Cassano: “Quella notte prima della Juve e il passaggio al Real”


L’attaccante della Sampdoria si racconta ad AS, dal passaggio alla Roma all’esperienza spagnola. E quella notte prima della Juventus…

– di Luigi Polce –

Cassano e Totti insieme alla Roma (ph. LaPresse)

Cassano e Totti insieme alla Roma (ph. LaPresse)

Quando Antonio Cassano parla, fa sempre notizia. Impossibile passare indenni da aneddoti o altre storie un po’ ‘fuori dal comune’, diciamo così. La regola ha trovato conferma anche nella chiacchierata del talento barese con gli spagnoli di AS, che hanno raggiunto l’attaccante della Sampdoria doppio ex della sfida di Champions tra Roma e Real Madrid. Proprio a proposito del suo passaggio ai Blancos, Cassano racconta: “La Roma di Spalletti voleva mandarmi via. Bronzetti mi ha chiamato: “Antonio, vai nella più grande squadra”. Gli risposi: “Qual è la più grande squadra”. Mi ha risposto: “Il Real”, e allora io mi sono lamentato: “Ernesto, non prendermi per il c…”. Ma non scherzava. Venne da me e mi passò Florentino Perez al telefono. Non potevo dire di no. Molti avrebbero pagato per giocare lì. E poi quello era il Madrid dei Galácticos!. Solo uno scemo può essersi comportato come ho fatto io”.

Cassano ai tempi del Real Madrid (ph. sky)

Cassano ai tempi del Real Madrid (ph. sky)

Perchè Cassano, ai tempi del Real, non era esattamente concentrato solo sul rettangolo verde. Anzi: “Quando uno è giovane, 20 anni, e con la passione per le ragazze… ha una forza che potresti far sesso ogni giorno. E le opportunità io le ho sempre avute. Ero Cassano, il giocatore del Real! Se avessi fatto qualsiasi altro mestiere non mi avrebbe filato nessuna, nemmeno mia madre! Il cibo? Al Real sono arrivato a pesare 93 chili. E per me il peso ideale sarebbe 83 perché sono alto 1,75. Avevo un amico lì a Mirasierra, alle 10 mi portava in appartamento tutto il cibo che volevo. La sfortuna era che quando si giocava fuori casa… lui non ci fosse!”. Per quanto riguarda il suo approdo alla Roma invece: “Avevo solo 18 anni e, da quando ero piccolo, avevo sempre voluto giocare con Totti. È una persona fantastica: sono stato sei mesi a vivere a casa sua quando ho firmato con la Roma, finché mia madre non è venuta a vivere in città con mio cugino – ha aggiunto Fantantonio -. Poi io e Francesco abbiamo litigato per mancanza di rispetto e lui smise di parlarmi per due anni”. In giallorosso una delle sue migliori partite fu in un Roma-Juventus, terminata 4-0 in favore dei capitolini: “Alla vigilia di un 4-0 contro la Juventus – racconta Cassano – ho rubato le chiavi di Trigoria e sono tornato alle sei. E, il giorno dopo, ho vissuto la mia migliore notte in un campo da calcio: ho provocato un rigore e segnato due gol”.

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