Carratelli e Pecci ricordano Bruno Pesaola


Ecco i sentiti ricordi del giornalista Mimmo Carratelli e dell’ex rossoblù Eraldo Pecci andati in onda ieri sera durante Il Pallone Gonfiato Monday Night dedicato alla memoria di Bruno Pesaola

– di Marco Vigarani –

Bruno Pesaola (ph. napolisport.net)

Bruno Pesaola (ph. napolisport.net)

A pochi giorni dalla scomparsa di Bruno Pesaola, è andata in onda ieri sera una puntata del Pallone Gonfiato Monday Night per ricordare il lavoro dell’ex allenatore rossoblù che nel 1974 ha conquistato l’ultimo trofeo della bacheca emiliana. Oltre ad esaminare il percorso bolognese del tecnico attraverso l’analisi delle rose allenate, sono intervenuti telefonicamente anche due ospiti che hanno apprezzato e conosciuto bene il Petisso.

Per primo è stato il giornalista Mimmo Carratelli a prendere la parola spiegando: “Gli ultimi giorni dopo la scomparsa di Pesaola sono stati duri perchè se n’è andato un protagonista di un calcio che ormai non c’è più. Lo sport di allora era romantico e lui era una persona leale e generosa: per me a livello umano uno dei migliori allenatori che abbia mai incontrato. Anche a livello professionale era uno psicologo incredibile: un anno addirittura in Coppa delle Alpi, dopo un primo tempo deludente, convinse il Napoli che la Juventus stesse vincendo l’altra partita ottenendo una grande reazione ed una vittoria netta anche se in realtà i bianconeri non avevano neanche concluso la gara“. Il cronista ha poi illustrato il rapporto tra Pesaola e Napoli: “Lui e Maradona sono stati due argentini che hanno reso felici i napoletani ma in particolare il Petisso è stato ancor più partenopeo di Diego perchè da allenatore ha vissuto la doppia anima della città, quella felice infelicità che ci caratterizza da sempre. Non è un caso che anche le nuove generazioni lo abbiano ricordato perchè Pesaola era una persona che attirava affetto“. Carratelli ha poi ricordato una frase legata all’esperienza in rossoblù: “Una volta Bruno mi disse che aveva rischiato di morire già il giorno della scomparsa di Bulgarelli. Però scherzando era stato contento che non fosse accaduto perchè altrimenti alla sua morte avrebbero dedicato appena poche righe in confronto a Giacomo“.

Pesaola ai tempi della Fiorentina (ph. storiedicalcio.altervista.org)

Pesaola ai tempi della Fiorentina (ph. storiedicalcio.altervista.org)

Quindi è stato il turno di Eraldo Pecci, lanciato nel grande calcio nel 1972 proprio dal Petisso: “Semplicemente ritengo Pesaola un fuoriclasse sia come allenatore visto che ha iniziato ad allenare dopo aver vissuto il campo da calciatore sia come uomo che ad inizio secolo aveva conosciuto la vita vera di inizio secolo. Proprio per questo motivo dal punto di vista tecnico, a differenza dei tecnici di oggi che si credono scienziati, puntava sulla semplicità ovvero chiedeva ai suoi ragazzi di giocare a pallone: tra tutti gli allenatori che ho avuto è stato senza dubbio il migliore. Pesaola era un uomo estremamente intelligente che sapeva far vivere il nostro lavoro a tutti nel modo giusto perchè nella sua squadra c’era spirito di gruppo e voglia di stare insieme divertendosi anche facendo le cose seriamente ed in modo professionale. Nella mia carriera credo che i due allenatori più influenti siano stati lui e Radice ma in particolare il Petisso aveva un modo di lavorare che si sposava perfettamente con il mio carattere e pertanto ne recepivo perfettamente gli insegnamenti“.

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