Castelrotto 2017, giorno 3 – Prime prove di 4-2-3-1 per Donadoni


Donadoni oggi ha iniziato a proporre idee tattiche di 4-2-3-1 in vista dell’amichevole di domani contro lo Sciliar. Presentato ai media De Maio

– di Marco Vigarani –

Nella soleggiata mattinata del terzo giorno del ritiro di Castelrotto si sono viste le prime prove tattiche di mister Donadoni che, dopo una prima ampia fase di riscaldamento, ha impiegato quattro difensori più due centrocampisti a protezione del portiere da una fase offensiva in sovrannumero che vedeva due mediani, tre fantasisti ed una punta assistiti sugli esterni anche da due portieri in vece dei terzini. A conti fatti si trattava quindi di una prima bozza di lavoro sul 4-2-3-1 con Poli subito impiegato nel cuore del gioco affianco a Donsah in difesa mentre invece la guida dell’attacco era affidata alla coppia giovanissima Nagy-Valencia. Nel pomeriggio poi, con una condizione meteorologica decisamente variabile, il tecnico ha riproposto il medesimo schema di lavoro con la seconda parte del gruppo confermando le sensazioni che potrebbero trovare ulteriore conferma domani nel corso della prima amichevole alle 17 contro lo Sciliar.

Presentazione per De Maio oggi a Castelrotto

Nel ritiro di Castelrotto è arrivato poi oggi il momento della presentazione di Sebastien De Maio affidata al club manager Di Vaio che ha spiegato: “Questa è stata un’operazione molto veloce, abbiamo sfruttato lo spazio lasciato dalla Fiorentina che non lo ha riscattaro entro il 30 maggio e dopo due giorni l’abbiamo preso. Lo volevamo un anno e mezzo fa, siamo molto contenti che sia con noi per rilanciarsi e tornare ai suoi livelli. Dovevamo completare il reparto che vede in Gastaldello e Maietta due veterani ma anche arricchirlo dopo l’uscita di Ferrari che è andato a giocare e siamo soddisfatti visto che Sebastien conosce bene il nostro campionato”. Parola poi al protagonista che ha dichiarato: “Grazie al calcio ho avuto una bella infanzia anche in un quartiere difficile come Saint Denis, non avevo un modello come difensore ma sicuramente mi sono appassionato al calcio grazie a Zidane. Ho fatto le giovanili al Nancy poi un provino a Vicenza e mi ha quindi scoperto Micheli portandomi a Brescia. L’idea di venire qui nasce da una telefonata di Di Vaio e io ho dato subito la mia disponibilità chiedendo solo un trasferimento a titolo definitivo. Ho giocato spesso a tre in effetti, è una soluzione che mi piace ma al Genoa e alla Fiorentina ho lavorato sulla fase di una linea a quattro e non ho alcun problema anche con questo modulo. Ho avuto subito una bella impressione dell’ambiente rossoblù”.

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