Carpi, zero blasone ma tanta fame


Il Carpi calcio è ormai prossimo alla promozione in serie A. Senza avere un storia di livello né giocatori di grido, ha messo insieme un collettivo straordinario costruito dalla Lega Pro e dalla serie D

– di Massimo Righi –

Il capitano del Carpi, Filippo Porcari (ph LaPresse)

Il capitano del Carpi, Filippo Porcari (ph LaPresse)

C’è una città di circa 70.400 abitanti la cui squadra di calcio comanda il campionato di serie B a dodici punti da quella della settima città più popolosa del Paese con 386.171 abitanti. Le città in questione sono Carpi e Bologna. Il Carpi è una squadra della provincia modenese approdata in serie cadetta appena due anni fa e che non ha mai vinto alcun trofeo, mentre Bologna è il capoluogo di provincia dell’Emilia-Romagna, la cui squadra ha partecipato a 68 campionati di serie A vincendola per 7 volte, oltre a mettere in bacheca 2 Coppa Italia, 3 Mitropa Cup, 1 Torneo Internazionale dell’Expo Universale di Parigi, 1 Coppa di Lega Italo-Inglese e 1 Coppa Intertoto. Mercoledì sera queste due realtà calcistiche agli opposti, si sono affrontate in un impianto, quello del Carpi, che è il secondo più piccolo della serie B con 4.164 posti, che ospita 10 spettatori in più rispetto a quello dell’Entella (il Dall’Ara è circa 8 volte questi stadi). In questo palcoscenico, il Carpi ha rifilato tre gol al blasonato avversario. Il Carpi è l’ultima delle cosiddette “favole” del panorama calcistico degli ultimi anni dopo i già famosi casi del Chievo e del Sassuolo, approdati nella massima divisione italiana davanti allo stupore generale e all’invidia di qualche nobile decaduta. Visto lo straordinario cammino della realtà biancorossa, è opportuno scoprire da dove vengono gli interpreti che stanno aiutando il Carpi a veleggiare verso la serie A.

La squadra del patron Bonacini è la terza più giovane della divisione con una rosa dall’età media pari a 24,2 anni ed il valore complessivo di questa si aggira attorno ai 17 milioni di euro. Il Carpi in estate ha rinnovato parecchio la rosa dopo il 12° posto conquistato nella B 2013/14, inserendo giocatori come Gabriel, Suagher, Struna e Lasagna, confermando giocatori funzionali come Gagliolo, Poli, Lollo, Porcari, Bianco, Letizia e Di Gaudio, oltre a Mbakogu, consegnandoli nelle sapienti mani di mister Fabrizio Castori, allenatore che bada al sodo, capace di costruire una squadra che sta dominando il campionato e che a 9 turni dalla fine è capolista solitaria a +12 dalla seconda. E dire che per puntare a consolidarsi in B, in estate il ds Giuntoli ha puntato su Mbakogu, svincolato dopo il crack del Padova, Gabriel giovane portiere del Milan che aveva poco convinto in rossonero, Struna esterno sloveno sconosciuto arrivato in prestito dal Palermo e Lasagna attaccante dell’Este che militava in serie D. Ma coloro che erano già in rosa non provenivano certo da realtà di livello. Letizia arrivò dall’Aversa Normanna (Lega Pro), Di Gaudio dalla Virtus Castelfranco (serie D), Gagliolo dall’Imperia (serie D), Poli dall’Arezzo (Lega Pro), più i vari Lollo, Porcari e Romagnoli, gente che conosce la B. Il Carpi non ha puntato quindi su giocatori di alto livello o già affermati, ma ha speso poco o niente scegliendo calciatori giovani, affamati e volenterosi, dando lezioni di calcio a tutta la serie B.

Print Friendly, PDF & Email



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *