Cassani: “Sogno un Mondiale e capisco le difficoltà di Conte”


Intervenendo al Pallone Gonfiato Monday Night, il ct della Nazionale di ciclismo Davide Cassani ha parlato di ambizioni per il futuro, difficoltà riscontrate nel suo lavoro ma anche del suo amato Bologna

– di Marco Vigarani –

Davide Cassani, ct della Nazionale italiana (ph. InBici.net)

Davide Cassani, ct della Nazionale italiana (ph. InBici.net)

Il Pallone Gonfiato Monday Night si sta distinguendo per la vivace attenzione dedicata anche a discipline diverse dal calcio con ospiti di primissimo piano che nobilitano la trasmissione ed offrono agli spettatori una visione più completa del mondo dello sport locale e nazionale. In particolare ieri sera i riflettori sono stati tutti per Davide Cassani che da oltre un anno ricopre l’incarico di commissario tecnico della Nazionale maschile di ciclismo su strada. Ospiti dell’ideatore Alberto Bortolotti erano anche Gianni Marchesini e Gianluca Giardini che hanno aiutato a sviluppare il dibattito con il selezionatore che sta preparando i prossimi Mondiali. Il primo pensiero di Cassani però è stato tutto per il Bologna, passione di una vita: “Sono davvero contento – ha detto – perchè siamo riusciti a vincere in casa e fare gol: da adesso in poi la strada sarà leggermente in discesa ma bisogna continuare a lottare per arrivare nei primi due posti. È troppo importante andare subito in Serie A. La difesa a tre vista sabato contro il Livorno credo che abbia portato un buon cambiamento dando qualcosa che alla squadra dopo tanti pareggi sembrava mancare“. Restando in ambito calcistico, c’è stato poi il momento di un parallelo con le polemiche che stanno investendo il collega ct Antonio Conte: “Anch’io onestamente ho qualche problema perchè alcune squadre sono reticenti a concedere i corridori alla Nazionale. Eppure sbagliano perchè gli atleti italiani anche se tesserati da squadre estere hanno una grande voglia di vestire la maglia azzurra. Quindi capisco Conte che negli ultimi mesi sta masticando amaro perchè era abituato ad un certo tipo di programmazione ed ora incontra difficoltà inedite“. Per chiudere il tema, Gianni Marchesini ha aggiunto: “Il tecnico di una squadra di club ed il selezionatore nazionale sono due mestieri differenti ed ora Conte, che ha fatto da poco il salto della barricata, vorrebbe continuare a fare l’allenatore anche in Azzurro. Nel ciclismo invece Cassani ha raccolto al meglio l’eredità di Martini“.

Alfredo Martini, amico e mentore di Cassani (ph. Twitter)

Alfredo Martini, amico e mentore di Cassani (ph. Twitter)

Chiamato in causa il mitico predecessore, Cassani ha voluto spendere qualche parola sentita per ricordare l’amico e mentore: “L’anno scorso ho perso un secondo papà con Alfredo Martini e mi dispiace che non mi abbia potuto mai vedere sulla sua ammiraglia. Abbiamo visto insieme l’ultima tappa del Tour e, anche se ormai stanco, mi faceva sentire la sua vicinanza: sono orgoglioso di essere stato un suo uomo e credo sia stato fondamentale per il movimento“. Si è unito quindi al ricordo anche Gianni Marchesini che ha sottolineato: “Martini aveva il pregio di far sentire tutti legati a lui in modo speciale e credo che la sua sia stata una grande perdita per tutto lo sport perchè certi fuoriclasse non nascono tanto facilmente. Cassani era un suo uomo in strada, seguiva lo sviluppo tattico della gara e ne ha ereditato l’attitudine alla guida“. A tal proposito, ecco un ricordo da parte di Giardini: “Nel 1987 Cassani non venne convocato – ha rimembrato – e guardando la corsa notò subito un errore commesso da Martini e forse già allora si stava preparando a diventare ct“. Lo sguardo dei protagonisti della trasmissione si è spostato quindi al gennaio 2014 quando Cassani ha ricevuto la nomina e lo stesso ct ha ammesso: “Per l’amore che ho sempre avuto per il ciclismo, quando ho smesso di correre ho sempre sognato di diventare selezionatore. Nella vita credo di aver sempre saputo scegliere il momento giusto per chiudere un’attività ed iniziarne un’altra. Quando ricevetti la proposta sentivo che era il mio momento ed ero pronto ad accettare“. Giardini ha quindi spiegato: “Prima di questo incarico, va specificato che Davide in diciotto anni di Rai ha rivoluzionato il modo di fare telecronaca del ciclismo“. La chiosa è stata ad opera di Marchesini: “Ritengo che Davide stia portando nel ciclismo una mentalità molto legata all’analisi delle prestazioni“.

La copertina dell'Almanacco del Ciclismo 2015

La copertina dell’Almanacco del Ciclismo 2015

Inevitabile quindi chiedere al ct azzurro un bilancio dell’avventura al Mondiale 2014 ed un pronostico sul prossimo: “A Ponferrada l’anno scorso il circuito era impegnativo e purtroppo si è avverato lo sviluppo della corsa che avevo immaginato. Non avevo uomini che mi consentissero di fare nulla di più del tredicesimo posto finale anche se sono contento di aver visto un buon lavoro di squadra: il mio voto però resta un 4. Quest’anno a Richmond invece la gara si deciderà negli ultimi 5 km con l’ultima rampa che termina a 600 metri dal traguardo: ci servirà un velocista esplosivo e tra i giovani abbiamo ragazzi che stanno crescendo bene“. Cassani ha tracciato quindi un rapido bilancio complessivo del movimento spiegando: “Purtroppo non abbiamo un corridore in grado di puntare ad una grande classica e nelle monumento non otteniamo un successo dal 2008. Si parla di crisi del ciclismo ma abbiamo comunque gente capace di vincere le corse a tappe e secondo me tra i quaranta corridori nati dopo il 1990 ce ne sono tre o quattro in grado di crescere bene. Il mio sogno è tornare a vincere un Mondiale con un mio corridore e credo che potremmo farcela“. Marchesini, Giardini e Cassani hanno collaborato alla 24esima edizione dell’Almanacco del Ciclismo che in quasi cinquecento pagine raccoglie tutte le informazioni delle stagioni scorse utili per vivere al meglio quella che sta iniziando: il volume è in vendita in tutte le librerie al prezzo di 35 euro ed è uno strumento ritenuto indispensabile dallo stesso ct che per l’undicesimo anno consecutivo ne firma la copertina.

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