Castelrotto 2017, giorno 6 – Mezza giornata libera, Poli carico per la nuova esperienza


Un solo allenamento a Castelrotto concluso da una sfida di calcio tennis, parole importanti di Poli in conferenza stampa

– di Marco Vigarani –

Sfida di calcio tennis tra atleti e staff tecnico a Castelrotto

Dopo le due roboanti vittorie in amichevole, il Bologna ha goduto oggi di mezza giornata di riposo preceduta ieri sera da una cena libera. Approfittando della sveglia ritardata, molti rossoblù hanno fatto un giro in paese e si sono concessi qualche momento di svago prima di tornare ad allenarsi al pomeriggio. Seduta dedicata al pallone con un’ampia fase di riscaldamento fatta di palleggio ed accompagnamento della sfera prima di dare il via ad un sentitissimo torneo di calcio tennis che ha visto coinvolti venti ragazzi. Tra colpi di tacco, rovesciate e salvataggi in extremis si è arrivati alla definizione della squadra campione formata da Falco, Gastaldello, Krejci, Poli e Mounier. I campioni della squadra poi, per completare un pomeriggio all’insegna del lavoro ma anche del divertimento, sono stati sfidati da una formazione all-star composta da membri dello staff tecnico: in campo per l’occasione Di Vaio, Gotti, Olive, Bortolazzi e mister Donadoni che non ha lesinato colpi di gran classe rinverdendo i fasti del periodo agonistico.

Di Vaio presenta Andrea Poli

Ad anticipare la seduta, la conferenza stampa di presentazione di Andrea Poli che ha raccontato: “Grazie alla società, tutti mi hanno fatto sentire subito importante. Il Bologna ha grande margine di miglioramento e nulla da invidiare al Milan: per me è una tappa importante e sono soddisfatto di essere qui. Sono rimasto davvero sorpreso da tutto quello che ho trovato qui. Volevo venire da un paio di mesi: questa è una squadra giovane che può e deve crescere attraverso il lavoro giorno per giorno senza accontentarsi mai. Qui c’è un progetto valido: il Bologna può togliersi delle soddisfazioni. Giocare sulla trequarti? Ho giocato belle partite al Milan in quel ruolo ma mi piace anche stare al centro del gioco, sono un giocatore duttile pronto a mettermi a disposizione. Il 4-2-3-1 è un modulo che richiede grande sacrificio: tutti devono fare la propria parte. Due anni fa ho disputato una annata importante al Milan sentendomi sempre parte del gruppo, siamo arrivati in finale di Coppa Italia poi sono stato messo in disparte per scelte tecniche che ho sempre rispettato e cercato di dare il mio contributo quando ho giocato. Ad esempio contro Bologna quando con una vittoria abbiamo cambiato la nostra stagione. In questo momento non penso alla Nazionale ma solo a giocare, sono cinque anni che non faccio un ritiro normale quindi è importante allenarsi bene con questi carichi di lavoro. Non vedo l’ora di iniziare. Futuro? Non penso al Montreal, ho parlato solo con Bologna”.

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