca giocare d’anticipo sul nuovo anno, a poche ore da un brindisi carico di speranze ben oltre il previsto.
Stavolta, parlare di futuro, è davvero strategia obbligata per le milanesi. A fine anno, quanto al termine del girone d’andata, hanno infatti il fiato corto i rossoneri quanto i nerazzurri, per di più se di mezzo c’è un derby della Madonnina.
E l’Inter scruta la Lazio in cerca di motivazioni, sperando siano state semplicemente quelle a mancare nel crollo di fine anno. L’ottima salute della Fiorentina è piuttosto l’ultimo ostacolo per un Milan che – Coppa Italia esclusa -fatica ancora a riappacificarsi con la realtà.

Ciro Immobile in campo contro l’Inter per l’aggancio ad Icardi: l’argentino ha segnato 17 reti, una in più di lui (ph. Postbreve.com)

INTER-MEZZO CONCLUSO? – Se è stata tempesta in un bicchier d’acqua, il posticipo di San Siro dovrà capovolgere la rotta. Di certo c’è che ai nerazzurri, caduti in discesa, è bastato davvero poco per far svanire la magia di una partenza da campioni.  Cosa ne sarà, dunque, di un’Inter che non conosce mezze misure?
In un verso o nell’altro, lo spareggio per la Champions contro la Lazio è senz’altro l’argine all’incertezza, sulla strada della formazione di Spalletti.
L’aut-aut si condensa stavolta in soli 90’. Prendere o lasciare, per l’Inter, che potrà tornare in prima fila nella corsa allo scudetto o rientrare nei ranghi di una stagione di transizione. Consumati l’exploit ed anche la favola del primato, restano adesso da scacciare non poche figure barbine.

E fa riflettere, se non altro, la veloce uscita di scena del post-derby, quello perso ai supplementari contro il Milan in semifinale di Coppa Italia. Bruciano molto di più tutte le altre debacle, contro quelle “piccole” che hanno giocato a sbeffeggiare l’ex capolista della Serie A, in un grottesco gioco dei contrari.
La Lazio vanta comunque ben altri toni, rispetto alle amnesie suicide di metà calendario che hanno benevolmente distribuito punti sul fondo della classifica. Gli uomini di Simone Inzaghi procedono appunto a tutta velocità verso i posti di comando in Europa, seppur con lo stop interno imposto dal Torino servito ad allontanare la chimera della perfezione. Stabili a -4 dai nerazzurri, gli aquilotti hanno rimediato appena tre sconfitte, restando gli unici a stanare, allo Stadium, i campioni in carica della Juventus.

Tentare nuovamente l’impresa è così più che lecito per i laziali, che qualora ci riuscissero passerebbero clamorosamente ad un passo dal podio. Ed il giro di boa si fa un vero e proprio crocevia, a San Siro, in cui evitare contraccolpi.
Per questo mister Inzaghi disporrà i suoi col 3-5-1-1, dando fiducia a Wallace in difesa quanto a Luis Alberto alle spalle di Ciro Immobile. E per l’aggancio, o qualcosa di simile, gioca infatti l’ex Borussia Dortmund, nel confronto con l’altro uomo-gol della Serie A.
Diciassette gol, uno in più dell’attaccante biancoceleste, li vanta infatti Mauro Icardi, che ben dodici li ha però segnati davanti i 50mila e più di fede interista.

E’ insomma blindato, nonostante le cinque gare di shock, il 4-2-3-1 “Maurito dipendente”. In difesa si rivedranno Santon, Ranocchia e Cancelo, in mischia senza tante incertezze complici gli infortuni patiti da Miranda e D’Ambrosio.
Davanti un nuovo girone, prima che un nuovo anno, cambiano dunque della stagione nerazzurra. Tra sogni di gloria e caduta in purgatorio c’è soltanto il rischio di un big match.

Patrick Cutrone sarà titolare contro la Fiorentina. Ma adesso, il Milan, attende soltanto tempi migliori (ph.Zimbio)

APNEA MILAN, CON L’ONDA IN ARRIVO… – Davanti agli spettri, si stacca anche il respiro. Adesso, non è più una questione di limiti sorti e paure incombenti. Ed aspetta infatti che il tempo passi un Milan che attende cambi il resto, se non è riuscito a cambiare se stesso.
Il 2018 potrà allora voltare pagina soltanto simbolicamente, rispetto ad una stagione dei contrari in cui sembra il passare dei giorni l’unico possibile alleato dei rossoneri. In attesa, loro, di tempi migliori, tra calendario e mercato, sapendo che è davvero difficile possa esser più buio di così.

Sul terreno della Fiorentina, stavolta, anche i pronostici si opporranno a priori ad un acuto dei rossoneri. Gli uomini di Pioli procedono appunto con tutto quello che manca al Milan: la stabile, definitiva forza della normalità.  E sono troppi,  invece, i treni persi dalla formazione di Gattuso e – messa di lato la Coppa Italia – non è certo al “Franchi” che la società di mister Li avrà il coraggio di alzare un dito e chiedere una scossa.
Il derby vinto contro l’Inter non salva dunque nessuno, se la classifica, in Serie A, parla di una squadra uscita da una catastrofe. Se per conquistare la finale, a Patrick Cutrone, è servito l’extra-time, altrettanto servirà ai rossoneri per sperare ancora in un’inversione di tendenza. Indotta, questa volta e soltanto dopo una sfida ai viola che è ben oltre le possibilità dei rossoneri, già proiettati al girone di ritorno.

Non ne fa quindi mistero Gennaro Gattuso, che riconosce la stanchezza della squadra ed ammette che “sarà difficile”.
Il Milan giocherà per non prenderle e tenere il contatto proprio con la Fiorentina, che a 27 punti ha tre lunghezze di vantaggio sul diavolo. Definitivamente risucchiati nella parte destra della classifica, i rossoneri rischiano l’avanzata di Bologna, Torino ed Udinese – a pari punti -, pur guardando (paradossalmente) al Crotone.
E’ infatti nella sfida coi calabresi, la prima del 2018, che Bonucci e compagni cercheranno di sbarrare la strada al surreale. Contro i calabresi – distanti adesso 9 punti – sarà l’ultima chance per non piombare in una incredibile corsa lontano dalla Serie B.

E ad un tabù rotto, ne corrispondono altri creati. Non si parla più di Europa, tra i rossoneri, né di calciomercato, con la testa bassa sull’orlo del precipizio per evitare di far scandalo. Non a caso tornerà tra i pali Gigio Donnarumma, che mettere in pausa l’affaire culminato nella mancata convocazione, dentro in un 4-3-3 inedito. Onore al merito, dunque, a Cutrone, che scalza le alternative al centro dell’attacco. Calabria torna invece a destra.
A specchio si schiera la Fiorentina, ad organico completo per brindare al nuovo anno. Laurini, a destra, sarà preferito ad Hugo, così come Chiesa, sullo stesso lato, in attacco al posto di Dias.
E’ difficile, per il Milan, vada peggio di così, mentre si intravede un’onda all’orizzonte. Se servirà a sommergere o spingere a largo i rossoneri, poco c’entrerà col risultato del “Franchi”. Intanto arriva il momento di resistere. In apnea, almeno fino a Capodanno.

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